Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Guerra alle 'droghe legali', dopo perquisizioni e arresti in tutto il Paese, ancora nessuna irregolarita' riscontrata

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Si chiamano "Alkemico" e sono negozi di "legal drugs", gia' presenti in Emilia-Romagna e in altre regioni d'Italia. Una vera e propria catena di "smart-shop" in franchising, con sede societaria e magazzino centrale a San Marino, su cui il Governo italiano tiene gli occhi puntati, anche se finora le "numerose verifiche effettuate" non hanno riscontrato "irregolarita' di tipo penale ed amministrativo". Ma si sta ancora indagando e si aspetta l'esito di alcune analisi.
E' il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, a spiegare alla deputata Isabella Bertolini, di Forza Italia, come si sta muovendo il Governo Berlusconi nei confronti di questa catena che, come la definisce la parlamentare, "commercia e promuove sostanze stupefacenti, kit per sniffare, semi per piantare marijuana e skunk, boccette di etere e popper da inalare, oltre a libri che inducono all'uso di droghe".
Il marchio "Alkemico" e la catena commerciale, chiarisce il sottosegretario, vengono gestiti dalla "International Brand Agency" (Iba) che "ha sede nella Repubblica di San Marino, dove e' ubicato un magazzino centrale". Il primo negozio Alkemico e' stato aperto nel 2003 a Riccione, seguito a breve dall'apertura delle filiali di Milano, Bologna, Urbino, Trieste, Rimini e da un sito internet. "Nei confronti degli esercizi commerciali 'Alkemico' sono state effettuate numerose verifiche a Bologna, Rimini e Riccione, dove peraltro non state rilevate irregolarita' di tipo penale o amministrativo", spiega il sottosegretario (in una risposta scritta all'interrogazione, consegnata ieri alla presidenza della Camera). Durante i controlli sono stati pero' prelevati campioni di prodotti per i quali il Ministero dell'Interno e' in attesa degli esiti analitici del consulente tecnico nominato dall'Autorita' giudiziaria.
Oltre alla verifica dell'eventuale presenza di principi attivi inclusi nelle tabelle che proibiscono l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, Martini informa che e' in corso l'accertamento della regolarita' della vendita dei preparati rispetto alle norme dettate dal decreto legislativo 206 del 6 settembre 2005, il "Codice del consumo". Altre indagini, poi, sono in corso nei negozi Alkemico a Torino, Milano, Cremona e Treviso. Inoltre, la Polizia postale sta monitorando il sito collegato alla catena di negozi: sono "accertamenti finalizzati all'individuazione di elementi che possano configurare ipotesi di reato, commessi tramite la rete informatica". Anche il sito risulta "di proprieta' della International Brand Agency (Iba); la registrazione dell'indirizzo web e' stata effettuata tramite la societa' americana 'GoDaddy.com', mentre la societa' 'PianetaItalia.com' srl di Rimini e' incaricata della manutenzione del sito".
Bertolini si e' rivolta al Governo per sapere "se sia a conoscenza di questi pericolosissimi drug shop" e se non sia il caso di farli chiudere in quanto, "in palese contrasto con la legge, promuovono la cultura dello sballo, vendono droghe illegali e propongono prodotti per il consumo delle sostanze stupefacenti piu' pesanti come la cocaina". L'azzurra, che chiede anche l'oscuramento del sito, ricorda che l'ultimo negozio della catena e' nato a Rimini di fronte ad una scuola e a due passi dalle discoteche. Proprio a Rimini e Riccione, replica Martini, "sono state cautelativamente sequestrate alcune decine di poppers (24 confezioni contenenti nitrito di isoamile 98% e 33 confezioni contenenti nitrito di isopropile 98%) ed e' stato prelevato un campione contenente nitrito di isopropile, destinato ad analisi chimiche e tossicologiche".
I negozi sotto l'insegna "Alkemico", "noti anche come smart-shops (presenti in diverse nazioni europee da circa 15 anni), vendono sostanze non contemplate dalle tabelle del decreto del Presidente della Repubblica che proibiscono l'uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope", prosegue il sottosegretario, e offrono "un tipico assortimento di prodotti, in genere di origine vegetale, che, seppur non soggetti a controllo di legge, per le loro proprieta' psicoattive risultano in grado di produrre effetti stimolanti simili a quelli della cocaina". Martini riferisce poi che, in alcuni casi, i controlli nei negozi "Alkemico" degli effetti li hanno avuti: a Latina, il titolare e' stato deferito all'autorita' giudiziaria per aver messo in vendita fertilizzanti privi delle indicazioni sulla loro pericolosita' e sui quali sono in corso accertamenti. Dopo l'ispezione dalla squadra mobile e della Polizia scientifica all'"Alkemico" di Milano, sono state sequestrate confezioni di cosmetici e di altri prodotti "privi nell'etichetta delle necessarie indicazioni in lingua italiana o con indicazioni fuorvianti sull'uso e sulle finalita'". Nessun reato e' stato contestato al titolare del negozio, in quanto non e' stata rilevata la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. A Trieste, i Nas e l'Ausl hanno ispezionato il negozio dopo un'intossicazione subita da un cliente che aveva ingerito funghi del tipo "Amanita Muscaria". Si e' scoperto cosi' che erano in vendita, oltre a pacchettini di plastica contenenti quella sostanza, anche bustine di the' con illustrazioni di sporofore della stessa specie e confezioni con l'indicazione "cannabis tea fly". Merce sequestrata, mentre il titolare e' stato segnalato perche' responsabile di vendita di sostanze alimentari nocive.
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