Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Istat: 4,6% della popolazione e' immigrata

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nell'ultimo anno gli stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese sono aumentati dell'11,2%, ma l'incremento e' stato inferiore a quello registrato nei due anni precedenti, sulla scia degli ultimi provvedimenti di regolarizzazione.
E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat sulla popolazione straniera in Italia, secondo cui al primo gennaio 2006 gli immigrati residenti in Italia erano 2.670.514 (1.350.588 maschi e 1.319.926 femmine), 268.357 in piu' del primo gennaio 2005.
La crescita e' dovuta anche all'aumento dei nati di cittadinanza straniera (figli di genitori entrambi stranieri) che nel 2005 ha registrato un saldo naturale (la differenza tra nascite e decessi) in attivo di 48.838 unita'. Saldo particolarmente significativo specie se contrapposto al bilancio naturale della popolazione residente di cittadinanza italiana, negativo per 62.120 unita'.
Nel complesso, la dinamica migratoria degli stranieri contribuisce alla crescita della popolazione residente - passata da 58.462.375 a 58.751.711 unita' nel corso del 2005 - per oltre il 92%, per cui l'incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione complessiva raggiunge, alla fine dell'anno passato, il 4,5%, rispetto al 4,1% dell'inizio dell'anno. Valori importanti, che pure collocano l'Italia tra i Paesi europei con una presenza straniera relativamente bassa rispetto alla popolazione complessiva: in Germania, a gennaio 2006, i residenti di cittadinanza straniera erano l'8,8%; in Spagna e nel Regno Unito, gia' nel 2004, la popolazione straniera rappresentava rispettivamente il 6,6% ed il 4,7% del totale dei residenti; in Francia, al censimento del '99, la quota degli stranieri era pari al 5,9% della popolazione.
La dicotomia cittadino italiano/cittadino straniero - avvertono i ricercatori dell'Istat - "non e' piu' sufficiente a distinguere la popolazione 'italiana' da quella immigrata. Sono sempre piu' numerosi infatti gli immigrati che diventano italiani per acquisizione di cittadinanza".
I dati parlano chiaro: nel 2005 i nuovi cittadini italiani sono stati 28.659, circa il 50% in piu' rispetto al 2004: la maggior parte delle acquisizioni di cittadinanza avviene per matrimonio, e, poiche' i matrimoni misti si celebrano prevalentemente fra donne straniere e uomini italiani, fra i nuovi cittadini le donne sono piu' numerose.
Altro gruppo importante per l'analisi della presenza immigrata e' rappresentato dagli stranieri nati nel nostro paese, che a rigore non possono essere definiti immigrati: si tratta di nati da genitori stranieri residenti e ammontano a 51.971 nel 2005, pari al 9,4% del totale dei nati in Italia (+6,2% rispetto all'anno precedente, in cui erano 48.925). Una componente tutt'altro che trascurabile dell'aumento dei minori di cittadinanza straniera, che rappresentano il 21,9% (585.496) del totale della popolazione straniera residente al primo gennaio 2006 (circa 84 mila in piu' rispetto al primo gennaio dell'anno precedente).
L'insediamento della popolazione straniera interessa in modo assolutamente preponderante le regioni del centro-nord: il mezzogiorno accoglie soltanto il 12% della popolazione straniera, la parte restante e' suddivisa fra il nord-ovest (36,6%), il nord-est (27,4%) e il centro (24%). Un quarto degli stranieri residenti in Italia (il 24,9%) risiede in Lombardia e, in particolare, nella provincia di Milano (la cui quota, sempre rispetto al totale degli stranieri residenti in Italia, e' pari al 10,9%).
Al primo gennaio 2006, le comunita' cresciute in misura maggiore sono quelle provenienti dall'Europa centro-orientale, che, escludendo i paesi neocomunitari, sono piu' che raddoppiate (+113,5%) rispetto al primo gennaio 2003. Alcune cittadinanze mostrano incrementi straordinari: gli ucraini sono passati in tre anni da meno di 13 mila a 107 mila, i rumeni da 95 mila a 298 mila e gli albanesi da 217 mila a 349 mila.
Aumenti consistenti si registrano anche per i cittadini dell'Asia orientale, in particolare per i cinesi, cresciuti da 70 mila a 128 mila.
Piu' contenuto, ma comunque sostanziale - una volta di piu' grazie anche alla regolarizzazione - risulta l'aumento degli stranieri originari dell'Africa (+50% nel complesso), tra cui spicca la crescita dei marocchini, che al primo gennaio 2006 raggiungono quota 320 mila.
Da segnalare anche l'incremento dei cittadini provenienti dall'America centro-meridionale (+87%), soprattutto degli ecuadoriani, che sono una delle comunita' cresciute di piu' (dalle 15 mila unita' del 2003 alle 62 mila del 2006). In crescita modesta i cittadini provenienti dalle aree a sviluppo avanzato: incrementi inferiori al 10% si registrano per i cittadini dei paesi dell'Europa occidentale non appartenenti all'Ue (+3,8%), dell'America settentrionale (+7,9%) e dell'Oceania (+8,3%). Per quanto riguarda l'Unione europea si osserva un incremento del 33,8%, che "media pero' due tendenze nettamente distinte: i cittadini dei paesi dell'Unione a 15 aumentano solamente del 14,4%, mentre i residenti originari dei paesi neocomunitari presentano un aumento del 91,1%".
Con riferimento alla distribuzione territoriale per cittadinanza, emerge che albanesi, marocchini e rumeni sono presenti in modo significativo in quasi tutte le aree del paese, seppure con intensita' maggiori in alcune regioni. In particolare, gli albanesi costituiscono il 39% degli stranieri residenti in Puglia ed oltre il 20% di quelli insediati in Basilicata, Abruzzo, Toscana e Umbria. Proviene, invece, dal Marocco il 32% degli immigrati residenti in Valle d'Aosta, oltre il 20% di quelli dimoranti in Piemonte ed oltre un quarto degli stranieri presenti in Calabria. I rumeni, infine, sono una quota consistente dei residenti stranieri nel Lazio (23,8%).
E ancora: gli ecuadoriani sono il 20% dei residenti stranieri in Liguria, mentre i tunisini evidenziano un'incidenza di quasi pari entita' in Sicilia; gli ucraini sono il 27% ed oltre il 13% degli immigrati presenti in Campania ed in Calabria; presenze importanti (con quote intorno al 10%) appaiono, infine, quelle dei cittadini della Serbia-Montenegro in Friuli-Venezia Giulia, dei cinesi in Toscana, dei senegalesi in Sardegna e degli immigrati dello Sri Lanka in Sicilia.
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