Italia. ISS e staminali, via al progetto italiano
Ricerca sulle cellule staminali embrionali totipotenti limitatamente a quelle animali e non a quelle umane; e massima apertura per lo studio delle staminali differenziate (somatiche) fetali e post-natali, sia nell'animale sia nell'uomo (utilizzando cellule di aborti spontanei). Su questi precisi binari prende il via il progetto italiano di ricerca sulle cellule staminali, considerate di importanza strategica per le applicazioni future nel campo della medicina in malattie come leucemie, Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla. L'annuncio e' stato dato all'Istituto Superiore di Sanita' dalla Commissione che ne coordinera' gli studi. Il progetto, di durata biennale, avra' a disposizione un finanziamento di 10 milioni di euro. "La selezione dei progetti -ha assicurato Enrico Garaci, presidente dell'Iss- verra' fatta secondo le regole internazionali con ricercatori indipendenti". "Vogliamo procedere con la massima apertura scientifica -ha spiegato Cesare Peschle, direttore del laboratorio di ematologia dell'Iss- seppur con le necessarie distinzioni, limitando lo studio delle cellule staminali 'totipotenti' embrionali (cioe' in grado di dare vita a tutti i tessuti, ndr) agli animali ed escludendo quelle umane. Promuovere ricerche su quest'ultime cellule, infatti, avrebbe come conseguenza una spinta verso l'utilizzazione industriale di embrioni umani sovrannumerari". Inoltre, secondo il ricercatore, unendo queste cellule embrionali umane con la manipolazione genetica "si toccherebbe un campo assai prossimo alla clonazione umana, aprendo scenari non condivisibili". La commissione per lo studio delle cellule staminali, della quale fanno parte tra gli altri oltre a Peschle, Carlo Croce, Elisabetta Dejana, Angelo Vescovi, Robin Foa, Alberto Albertini, avra' anche il compito di stendere le linee guida per mettere paletti alle sperimentazioni cliniche sull'uomo. "Vogliamo evitare che vengano effettuate sperimentazioni quando i tempi non sono ancora maturi", ha detto Peschle. "Non si tratta di limitare la liberta' degli scienziati -ha aggiunto- ma fare in modo che non si corra troppo in fretta e poi fare marcia indietro, come e' accaduto per la terapia genica negli Stati Uniti. Si' dunque alle sperimentazioni, anche secondo tempi rapidi, ma con tutte le garanzie possibili". "La commissione -ha aggiunto Garaci- avra' il compito di stilare un documento sulle procedure entro le quali effettuare test clinici, definendo gli aspetti che vanno tutelati per prevenire una certa tendenza al far west delle sperimentazioni con le staminali".
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