Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Istituto superiore di sanita': nuove giovani su dieci bevono alcolici in discoteca

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Nove ragazzi su 10 bevono in discoteca o nei pub durante il week end e molti, troppi alla ricerca di uno sballo a basso costo. Un'esperienza che coinvolge il 64,8 per cento dei ragazzi e il 34 per cento delle ragazze con un allarmante picco per i minorenni: il 42 per cento dei ragazzi e il 21 per cento delle ragazze che bevono sino ad ubriacarsi ha meno di 18 anni. Un numero superiore rispetto ai 19-24enni che si ubriacano (il 19 per cento dei maschi ed il 9 per cento delle femmine) e dei meno giovani, quelli oltre i 25 anni di eta' (il 7,5 per cento dei maschi ed il 5,5 per cento delle femmine) tra cui si registra la piu' elevata percentuale di sobri quasi a dimostrare che con l'eta' si mette giudizio. E' questa la fotografia dell'uso e abuso di alcol tra i giovani scattata, per il terzo anno consecutivo, dalla ricerca "Il Pilota" dall'Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS dell'Istituto superiore di sanita' nel decennale delle attivita' istituzionali e presentata in occasione dell'Alcohol Prevention Day 2009 . I ragazzi bevono in media 4 bicchieri di alcol, 3 le ragazze. Gli under 18 fanno registrare addirittura un record in questa cattiva abitudine: 4 bicchieri e mezzo i maschi, inaspettatamente 6 le femmine.
Aumentano di pari passo i policonsumatori, coloro cioe' che in una sola serata bevono birra, whisky, gin e tequila, insomma bevande ad alta gradazione. Senza disdegnare il vino, che torna di moda nello sballo del sabato sera, scelto soprattutto dalle giovanissime. Colpa dell'accresciuta disponibilita' e accessibilita' delle bevande alcoliche da parte dei giovani, complici l'abbassamento dei prezzi nelle occasioni di happy hours, la pubblicita' e le strategie di marketing.
"Mai cosi' tanti i giovani sedotti dall'alcol - afferma Emanuele Scafato, Direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol, del Centro Oms per la Ricerca sull'Alcol e Presidente della Societa' Italiana di Alcologia - L'86 per cento dei ragazzi e delle ragazze che frequentano i luoghi di aggregazione giovanile come discoteche e pub consuma bevande alcoliche in maniera pressoche' esclusiva il sabato sera alla ricerca di un senso di ebbrezza, di ubriachezza. E non lo fa certo per caso, ma dietro pressione della societa' e, soprattutto, davanti ad un'irresistibile seduzione pubblicitaria. Un mix strategico che contribuisce a creare un bisogno, a trasformarlo in un valore e a rendere piu' accessibile e conveniente ai giovanissimi acquistare prodotti meno cari, facendoli apparire accattivanti e seducenti".
L'accresciuta disponibilita' di bevande alcoliche per i giovani in Italia e l'effetto della persuasione e seduzione pubblicitaria sono argomenti per i quali sono state fornite evidenze scientifiche dal RAND Institute su incarico della Commissione Europea e dallo Science Group dell'European Alcohol and Health Forum istituito a livello europeo per l'implementazione della Community Strategy on Alcohol. "E' oggi dimostrato - ha affermato Scafato - che i giovani sono soggetti a pressioni al bere sollecitate da modalita' e contenuti della pubblicita' delle bevande alcoliche che da anni la Consulta Nazionale Alcol ha evidenziato essere non adeguatamente regolamentata in Italia come riportato nella Relazione al Parlamento da parte del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. E' anche stato dimostrato che la disponibilita' e l'accessibilita' delle bevande alcoliche e' fortemente aumentata in Italia per i giovani mentre e' rimasta pressoche' inalterata per gli adulti. Questo due fenomeni di natura commerciale ed economica contribuiscono a consolidare tutte le bevande alcoliche come principale fattore di rischio, di malattia, di mortalita' e di disabilita' per i giovani italiani, vittime inesperte di un sistema sociale, familiare e culturale che ha perso i livelli passati di controllo formale ed informale e che non tutela e non protegge adeguatamente le persone dai rischi alcolcorrelati".
Al contrario di quanto osservato nel 2006 e 2007, anche il vino e' entrato nella ritualita' dello sballo del fine settimana, rappresentando la bevanda prescelta, a volte dominante, dalle giovanissime, le ragazze under 18, in costante abbinamento a tutte le altre bevande alcoliche. Una tendenza che si e' fatta strada a partire da mode piu' consolidate in Paesi come la Spagna dove il rito del "butellon" , la damigiama costituita dal vino e dalle bevande alcoliche e superalcoliche di piu' basso costo, rese tali anche dalle promozioni, impera da almeno cinque anni. Non e' infrequente, sopratutto nelle Regioni italiane del nord-est e del nord-ovest, vedere gruppi di giovani che in piazza o comunque nei luoghi pubblici consumano collettivamente il butellon, secondo una ritualita' che ha molte analogie con quelle dell'uso di droghe. "La scelta delle bevande a minor costo e' ovviamente anche un riflesso della crisi economica che l'Italia attraversa - va avanti Scafato - A fronte di una disponibilita' a pagare sostanzialmente diminuita per tutti, le scelte dei consumatori piu' giovani sono meno pregiudicate dai costi tipici degli adulti; il budget per le spese personali, prevalentemente voluttuarie, resta sostanzialmente invariato e agevolmente intercettato dai meccanismi che promuovono le bevande alcoliche, abbattendone il prezzo come avviene nelle happy hours, fattore di rischio che va ad aggiungersi all'inesistenza del divieto di vendita ai minori".
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