Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Istat: crescita occupazione, soprattutto immigrati nuovi lavoratori

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Crescita sostenuta dell'occupazione nel primo trimestre, soprattutto grazie al lavoro degli immigrati: nel primi tre mesi dell'anno - secondo i dati diffusi oggi dall'Istat sulle forze di lavoro - gli occupati sono cresciuti di 374.000 unita' (+1,7%) rispetto allo stesso periodo del 2005 toccando quota 22.747.000 lavoratori, ma i tre quinti dell'aumento (224.000 unita') e' dovuta alla componente straniera. Nel trimestre la disoccupazione e' scesa al 7,6% (era all'8,2% nel primo trimestre 2005) mentre il dato destagionalizzato dei senza lavoro ha toccato il 7,4%, il dato piu' basso almeno dal 1992. In controtendenza rispetto ai dati dell'occupazione sono quelli diffusi oggi sul fatturato dell'industria ad aprile (-0,6% tendenziale, -1,9% congiunturale) mentre gli ordinativi segnano un +9,7% tendenziale e un +6,8% congiunturale.
Ecco in estrema sintesi la fotografia dell'Istat sulle forze lavoro nel primo trimestre dell'anno.
- BERSANI, TENDENZA POSITIVA, MA PREOCCUPA SUD. I dati sull'occupazione secondo il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani "confermano la tendenza positiva avviata gia' dalla fine degli anni '90". In un quadro positivo si evidenziano pero' - rileva - alcuni elementi di preoccupazione che riguardano il permanere di un effetto scoraggiante e di un effetto migrazione nelle regioni del Sud, le difficolta' dell'industria meridionale che registra un forte calo dei dipendenti in particolare sul versante delle costruzioni e il consolidamento di effetti di precarizzazione e decentramento del lavoro particolarmente consistente nel settore dei servizi dove oltre il 30% degli occupati ha orari ridotti.
- OCCUPAZIONE CRESCE TRAINATA DA IMMIGRATI E OVER 50. l'aumento e' stato di 374.000 unita' rispetto allo stesso trimestre del 2005 e di 159.000 unita' (+0,7%) rispetto al trimestre precedente. I tre quinti dei posti in piu' (224.000) sono dovuti alla componente straniera ma alla crescita ha contributo anche la permanenza al lavoro degli ultracinquantenni. Nella fascia tra i 15 e i 64 anni il tasso di occupazione ha raggiunto il 57,9%, sette decimi di punto in piu' rispetto all'anno prima. - - DISOCCUPAZIONE AI MINIMI. il tasso di disoccupazione e' sceso al 7,6% ma il dato destagionalizzato si e' fissato al 7,4%, il piu' basso almeno dal 1992. Al Nord (dato non destagionalizzato) la disoccupazione e' al 4,1% (-0,2 punti sul primo trimestre 2005), al Centro al 6,5% (-0,3) mentre nel Mezzogiorno si registra il calo piu' consistente del tasso (-1,5 punti) che si attesta al 14,1%. - BOOM CONTRATTI A TERMINE. L'aumento dell'occupazione e' stata prevalentemente dipendente (+402.000 posti), mentre il lavoro indipendente ha perso 28.000 unita'. La maggior parte della crescita e' stata dovuta al lavoro a termine con 211.000 posti (+11,1%) a fronte di 191.000 occupati 'permanenti' (+1,3%). Aumento sostenuto anche per il tempo parziale con 140.000 occupati in piu' (+4,8%) a fronte di 235.000 lavoratori in piu' a tempo pieno (+1,2%).
- SUD CRESCE MA RESTA EFFETTO SCORAGGIAMENTO. Il Mezzogiorno riprende a crescere con 102.000 posti in piu' sui 374.000 complessivi ma persiste l'effetto 'scoraggiamento' e a fronte di 239.000 unita' in piu' tra le forze di lavoro complessive il Sud ne perde 14.000. Le persone quindi continuano a uscire dal mercato temendo di non poter trovare un impiego. Il tasso di occupazione nel Meridione nella fascia 15-64 anni e' quasi venti punti piu' basso del Nord (46% contro il 65,7% del Nord e il 57,9% della media nazionale). Nel Nord la crescita ha riguardato quasi esclusivamente la componente straniera (153.000 su 158.000 in piu') mentre al Centro e al Sud il lavoro in piu' e' stato prevalentemente italiano (+70.000 e +75.000 italiani a fronte di 44.000 e 27.000 stranieri rispettivamente).
- AUMENTA LAVORO FEMMINILE. L'aumento tendenziale dell'occupazione ha riguardato sia la componente maschile (219.000 unita' in piu', +1,6%) sia quella femminile (+155.000 unita' pari a un +1,8%).
- SINDACATI, SEGNALI DI RIPRESA DA RAFFORZARE. I dati dell'Istat sono giudicati positivamente dai sindacati che chiedono al Governo di fare politiche che rafforzino i segnali di ripresa. L'ex ministro del Welfare Roberto Maroni sottolinea come i dati dimostrino che la legge Biagi di riforma del mercato del lavoro ha funzionato e afferma la necessita' che la sinistra "non la manometta".

L' aumento dell' occupazione rilevato oggi dall' Istat "pur evidenziando qualche elemento di ripresa, ripropone meccanismi noti: l' incidenza della stabilizzazione di lavoratori o immigrati, gia' presenti in Italia e finalmente regolarizzati; il divario col Mezzogiorno, in cui crescono ancora a decine di migliaia gli inattivi, persone scoraggiate che non cercano piu' lavoro e che cosi' incidono sul calo del tasso di disoccupazione; la crescita della precarieta' nell' occupazione femminile". E' la lettura dei dati sull'occupazione diffusi oggi dall Istituto centrale di statistica che viene dalla Cgil.
"Un elemento infatti e' evidente afferma il responsabile delle Politiche del Lavoro, Fulvio Fammoni- all' interno del dato generale, l' aumento del lavoro precario fa la parte del gigante crescendo dell' 1% sul 2005, ed arrivando al 12,7% dello stock. Inoltre, cresce fino al 15,4% nell' occupazione femminile, ed arriva al 21,3% fra i giovani".
Tutti indicatori, che, a parere del sindacalista dicono che "per utilizzare la possibile ripresa e realizzare nuova e buona occupazione occorre cambiare le attuali regole del lavoro".
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