Italia. Incontro sulle tossicodipendenze in onore di Vincent P. Dole
Dichiarazione di Roberto Nardini, del Gruppo S.I.M.S.:"Con la partecipazione di alcuni fra i farmacologi e ricercatori di base più prestigiosi (Gessa - Cagliari, Tagliamonte - Siena, Gambarana - Siena, Romualdi - Bologna, Kreek - New York), di eminenti psichiatri (Perugi, Maremmani) e del Presidente nazionale della Società Italiana Tossicodipendenze (Pani), si è concluso l'incontro del 18 Novembre 2006 al centro Universitario San Miniato di Siena "Patofisiologia dell'Addiction e Trattamento della Doppia Diagnosi - in memoria di Vincent P. Dole", pioniere insieme a Marie Nyswander della clinica medica sulla Tossicodipendenza.
Le annotazioni più recenti della ricerca di base hanno di fatto confermato le posizioni dei due storici ricercatori e clinici e ribadito, senza sminuirne gli elementi ambientali e sociali, l'essenza fisica delle dipendenze, la loro natura patologica, incoraggiando tutti coloro che ne tengono presenti gli insegnamenti, a proseguire nel loro impegno sul terreno della ricerca e dell'assistenza. Fra queste stupende presentazioni è toccato al sottoscritto il compito di sottolineare il valore di "Vince" al di là dei meriti scientifici, della sua prestigiosa presenza e carriera alla Rockfeller University. Vince è stato un lottatore, un "advocate" per i diritti dei tossicodipendenti, riconosciuti come ammalati anche seguito delle felici intuizioni della Nyswander. Egli non capiva ne tollerava i pregiudizi, gli ostacoli, le persecuzioni e le ideologie che la cura al tossicodipendente portava e porta con sé, senza mai accennare, da quel gran signore che è stato, agli interessi volgari che stanno dietro al preteso recupero di soggetti relegati al ruolo di incontenibili viziosi e criminali.
Forse se avessse potuto disporre di una lettura più profonda della situazione italiana, allora avrebbe meglio compreso quanto questa questione sia anche e soprattutto, una questione di bassi e squallidi interessi. Ho così accennato anche alle difficoltà delle quali nel tempo siamo stati fatti oggetto e i rischi che abbiamo corso nel perseverare nella nostra impostazione pur avendo contro organizzazioni che con la ricerca scientifica non hanno niente a che fare, che pure erano perfino riuscite in certe fasi ad avere il totale appoggio della nostra regione. Elemento base che ci ha accomunati alle attitudini coraggiose di Vincent P. Dole, che mi hanno meritato la sua profonda amicizia e condivisione, amicizia ben consolidata nello sforzo comune, ognuno nella propria realtà, di andare oltre il pensiero oscuro che ancora attraversa prepotente il campo del recupero dei tossicodipendenti.
Ho brevemente parlato della retorica delle leggi, delle omissioni e degli abusi in molti servizi pubblici, letteralmente sottratti all'uso pubblico e dedicati essenzialmente agli interessi di operatori tutt'altro che motivati alla reale assistenza degli utenti. Macchine perfettamente attrezzate per la "guerra" contro i drogati, per farne carne da retta, oltre a sfruttarli per teneri in piedi strutture blindate, in quanto istituzioni, nel disimpegno, nell'arroganza e nel disprezzo delle leggi laddove stabiliscono i diritti degli utenti. Ho concluso che l'incontro con Dole ci impone l'obbligo morale di continuare in questa battaglia, ed il supporto della ricerca di base, le conferme che ci giungono puntuali dalle evidenze scientifiche, non ci lasciano altra via possibile. E il mondo scientifico DEVE essere presente anche su questo terreno. L'abbraccio di Gessa e della Kreek alla conclusione del mio intervento, unitamente ai cenni di condivisione di molti altri, sono stati per me decisivi elementi di gratificazione: NON SI VIVE DI SOLO PANE!!!!"
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