Italia. Le intenzioni di Giovanardi fanno ancora discutere
"Le nostre preoccupazioni della vigilia sono state confermate: oggi il ministro Giovanardi, nell'incontro con il cartello 'Non incarcerate il nostro crescere', ha annunciato la sua intenzione di proporre uno stralcio della proposta di legge Fini sulle tossicodipendenze". Lo rende noto Franco Corleone, presidente del 'Forum droghe', che per protesta non ha partecipato alla riunione.Carlo Giovanardi, secondo Corleone, "ha dimostrato di essere un uomo che prende ordini da Fini e Gasparri". Sono tre i punti che dovrebbero entrare nello stralcio, e dei quali ha parlato stamani il ministro: la possibilita' anche per le strutture private di certificare lo stato di tossicodipendente; la revisione delle tabelle delle sostanze, con la ridefinizione della quantita' massima detenibile, al di sotto della quale scatta la sanzione amministrativa e al di sopra invece quella penale (nel ddl Fini, spiega Corleone, sono previste sanzioni penali uguali per tutte le sostanze); l'elevazione del tetto, da 4 a 6 anni, del livello di pena al disotto della quale il tossicodipendente non va in carcere ma in comunita'. "Giovanardi ha negato di volere un decreto legge, ma cio' che ha annunciato oggi e' comunque una provocazione inaccettabile, una scorciatoia, una bandierina pre-elettorale. Per quanto mi riguarda e ci riguarda riparte la mobilitazione in Parlamento e nel Paese contro questa nuova versione del ddl Fini che diventa 'ultra Fini'". L'appuntamento, quindi, e' alla Conferenza nazionale di Palermo, "che sara' la Caporetto di Giovanardi".
Sulle misure preannunciate restano forti le contrarieta', ma si apprezza la disponibilita' al dialogo mostrata da Giovanardi, che intende "fare della Conferenza di Palermo un luogo in cui recuperare il rapporto con gli operatori": e' questa la posizione del cartello 'Non incarcerate il nostro crescere' dopo l'incontro di oggi con il ministro per i rapporti con il Parlamento, che ha anche la delega in materia di lotta alle tossicodipendenze. Il cartello di organizzazioni e associazioni contrarie alla proposta di legge Fini conferma che Giovanardi, nell'incontro, ha annunciato l'intenzione di stralciare alcuni punti del ddl Fini da portare all'esame del Parlamento. Ma allo stesso tempo, il ministro ha fatto una proposta che il cartello definisce 'interessante', cioe' che la Conferenza nazionale di Palermo sulle tossicodipendenze sia il luogo in cui recuperare il rapporto con gli operatori, con i quali verrebbero discusse anche le norme contenute nello stralcio. 'Aspettiamo comunque di vedere le misure proposte nello stralcio' affermano.
In particolare, il ministro ha elencato tre punti: innalzamento da 4 a 6 anni del limite di accesso alle misure alternative al carcere (nei servizi territoriali e nelle comunita') per i tossicodipendenti; ridefinizione dei rapporti tra pubblico e privato (di cui tuttavia non sono stati esposti i termini); definizione di alcune norme che permettano di distinguere in modo piu' preciso lo spaccio dal consumo personale. Il cartello, pur apprezzando l'occasione di dialogo, mantiene quindi le proprie "forti perplessita' sia sui contenuti del ddl stralcio -cosi' come sono stati anticipati, non essendo stato presentato al riguardo alcun testo scritto- sia soprattutto sull'ipotesi di un percorso parlamentare che rischia di rendere inutile, rispetto alla revisione legislativa in atto, qualunque conclusione emergesse dai lavori della Conferenza di Palermo", alla quale comunque il gruppo di organizzazioni e associazioni 'si riserva di partecipare o meno'.
Su un punto si dicono d'accordo, cioe' quello che riguarda l'allargamento della possibilita', per i detenuti per reati legati alla droga, di scontare la pena in comunita'. Sugli altri due, cioe' l'equiparazione tra strutture pubbliche e private e la riproposizione delle tabelle sul consumo personale, rimangono invece contrari.
La disponibilita' del ministro Carlo Giovanardi, nell'incontro di oggi con il cartello 'Non incarcerate il nostro crescere', e' stata 'meramente formale': e' l'opinione di Giuseppe Bortone, responsabile per la politica delle tossicodipendenze della Cgil.
Bortone ricorda come il raggruppamento di operatori, associazioni professionali e forze sindacali che fa capo al cartello avesse posto, fra le condizioni per una concreta partecipazione alla Conferenza nazionale di Palermo, quella della immediata e completa sospensione di ogni iniziativa legislativa sul tema delle tossicodipendenze. Ma sulla 'pausa' legislativa come su altri punti, secondo il sindacalista "l'atteggiamento del ministro e' stato improntato a una disponibilita' meramente formale". I punti che il ministro vorrebbe stralciare dal ddl Fini, infatti, secondo Bortone sono sostanzialmente invariati rispetto al progetto originario. Questo "in particolare su alcuni temi: punizione di fatto con il carcere delle condotte legate al consumo (con la motivazione insostenibile di uno 'sforzo di distinguere fra spaccio e consumo' di cui non si trova traccia nei testi finora prodotti dal governo), sistema dei servizi, rapporto pubblico-privato". Bortone rileva lo sforzo di adottare un diverso stile rispetto al recente passato -si convocano infatti le forze interne al settore e se ne ascoltano le ragioni- unito pero' a una sostanziale indisponibilita' al confronto sui punti, assai rilevanti, su cui c'e' radicale dissenso. "Appare a questo punto molto difficile che la conferenza di Palermo, sempre che sia possibile realizzarla, possa costituire un reale momento di confronto fra gli operatori e tutte le istanze culturali e politiche che caratterizzano il settore". Bisogna quindi "mantenere e sviluppare tutti i momenti di unita' e di iniziativa necessari per battere la persistente vocazione repressiva del centrodestra su questo terreno, costruendo le premesse per un rilancio del sistema dei servizi, e per una loro ulteriore apertura alle istanze e ai bisogni degli utenti".
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