Italia. Immunoterapia e staminali contro i linfomi
Nuove possibilita' di cura per i linfomi maligni. Se ne e' discusso a Pavia, in un convegno organizzato dalla Clinica Ematologica del San Matteo diretta dal professor Mario Lazzarino. Il convegno ha fatto il punto sulle nuove terapie per i linfomi maligni: dalla chemioterapia all'immunoterapia con anticorpi monoclonali, fino al trapianto di cellule staminali.
"Oggi" , commenta il professor Lazzarino, "il panorama delle cure per i pazienti con linfoma sta cambiando in modo radicale. Fino a pochi anni fa le cure erano basate quasi solamente sulla chemioterapia, che per sua natura non e' molto specifica ed e' gravata da effetti collaterali a volte pesanti. Ora invece, i progressi dell'ingegneria genetica hanno permesso la produzione di anticorpi monoclonali diretti specificamente contro le cellule del linfoma, realizzando cosi' una modalita' di cura altamente specifica e priva degli effetti collaterali della chemioterapia."
Tra le nuove alternative alle terapie classiche, anche l'uso di cellule staminali. Il loro impiego e' ormai una pratica consolidata per il trattamento di alcuni tipi di linfoma ad alto rischio. Le cellule staminali possono essere oggi raccolte in grandi quantita' dal sangue periferico dei pazienti e possono essere conservate congelate in azoto liquido per molti mesi, conservando vitalita' e funzione. Consentono di eseguire la cosiddetta terapia da alte dosi, molto efficace contro il linfoma, senza conseguenze tossiche durature sul midollo che produce le cellule del sangue. Infatti, subito dopo la terapia ad alte dosi, la reinfusione (autotrapianto) delle cellule staminali del paziente consente al midollo di "ripartire" cosicche' l'abbassamento dei valori ematici e' di breve durata. La novita', secondo quanto esposto dai ricercatori, e' che integrando chemioterapia e anticorpi monoclonali e' oggi possibile raccogliere cellule staminali prive di cellule del linfoma e quindi ancora piu' sicure.
"Oggi" , commenta il professor Lazzarino, "il panorama delle cure per i pazienti con linfoma sta cambiando in modo radicale. Fino a pochi anni fa le cure erano basate quasi solamente sulla chemioterapia, che per sua natura non e' molto specifica ed e' gravata da effetti collaterali a volte pesanti. Ora invece, i progressi dell'ingegneria genetica hanno permesso la produzione di anticorpi monoclonali diretti specificamente contro le cellule del linfoma, realizzando cosi' una modalita' di cura altamente specifica e priva degli effetti collaterali della chemioterapia."
Tra le nuove alternative alle terapie classiche, anche l'uso di cellule staminali. Il loro impiego e' ormai una pratica consolidata per il trattamento di alcuni tipi di linfoma ad alto rischio. Le cellule staminali possono essere oggi raccolte in grandi quantita' dal sangue periferico dei pazienti e possono essere conservate congelate in azoto liquido per molti mesi, conservando vitalita' e funzione. Consentono di eseguire la cosiddetta terapia da alte dosi, molto efficace contro il linfoma, senza conseguenze tossiche durature sul midollo che produce le cellule del sangue. Infatti, subito dopo la terapia ad alte dosi, la reinfusione (autotrapianto) delle cellule staminali del paziente consente al midollo di "ripartire" cosicche' l'abbassamento dei valori ematici e' di breve durata. La novita', secondo quanto esposto dai ricercatori, e' che integrando chemioterapia e anticorpi monoclonali e' oggi possibile raccogliere cellule staminali prive di cellule del linfoma e quindi ancora piu' sicure.
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