Italia. Iss: finiti i soldi per la ricerca sugli effetti dell'alcool
A "secco" la ricerca in Italia sugli effetti dell'alcol. I fondi necessari per prevenire i danni devono essere reperiti in Europa. Lo denuncia all'Agi Emanuele Scafato, direttore del centro Oms per la ricerca sull'alcol all'Istituto superiore di sanita' (Iss). "In Italia per la ricerca sugli effetti dell'alcol non si investe un euro: eppure e' la prima causa di morte tra giovani e giovanissimi in Italia". A causa dell'alcool infatti muoiono ogni anno in Italia 6.000 persone di cui meta' giovani. "Mi chiedo perche' 3.000 giovani l'anno devono morire in questo modo senza che nessuno batta ciglio. Io devo andarmi a cercare i fondi in Europa - continua Scafato - per fare ricerca sull'alcool. In Italia bisogna cambiare rotta per porre fine a una vera e propria emergenza nazionale". In Germania e' da tempo attivo il "limite zero", che proibisce ai neo-patentati di guidare anche se sotto il livello 'italiano' di 0,5g/l di alcool nel sangue, l'equivalente di una birra. "Da noi una misura del genere sarebbe opportuna: chi guida non deve bere alcolici, eliminare anche il limite di 0,5g/l nel sangue. Quel limite - aggiunge Scafato - non genera ricchezza ma crea solo costi sociali in incidenti e quant'altro, oltre che disperazione". In Francia sono vietati spot televisivi di alcolici e quelle cartacee possono rappresentare solo le qualita' del prodotto, senza associare agli alcolici persone o emozioni. "Il 67 per cento dei ragazzi in discoteca ricevono e consumano bevande alcoliche, quattro bicchieri in media per i maschi e 3 per le ragazze. Il 43% dichiara di ubriacarsi. Non sorprendono questi dati - sottolinea Scafato - visto che e' costante la promozione della vendita di alcolici, specie in discoteca". Happy-hour, 'as you much as you can', biglietti di ingresso in discoteca con consumazione obbligatoria e pubblicita' sono tutti "incentivi al consumo che bisogna scoraggiare, rendendo piu' costoso un alcolico rispetto a un analcolico, per esempio. Oppure destinando una quota di tutti gli investimenti in pubblicita' di alcolici a un fondo per la ricerca". E' arrivato il momento di "inseguire le cause di questa emergenza, piu' che le conseguenze: ben vengano i controlli in strada e la certezza della pena per chi causa incidenti in stato di ebbrezza, ma la realta' quotidiana dice che non basta". Arginare quindi l'emergenza alcol: una priorita' di cui si discutera' a Roma in occasione della prima conferenza nazionale sull'alcol il 16 e 17 ottobre, convocata su richiesta della consulta nazionale alcol.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti