Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Gruppo Abele: no ai centri per cocainomani

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La cocaina, un tempo droga 'di nicchia', sta diventando sempre piu' un prodotto di massa, e quindi bisogna fare i conti con questa nuova realta', ma la soluzione non puo' essere quella di creare centri specifici per i cocainomani riferendosi alla proposta del ministro Carlo Giovanardi, bisogna invece attrezzare i servizi pubblici: e' l'opinione di Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, una delle piu' importanti associazioni nel campo della lotta alle tossicodipendenze.
Intervenendo a un convegno del Cartello 'Non incarcerate il nostro crescere', Grosso ha snocciolato i dati allarmanti sull'uso di quella che un tempo era definita "droga dei ricchi" ma che oggi arriva a costare "anche 15 euro a dose". "Almeno 10 mila cocainomani l'anno scorso si sono rivolti ai Sert (servizi pubblici) per chiedere aiuto. Percio' dobbiamo convertire parte dei servizi su queste nuove emergenze. Ma per fare questo occorrono direttive e risorse".
Ma non c'e' solo l'allarme cocaina: a preoccupare gli operatori del settore e' anche, secondo Grosso, il consumo di alcol, da solo o abbinato ad altre sostanze. Un problema, ha sottolineato, ampiamente sottovalutato, e che e' all'origine di molti incidenti stradali. "La vendita dell'alcol va regolamentata, bisogna dire 'no' alla totale liberalizzazione. E poi informare: perche' non dedicare all'alcol la nuova campagna informativa?".
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