Italia. Interrogazione parlamentare sulle cyber-droghe
"Cosa hanno intenzione di fare i ministri Maroni e Sacconi in merito alle nuove 'cyber-droghe', alla luce di quanto riportato dal Nucleo speciale della Guardia di Finanza e, soprattutto, in seguito all'esperienza diretta del giornalista Marco Salvia, pubblicata oggi (ieri, ndr) sulle pagine dell'Unita'". È quanto chiedono in due interrogazioni alla Camera e al Senato i parlamentari di Italia dei valori. "Dopo l'iniziativa intrapresa dal gruppo di Palazzo Madama, guidato dal senatore Elio Lannutti, le rivelazioni apparse ieri sull'Unita' hanno reso ancora piu' stringente la necessita' di sapere dai ministri competenti le modalita' e i tempi con cui vogliono intervenire per contrastare la diffusione dei file audio incriminati di influenzare l'attivita' cerebrale con il medesimo effetto dell'assunzione di stupefacenti". Lo dichiara nella nota il presidente vicario dei deputati Idv Fabio Evangelisti.
"Qualora risultasse che l'uso di particolari frequenze in file audio puo' davvero procurare i sintomi propri dell'assunzione di droghe, l'azione del governo e delle istituzioni dovra' essere tempestiva ed efficace. Nessun tipo di traffico e di uso di stupefacenti finora conosciuto, infatti, sarebbe analogo a quello delle 'i-doser', cosi' come e' stata definita la nuova generazione di droghe cibernetiche. Droghe che non invasive, facili da trovare on line, riutilizzabili e, soprattutto, di costo relativamente basso, rappresenterebbero nella sostanza un male estremamente difficile da debellare"."Per questo- conclude la nota di Evangelisti - chiediamo ai Ministri di intervenire con attenzione per evitare che si inneschi, come gia' risulta successo in Spagna, una nuova spirale di cyber tossicodipendenza nel Paese".
"Qualora risultasse che l'uso di particolari frequenze in file audio puo' davvero procurare i sintomi propri dell'assunzione di droghe, l'azione del governo e delle istituzioni dovra' essere tempestiva ed efficace. Nessun tipo di traffico e di uso di stupefacenti finora conosciuto, infatti, sarebbe analogo a quello delle 'i-doser', cosi' come e' stata definita la nuova generazione di droghe cibernetiche. Droghe che non invasive, facili da trovare on line, riutilizzabili e, soprattutto, di costo relativamente basso, rappresenterebbero nella sostanza un male estremamente difficile da debellare"."Per questo- conclude la nota di Evangelisti - chiediamo ai Ministri di intervenire con attenzione per evitare che si inneschi, come gia' risulta successo in Spagna, una nuova spirale di cyber tossicodipendenza nel Paese".
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