Italia. Il khat non e' illegale, secondo la Cassazione
Il khat (noto anche come "te abissino") non e' illegale, almeno secondo la sentenza n.20907 della quarta sezione penale della Corte di Cassazione e depositata ieri. Se molti giudici, cosi' come le forze dell'ordine, continuano a ritenere illegale il principio estratto dalle foglie e dai germogli della Chata Edulis (i sequestri si aggirano sui 200 chili all'anno), per la Cassazione il Khat non lo e'.Il ragionamento sviluppato nella sentenza e' il seguente: "la sostanza, definita Khat, in quanto non indicata specificatamente negli elenchi appositamente predisposti, non e' soggetta alla vigente normativa in materia di stupefacenti". E il riferimento e' all'elenco delle sostanze del Dpr 309/1990, a cui e' stato inserito con un decreto del ministero della Salute del 1988 il catinone e la catina, che sono i principi attivi del khat e capaci di generare una sostanza avente le caratteristiche delle anfetamine. L'incertezza e l'ambiguita' e' percio' di avere inserito nell'elenco delle sostanze vietate i principi attivi, ma non la sostanza da cui si derivano i principi attivi.
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