Italia. Intervista a Francesco Bellino, filosofo della bioetica
Il quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" ha pubblicato un'intervista di Mary Sellani a Francesco Bellino - fondatore del primo Corso di perfezionamento in Bioetica istituito in Italia (1987) e direttore del Dipartimento di Bioetica dell'Universita' di Bari, nonche' autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Partendo dal concetto di "bioetica" formulato per primo dal cancerologo Van Rensselaer Potter (19911-2001), l'intervista si e' incentrata sui fondamenti base di conoscenza biologica e valori umani. Ne riportiamo qui di seguito i punti salienti.
Potter dice che oggi serve un sapere su come utilizzare lo stesso per la sopravvivenza della specie umana. Bellini spiega che "la conoscenza (e dunque la ragione) da sola non basta a fare il bene e quindi, nel senso che voleva Potter, la salvezza dell'umanita'. Occorre anche la ragionevolezza, cioe' una conoscenza affettiva. Oggi il mondo scientifico ritiene che il corretto funzionamento del pensiero sia collegato all'affettivita', giacche' l'uomo per vivere ha bisogno non solo di pensare ma anche di essere, di sentire, di sperare. L'affettivita', a sua volta, per non sfociare nell'emozionalismo, e' collegata all'intelligenza. Pertanto il fondamento della bioetica non e' la ragione, bensi' la ragionevolezza, che e' una ragione dell'uomo per l'uomo, per il suo mondo e per il rispetto della vita. In questo senso scienza ed etica sono unite tra loro in un'impresa di ragionevolezza che si definisce anche olismo ecologico ed etico".
"La crisi attuale dell'etica e' dovuta al fatto che essa e' ormai quasi del tutto asservita all'economia e al potere. Inoltre e' sbagliato credere che ogni crescita sia sempre positiva, anche la crescita va sottoposta a criteri di valutazione etica. [.] Io distinguo la scienza dalla tecnica. Oggi i problemi morali non nascono dalla scienza ma dalla tecnologia, perche' la scienza scopre, e quindi essa ha a che fare con la verita', per cui non ci puo' essere contrasto tra la verita' e il bene, cioe' l'etica. In questo senso la ricerca scientifica deve essere libera, non puo' mai avere limiti. Viceversa la tecnologia non scopre ma inventa, cioe' introduce il possibile, il quale puo' essere a favore o contro l'uomo. Inoltre la logica che e' alla base della tecnologia non e' la verita' ma la potenza. Il problema allora e' che la tecnologia rischia di accrescere solo se stessa, il potere, anche a scapito dell'uomo. Ecco dunque che occorre una seria regolamentazione nel settore tecnologico. La genetica, al contrario, in quanto scienza, non crea nessun problema, l'ingegneria genetica si'. Nella futura Carta costituzionale europea c'e' tutta una parte sulla bioetica in cui si fa divieto della clonazione a fini riproduttivi (non di quella a fini terapeutici), ed anch'io ho partecipato ai lavori preparatori di questa parte della Carta europea".
Potter dice che oggi serve un sapere su come utilizzare lo stesso per la sopravvivenza della specie umana. Bellini spiega che "la conoscenza (e dunque la ragione) da sola non basta a fare il bene e quindi, nel senso che voleva Potter, la salvezza dell'umanita'. Occorre anche la ragionevolezza, cioe' una conoscenza affettiva. Oggi il mondo scientifico ritiene che il corretto funzionamento del pensiero sia collegato all'affettivita', giacche' l'uomo per vivere ha bisogno non solo di pensare ma anche di essere, di sentire, di sperare. L'affettivita', a sua volta, per non sfociare nell'emozionalismo, e' collegata all'intelligenza. Pertanto il fondamento della bioetica non e' la ragione, bensi' la ragionevolezza, che e' una ragione dell'uomo per l'uomo, per il suo mondo e per il rispetto della vita. In questo senso scienza ed etica sono unite tra loro in un'impresa di ragionevolezza che si definisce anche olismo ecologico ed etico".
"La crisi attuale dell'etica e' dovuta al fatto che essa e' ormai quasi del tutto asservita all'economia e al potere. Inoltre e' sbagliato credere che ogni crescita sia sempre positiva, anche la crescita va sottoposta a criteri di valutazione etica. [.] Io distinguo la scienza dalla tecnica. Oggi i problemi morali non nascono dalla scienza ma dalla tecnologia, perche' la scienza scopre, e quindi essa ha a che fare con la verita', per cui non ci puo' essere contrasto tra la verita' e il bene, cioe' l'etica. In questo senso la ricerca scientifica deve essere libera, non puo' mai avere limiti. Viceversa la tecnologia non scopre ma inventa, cioe' introduce il possibile, il quale puo' essere a favore o contro l'uomo. Inoltre la logica che e' alla base della tecnologia non e' la verita' ma la potenza. Il problema allora e' che la tecnologia rischia di accrescere solo se stessa, il potere, anche a scapito dell'uomo. Ecco dunque che occorre una seria regolamentazione nel settore tecnologico. La genetica, al contrario, in quanto scienza, non crea nessun problema, l'ingegneria genetica si'. Nella futura Carta costituzionale europea c'e' tutta una parte sulla bioetica in cui si fa divieto della clonazione a fini riproduttivi (non di quella a fini terapeutici), ed anch'io ho partecipato ai lavori preparatori di questa parte della Carta europea".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti