Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Il Lacod: "insistenza terapeutica" ma non accanimento

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Insistenza terapeutica: e' il metodo per il recupero dei tossicodipendenti su cui punta il Lacod, il neo-nato laboratorio contro le droghe al quale aderiscono docenti universitari, ricercatori, dirigenti Sert, fondatori di comunita' terapeutiche, associazioni di volontariato e operatori sociali.
"Il tossicodipendente -ha spiegato il coordinatore del Lacod, Andrea Faloma, in occasione della presentazione alla stampa del nuovo progetto- deve essere preso 'in carico' da un sistema sanitario fortemente integrato, in cui le diverse professionalita' interagiscono con la finalita' del completo recupero del soggetto". In sostanza, chi si accinge a prendersi cura di un tossicodipendente deve impegnarsi a essere presente senza interruzioni temporali, proponendogli, ogni qualvolta lo si ritenga 'pronto', quello che deve essere l'obiettivo finale dei percorsi terapeutici: l'uscita da ogni condizione di dipendenza.
E' per questo che i fondatori del Lacod dicono basta alla guerra tra pubblico e privato per risolvere l'escalation della tossicodipendenza in Italia (dove sta aumentando il consumo di cocaina, anfetamine e derivati), sono contrari al metadone a oltranza e auspicano una ricerca scientifica non piu' a senso unico. "La vita e' l'unica cosa stupefacente" recita lo slogan che accompagna il logo del nuovo organismo. E perche' sia davvero cosi' i responsabili del Lacod auspicano il varo della nuova legislazione che dovrebbe rendere piu' severe le pene per gli spacciatori ed equiparare le strutture pubbliche per il recupero a quelle private attraverso una sorta di 'albo' di strutture abilitate a offrire servizi in virtu' dei requisiti di qualita' e professionalita' richiesti. "Mi auguro che gia' entro giugno possa essere presentato al consiglio dei ministri il ddl in materia" ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri ribadendo la necessita' di un maggiore coordinamento tra le diverse realta' che si occupano della materia e l'opportunita' che le Regioni esercitino al meglio le proprie competenze. Riferendosi poi alle sue specifiche competenze il ministro ha assicurato una maggiore vigilanza sui messaggi veicolati dalle Tv, anche in tema di droga. "Non solo controllando gli spazi appositi, ma anche -ha spiegato ricordando il ruolo del Comitato Tv e minori- vagliando su quel che propone, ad esempio, la fiction".
L'"urgenza" e la "drammaticita'" del problema droga e' stata sottolineata anche da un altro esponente del governo, il sottosegretario al Welfare Grazia Sestini, secondo la quale, senza nulla togliere al ruolo delle regioni, "la garanzia di salvare i ragazzi dalla droga appartiene allo Stato".
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