Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Kit antidroga? Formigoni: ci vuole anche educazione genitori

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Fa ancora discutere l'iniziativa presa dal Comune di Milano di distribuire a migliaia di famiglie test antidroga gratuiti per controllare le abitudini dei figli. Ieri, il ministro della Salute Livia Turco aveva giudicato "interessante" l'iniziativa, ma alcuni esperti ha espresso perplessita'.

Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, apre alla proposta del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di fornire ai genitori della citta' un kit per scoprire se i propri figli assumono droga. "La priorita' per i giovani - dice Formigoni a margine della 42* assemblea generale di AIOP (associazione italiana ospedalita' privata) - e' un'azione educativa da parte delle famiglia e della scuola, se c'e' questo salto di responsabilita' educativa - prosegue - anche il kit aiuta; se invece scuola e famiglia si illudono che con il kit hanno fatto il proprio dovere saremo di fronte ad un totale fallimento". Ma anche il ministro della Salute si e'detta favorevole alla proposta del sindaco Moratti, si fa notare al governatore: "come potrei essere in disaccordo, allora...", chiosa Formigoni.

"I soldi investiti per donare alle famiglie test antidroga da proporre ai figli potrebbero essere spesi in corsi per insegnare ai genitori a parlare di piu' con i propri figli". Cosi', oggi nel capoluogo lombardo a margine di un convegno per la Giornata internazionale della ricerca clinica, il farmacologo Silvio Garattini ribadisce il suo no all'idea annunciata dall'assessorato alla Salute del Comune di Milano.
Il direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano ripete che quella del kit 'casalingo' "mi sembra un'idea un po' bizzarra". Secondo Garattini, "qui non si tratta di fare il poliziotto. Perche' per un padre e una madre che si occupano del figlio non c'e' bisogno di un test per sapere se il loro ragazzo ha dei problemi".

'La Regione Calabria valuti positivamente la proposta del kit antidroga per gli adolescenti avanzata dal sindaco di Milano, Letizia Moratti'. E' quanto chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, dell' Udc.
'Pur riconoscendo l'importanza del dialogo tra genitori e figli - aggiunge Occhiuto - e' altrettanto importante non avere timori a discutere di droga nelle famiglie. Per porre degli argini ad un fenomeno devastante come la dipendenza dalla droga, ogni proposta, che non violi i diritti della persona umana puo' essere utile. Specie in quelle famiglie in cui capita che sia inesistente il dialogo e inesistente il controllo, se attraverso il kit antidroga puo' essere stimolato un confronto, tanto di guadagnato, perche' il silenzio assordante dell'incomunicabilita' e' sicuramente una sconfitta per la famiglia, i ragazzi e la societa''.
'Per queste ragioni - afferma ancora Occhiuto - condivido l'iniziativa del sindaco di Milano sul kit antidroga. Sono sicuro che andrebbe benissimo anche per la Calabria, che presenta, sul fronte della tossicodipendenza, numeri allarmanti: 4.595 utenti in trattamento nei servizi pubblici, con un trend annuale di nuovi utenti per anno di oltre mille unita', di cui circa 100 di sesso femminile. Considerato che per ogni utente eroinomane in trattamento ai Sert, ci sono quattro soggetti non in trattamento, la proiezione e' allarmante in quanto c'e' da presumere l'esistenza di 16 mila consumatori di eroina'.
Occhiuto fornisce anche dati precisi sui kit di cui la Calabria avrebbe bisogno. 'La proposta della Moratti - afferma - e' condivisibile perche' non e' ideologica, ne' va vista con le lenti della contrapposizione politica. In Calabria, per esempio, il fenomeno ci dice che piu' un soggetto e' giovane e prima inizia l'assunzione di droga e che pertanto i ragazzi sono i soggetti su cui dovremmo concentrate di piu' l'attenzione. Si potrebbe quindi , come suggerisce il presidente del consiglio di garanzia della Federferd (Federazione nazionale degli operatori dei servizi e dei dipartimenti delle dipendenze), Bernando Grande, iniziare con la distribuzione di cinquemila kit antidroga alle famiglie che contattano i Sert o le comunita', dato che gia' da anni sono numerose le famiglie che chiedono di sottoporre a test a casa loro i figli quando iniziano ad avere dei sospetti. Si avrebbe cosi' - conclude Occhiuto - attraverso la distribuzione del kit antidroga, da parte delle strutture pubbliche e private che si occupano sul territorio di tossicodipendenze, un' interazione con le famiglie che darebbe senz'altro risultati positivi ed un supporto di tipo terapeutico nella gestione del fenomeno'.

Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, sollecita' l'attivazione del fondo per la sicurezza che si e' costituito oggi con la firma del patto 'Milano sicura' per mettere in campo un piano di contrasto allo spaccio della droga nelle scuole.
'Se avessimo gia' questo fondo potremmo da subito fare un piano straordinario ed eccezionale di pronto intervento sul tema dello spaccio della droga nelle scuole e della diffusione degli stupefacenti tra gli adolescenti. E' quindi importante che attiviamo questo fondo il prima possibile'. Al fondo la Provincia di Milano ha gia' contribuito con lo stanziamento di un milione di euro, altri se ne aggiungeranno dalla Regione Lombardia e il Comune di Milano vi partecipera' con i crediti maturati nei confronti dello Stato.
A proposito della proposta di Palazzo Marino di distribuire alle famiglie kit gratuiti per il test antidroga, Penati ha cosi' commentato: 'Da genitore trovo offensiva questa iniziativa. Dobbiamo piuttosto aiutare le famiglie, aiutare le forze dell'ordine nella repressione dello spaccio, pensare anche a un inasprimento delle pene, come gia' avviene negli Stati Uniti, per quelli che vendono droga davanti alla scuole e agli adolescenti, ma dobbiamo evitare di ricorrere a scorciatoie che servono solo a fare un titolo sui giornali'.

'Lo facciamo per aiutare a capire se si e' in grado o meno di guidare. Non obblighiamo nessuno, se volessimo sanzionare staremmo fermi a 100 metri dalle discoteche. Tutto cio' che serve a tutelare la salute e' positivo, ma si deve basare sulla volonta''. Il questore di Bologna Francesco Cirillo ha risposto cosi' a chi gli ha chiesto un commento sui kit per il test antidroga.
Cirillo ha parlato durante la presentazione di un'intesa con i gestori di locali di ballo che prevede anche la distribuzione gratuita di alcol test. 'I genitori possono agire su una fascia di eta' di utenti limitata - ha aggiunto - ma bisogna pensare che in discoteca ci sono anche i maggiorenni. E questo e' un progetto che cerca di coinvolgere la loro volonta''.

'Giudizio positivo' sul kit droga proposta dal sindaco di Milano Letizia Moratti da parte del presidente di An Gianfranco Fini. 'Occorre pero' garantire - ha detto Fini oggi rispondendo ai giornalisti a Forte dei Marmi - l'assoluta serieta' scientifica dell'iniziativa'.
'Il kit antidroga - ha proseguito Fini - deve essere un test su cui non ci devono essere dubbi. Va tutelata la privacy, va garantita la riservatezza. Credo sia giusto sottoporre a test scientificamente incontestabili alcune categorie e ovviamente mettere in condizione di farlo tutti quelli che lo vogliono fare'.

'Il sindaco Moratti e' un esempio nella lotta alla droga ed il kit lanciato da lei e' uno strumento molto utile e valido in un contesto in cui ancora tanti giovani muoiono: presenteremo un Ddl che ne preveda l'uso'. Lo afferma Antonio Gentile, senatore di Forza Italia e segretario della Commissione Parlamentare Antimafia, secondo il quale 'l'atteggiamento di disponibilita' del ministro Turco e' un fatto altamente positivo.
C'e' ancora una profonda frattura fra giovani e adulti che porta a non riconoscere bisogni complessi e situazioni spesso drammatiche come il consumo di stupefacenti".
Per Gentile "e' necessario che dall'esempio di Letizia Moratti si passi a una fase di offensiva seria nella prevenzione della tossicodipendenza, utilizzando strumenti che non sono coercitivi, ma che guardano al nocciolo del problema e cioe' alla diffusione del consumo di droghe ed al loro effetto letale ".

"Dovremmo essere proprio noi parlamentari e le istituzioni tutte a dare il primo esempio, sottoponendoci spontaneamente al test. Proporro' una inchiesta in proposito".
Antonio Tomassini, senatore di FI e presidente della commissione d'Inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale, afferma che "il trasformismo con cui la sinistra ha cambiato atteggiamento sulla politica delle droghe farebbe sorridere, se non si trattasse di un argomento serio. Anche la proposta del 'kit' non puo' essere interpretata dalla loro malafede se non come elemento punitivo e persecutorio. Puo' invece essere utile nella prevenzione con una adesione spontanea al fine - conclude - di intraprendere politiche educative e di contrasto".
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