Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Immigrati saranno regolarizzati per aver denunciato sfruttatori

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Hanno denunciato i loro sfruttatori rivolgendosi all'ufficio immigrazione in Comune, accogliendo un invito in tal senso lanciato qualche tempo fa dal sindaco di Bologna Sergio Cofferati; e per loro -come promesso- e' stata ora avviata la pratica di regolarizzazione: otterranno il permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Protagonisti della vicenda a lieto fine, 14 operai moldavi -attivi nel settore dell'edilizia- finiti loro malgrado in una rete di sfruttatori messa in piedi nel bolognese da tre italiani, uno dei quali, Mario Quatrale, 53 anni, originario di San Severo (Foggia) deceduto ironia della sorte lo scorso primo maggio a Parma, nel giorno della festa del lavoro. Gli altri due -Francesco Calvo, 39 anni, di Crotone e Giovanni Mina', 26 anni, anche lui di Crotone- sono stati arrestati con le accuse di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera clandestina e alla truffa nei confronti dei lavoratori moldavi. A questi ultimi venivano fatte promesse anche per la loro regolarizzazione, dietro compenso di 2-3 mila euro: soldi che venivano trattenuti a rate dallo stipendio, mentre le pratiche non venivano neanche avviate. L'indagine della polizia di Bologna, coordinata dal pubblico ministero Walter Giovannini, ha consentito di appurare che lo sfruttamento dei moldavi clandestini era iniziato nel maggio 2004: Calvo e Quatrale -titolari di due ditte artigiane- avevano il compito di gestire l'organizzazione e di contattare i lavoratori, promettendo -in particolare Quatrale- anche favori per i permessi di soggiorno; i passaporti, una volta arrivati, sarebbero stati consegnati da chi di dovere ai titolari delle ditte. Mina' doveva invece controllare che i lavori, nei vari cantieri sparsi nel bolognese, venissero eseguiti a regola d'arte, e se necessario ricorreva anche alle minacce. I lavori non venivano pagati ad ore ma a corpo, pattuendo in anticipo il compenso per l'opera da svolgere, che veniva pagata solo una volta eseguita. I contatti con i lavoratori avvenivano attraverso bigliettini sparsi in diverse zone di Bologna, contenenti richieste di lavoro o offerte di un'abitazione. Alcuni sono stati sequestrati e sono ora agli atti dell'inchiesta.
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