Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Interpellanza dei Radicali a Ferrero: carente il servizio tossicodipendenza in carcere

Notizia ·
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato ieri un'interpellanza (primo firmatario Bruno Mellano) con la quale chiedono al Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero di spiegare la causa dell'inadeguatezza qualitativa e quantitativa dei trattamenti metadonici attuati dai Sert nelle carceri rispetto a quelli praticati fuori; di fornire al Parlamento, ora e nelle prossime Relazioni, i dati scorporati sull'attività delle varie Regioni in materia di cura e prevenzione delle tossicodipendenze, con la precisa individuazione delle criticità (es. stato di attuazione del D.Lgs. 230/99 di riforma della medicina penitenziaria; stato di attuazione dell'Accordo Stato-Regioni del 1999; stato di attuazione dei Dipartimenti per le Dipendenze in ogni ASL; stato di attuazione di convenzioni con i Provveditorati Regionali del DAP per l'assistenza in carcere .); di fissare, nell'annunciata prossima Conferenza Nazionale sulla Droga, due apposite sessioni di lavoro: la prima sull'assistenza sanitaria in carcere per i detenuti tossicodipendenti e alcooldipendenti; la seconda su un check up approfondito sulla stato della cura e prevenzione delle tossicodipendenze nelle varie Regioni.

Bruno Mellano e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
"Ci auguriamo che quest'interpellanza non faccia la fine di quella presentata un anno fa, che, dopo un'attenta lettura della Relazione del governo al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, poneva quindici questioni; Ferrero non ha risposto nemmeno ad una.
Passano gli anni e le Relazioni ma i problemi sono sempre gli stessi: nel 2006, nelle carceri italiane, sono stati effettuati 9562 trattamenti solamente psicosociali e/o riabilitativi a fronte di 6061 trattamenti metadonici (di cui solo 1480 a lungo termine, oltre sei mesi). Fuori dalle sbarre, i trattamenti metadonici sono praticati ad oltre la metà degli utenti dei Sert ed esiste il problema di affiancarli con i trattamenti psicosociali; in carcere esiste il problema opposto.
Altra questione: che cosa fanno concretamente le Regioni in tema di prevenzione, cura, riduzione del danno? La Relazione del governo presentata a luglio è carente al riguardo, a partire dalla questione cruciale che il governo di centrosinistra non vuole affrontare: la riforma della medicina penitenziaria promossa dal ministro Rosy Bindi nel lontano 1999 (D.Lgs. 230/99) è stata attuata veramente e dappertutto? I dati riportati nelle Relazioni precedenti testimoniavano l'esistenza di una "questione meridionale" anche in questo campo: pressoché tutte le Regioni del Sud erano inadempienti su vari aspetti della cura delle tossicodipendenze. Che cosa è cambiato e, soprattutto, il governo intende agire per cambiare il mortifero status quo?".

FERRERO: ED IO CHE C'ENTRO? -
Il ministro Ferrero, in una nota, afferma che l'assistenza sanitaria ai detenuti tossicodipendenti non rientra nelle sue competenze.
'Ho appreso che la Direzione nazionale dei radicali ha presentato oggi una interpellanza parlamentare a me rivolta, in qualita' di Ministro della Solidarieta' sociale, sul tema della assistenza sanitaria ai detenuti tossicodipendenti. La stessa nota riporta che Bruno Mellano e Giulio Manfredi lamentano la mia mancata risposta a una interpellanza da loro presentata un anno fa, relativa alla relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze'.
'Rammento agli interpellanti che i lavori della Camera sono calendarizzati al suo interno e il sottoscritto, in qualita' di Ministro, interviene a rispondere alle interpellanze quando e se chiamato a farlo, compatibilmente con gli impegni istituzionali. Penso inoltre che possa essere loro utile sapere che i temi dell'interpellanza parlamentare presentata oggi non rientrano in alcun modo nelle competenze del Ministero della Solidarieta' sociale, che non si occupa ne' di assistenza sanitaria, ne' di carceri'.

RADICALI: E' SCARICABARILE - Dopo aver letto agenzie che riportano dichiarazioni del ministro Ferrero che escludono categoricamente qualsiasi competenza del ministro stesso in materia di assistenza sanitaria dei detenuti tossicodipendenti, Mellano e Manfredi hanno dichiarato:
"Credevamo che almeno il ministro Ferrero non partecipasse allo sport nazionale dello scaricabile; ci sbagliavamo.
Andiamo per ordine: ai sensi dell'art. 131 del DPR 309/90 (Testo Unico sugli stupefacenti), il Ministro per la solidarietà sociale è tenuto a presentare annualmente, entro il 30 giugno, una relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia.
L'anno scorso il ministro Ferrero presentò la sua prima relazione, noi la leggemmo e presentammo a nostra volta una corposa interpellanza su quindici criticità, che attende ancora una risposta.
Anche quest'anno ci siamo permessi di rivolgere un'interpellanza a Ferrero visto che i dati a cui facciamo riferimento sono contenuti nella Relazione da lui presentata alla stampa lo scorso 11 luglio, precisamente a pag. 177 ("Assistenza ai tossicodipendenti in carcere") e alle tabelle allegate alla Relazione, fornite dal Ministero di Giustizia ma che costituiscono parte integrante della Relazione del Ministro della Solidarietà Sociale.
E ancora: quando fu istituito il Ministero della solidarietà sociale (decreto legge 18 maggio 2006, art. 1, comma 6), furono ad esso trasferiti "con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, . i compiti in materia di politiche antidroga attribuiti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri".
E infine: il Ministro per la solidarietà sociale disciplina con proprio decreto l'Osservatorio permanente che verifica l'andamento del fenomeno della tossicodipendenza. L'Osservatorio acquisisce periodicamente e sistematicamente dati ". b) sulla dislocazione e sul funzionamento dei servizi pubblici e privati operanti nel settore delle prevenzione, cura e riabilitazione, nonché sulle iniziative tendenti al recupero sociale ivi compresi i servizi attivati negli istituti di prevenzione e pena . sui tipi di trattamento praticati e sui risultati conseguiti, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di metadone, nei servizi di cui alla lettera b), sulla epidemiologia delle patologie correlate . (art. 1, commi 7 e 8, del DPR 309/90).
Comprendiamo la difficoltà del ministro Ferrero di tener testa a tutto, dalla questione delle pensioni al problema del metadone nelle carceri; non lo bocciamo, dunque, ma lo rimandiamo a settembre in Parlamento, per una risposta vera alle questioni vere da noi poste.".
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