Italia. House Hospital: diritti negati a malati di cancro
Le cure palliative e le terapie del dolore nel Mezzogiorno stentano a decollare: a sette anni dalla legge 39/99 che aveva stanziato 18 milioni di euro per la realizzazione degli Hospice, ad oggi non ne risulta attivato nessuno in Regione Campania. Lo ha sottolineato, in una nota, il direttore scientifico dell'associazione House Hospital Onlus, Francesco Cremona.
'In questi giorni -ha aggiunto- la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il meccanismo per cui le cure palliative non solo dovranno essere applicate nei LEA, ma anche valutate. Anche se dai 5 hospice del 2000, si e' saliti a 9 nel 2005, la quota programmata di 650 posti letto e' ancora lontana. In Campania dovrebbe essere garantita l'assistenza domiciliare continua e gratuita ai 5mila malati terminali, il 75% dei quali da inserire in un programma di cure palliative che comprendono pero' non solo gli Hospice, ma anche l'intera rete territoriale'.
'Non bisogna dimenticare poi che questo tipo di cure non si riferisce solo ai malati terminali di tumore. Dei 250mila pazienti inguaribili in Italia, 160mila sono oncologici, 90mila colpiti da altre patologie ed 11mila bambini. Il protocollo d'intesa sottoscritto in questi giorni tra l'Associazione Antea e l'Associazione House Hospital onlus e' una iniziativa di alto valore etico e morale ed e' stato realizzato per aiutare i malati terminali della Regione Campania che vivono in solitudine ed in uno stato di poverta', i quali, potranno usufruire gratuitamente dei 5 posti letto dell'Hospice di Roma'.
'Il costo dell'assistenza domiciliare compreso farmaci, presidi, ausili, reperibilita' 24 ore su 24, e' di circa 130 euro al giorno, contro i 260 euro per posto letto in strutture ospedaliere ed i 280 per quell'extraospedaliere, mentre il costo medio in ospedale e' di 370 euro. L'Associazione House Hospital onlus, l'Associazione Antea, la Lega Italiana Lotta Tumori sezione di Napoli e la Federazione Associazioni Volontariato in Oncologia e' pronta con il progetto ACARD-RS a collaborare con l'Assessore alla Sanita' Angelo Montemarano per l'erogazione di un servizio di questo tipo. Un'offerta gratuita - conclude Cremona - che consentirebbe di scendere al 3-4% dei ricoveri ospedalieri, contro l'attuale 40%'.
'In questi giorni -ha aggiunto- la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il meccanismo per cui le cure palliative non solo dovranno essere applicate nei LEA, ma anche valutate. Anche se dai 5 hospice del 2000, si e' saliti a 9 nel 2005, la quota programmata di 650 posti letto e' ancora lontana. In Campania dovrebbe essere garantita l'assistenza domiciliare continua e gratuita ai 5mila malati terminali, il 75% dei quali da inserire in un programma di cure palliative che comprendono pero' non solo gli Hospice, ma anche l'intera rete territoriale'.
'Non bisogna dimenticare poi che questo tipo di cure non si riferisce solo ai malati terminali di tumore. Dei 250mila pazienti inguaribili in Italia, 160mila sono oncologici, 90mila colpiti da altre patologie ed 11mila bambini. Il protocollo d'intesa sottoscritto in questi giorni tra l'Associazione Antea e l'Associazione House Hospital onlus e' una iniziativa di alto valore etico e morale ed e' stato realizzato per aiutare i malati terminali della Regione Campania che vivono in solitudine ed in uno stato di poverta', i quali, potranno usufruire gratuitamente dei 5 posti letto dell'Hospice di Roma'.
'Il costo dell'assistenza domiciliare compreso farmaci, presidi, ausili, reperibilita' 24 ore su 24, e' di circa 130 euro al giorno, contro i 260 euro per posto letto in strutture ospedaliere ed i 280 per quell'extraospedaliere, mentre il costo medio in ospedale e' di 370 euro. L'Associazione House Hospital onlus, l'Associazione Antea, la Lega Italiana Lotta Tumori sezione di Napoli e la Federazione Associazioni Volontariato in Oncologia e' pronta con il progetto ACARD-RS a collaborare con l'Assessore alla Sanita' Angelo Montemarano per l'erogazione di un servizio di questo tipo. Un'offerta gratuita - conclude Cremona - che consentirebbe di scendere al 3-4% dei ricoveri ospedalieri, contro l'attuale 40%'.
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