Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Ignazio Marino: staccare la spina a Welby sarebbe scelta giusta

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Staccre la spina a Welby? Penso che sarebbe una scelta giusta. anche se la legislazione italiana e' molto confusa in materia non cambio parere. Welby non ha nessuna possibilita' di migliorare , dobbiamo rispettare la persona, altrimenti ne prolunghiamo solo la sofferenza. In questo caso, come in altri, staccare la spina non significa uccidere ma accettare che non c'e' piu' nulla da fare'. Lo ha dichiarato il professore Ignazio Marino, trapiantologo e presidente della Commissione Sanita' del Senato, in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica' in merito alle condizioni di Piergiorgio Welby.

'Si e' fatta molta confusione usando termini non appropriati come eutanasia attiva, passiva, accanimento terapeutico. Disponiamo di tecnologie avanzate ed e' bene usarle quando servono a migliorare la salute del paziente. Ma non e' il caso di Welby. L'eutanasia e' un atto con il quale si determina la fine della vita con l'iniezione di un veleno che fa arrestare il cuore. Welby si trova in una situazione difficile, non e' in coma, comprende quello che sta accadendo, sa che la'ssistenza con il respiratore automatico non arrestera' il progresso della sua malattia e che dovra' continuare a soffrire. Ma c'e' chi ha rinunciato all'amputazione dell'arto accettando la morte. Nessuno l'ha immobilizzato e operato a forza. A questo punto e' la politica che deve intervenire'.

Secondo Marino 'la legislazione futura deve dare la possibilita' al paziente che non ha piu' speranze di scegliere. C'e' chi dira': voglio che la mia esistenza duri al piu' a lungo possibile, usate tutti gli strumenti tecnologici. Ma vale anche il contrario'.
Riguardo alle droghe Marino ha affermato che 'ilproblema delle droghe va affrontato e valutato inmaniera piu' approfondita. Valutando tutti gliaspetti degli stili di vita compreso l'abuso di tabacco ed alcol, specie tra gli adolescenti. Sarebbe miope e pericoloso non rendersene conto. Non si puo' scatenare un dibattito cosi' ampio ed acceso sulla cannabis mentre voltiamo la testa dall'altra parte quando qualcuno ci dice che ci sono 40 mila morti l'anno per patologie legte all'alcol e 80 mila per quelle provocate dal fumo'.u''C'e' una sorta di accanimento  verso la cannabis e lo dico da medico, parlamentare e genitore. Se scoprissi che mia figlia fuma spinelli sarei molto preoccupato ma gli schiaffi non servono meno che mai il carcere'.

ALTRI COMMENTI

"Se finora i medici hanno applicato l'accanimento terapeutico, hanno anche la responsabilita' d'interromperlo. Se invece si tratta di interruzione della vita, essa contraddice sia l'essenza stessa della deontologia medica che quell'affermazione civile che vieta il suicidio". Questo il commento del vicesindaco di Roma, Mariapia Garavaglia, sulla vicenda di Piergiorgio Welby.
Il vicesindaco non ha dubbi sul fatto che ci sia la necessita' di "fornire assistenza qualificata, sostegno alle famiglie e strutture adeguate alla dignita' del malato, il quale non cessa mai in nessun momento di essere persona e cittadino". Per questo, continua Garavaglia, "i legislatori si affrettino a predisporre con i finanziamenti indispensabili e le necessarie professionalita' servizi territoriali adeguati".
Pertanto, conclude il vicesindaco, "in questo scenario sarebbe di grande aiuto la nomina, non rinviabile ulteriormente, del Comitato Nazionale di Bioetica da parte del governo, dal momento che quella e' la sede in cui i problemi piu' attuali, che implicano scelte etiche, possono essere affrontati con il contributo di analisi e proposte da parte degli esperti piu' qualificati".
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