Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Lampedusa. Ancora un grave naufragio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' strage senza fine quella che si consuma nel canale di Sicilia. A distanza di qualche ora dal naufragio, costato la vita a una quarantina di clandestini, avvenuto nella notte tra venerdi' e sabato al largo di Lampedusa, un' altra imbarcazione e' affondata a circa 70 miglia a Sud dall' isola delle Pelagie.
Questa volta il bilancio - secondo le testimonianze dei superstiti - sarebbe di 29 morti. Una cifra che, sommata a quella delle vittime del naufragio di due giorni fa, porta a circa 70 il numero dei morti nel giro di poche ore. Ma i drammatici epiloghi dei "viaggi della speranza" non fermano gli immigrati. Tra ieri notte ed oggi sono oltre un centinaio gli extracomunitari giunti sull' isola in quattro sbarchi successivi.
Le piccole imbarcazioni su cui viaggiavano in 20-30 sono state intercettate dagli uomini della Capitaneria di porto e dei carabinieri a poche miglia dalla costa. In 37 sono invece riusciti ad arrivare direttamente sulla spiaggia della Guitgia, proprio di fronte al porto: sono stati bloccati e portati al centro di accoglienza. Per un altro gruppo di disperati, in viaggio verso l'isola, la sorte non e' stata cosi' benigna.
Sono le 14 quando il peschereccio Cleos di Mazara del Vallo comunica alla Guardia Costiera di aver recuperato due clandestini in mare e di stare per issare a bordo altre otto persone aggrappate alla chiglia di un gommone affondato.
Sul posto si dirigono motovedette della Guardia Costiera e della Finanza, fino a poco prima impegnate nelle ricerche dei dispersi del precedente naufragio, rimaste senza esito, e i mezzi aerei della Capitaneria e della protezione Civile.
L' aereo Atlantic della Marina avvista sei corpi. Ne verra' recuperato solo uno, quello di una giovane donna di colore, da un pattugliatore della Guardia di Finanza.

I sopravvissuti - dieci, tutti maschi - vengono trasbordati sulla motovedetta della Capitaneria comandata da Giovanni Monteleone arrivano in porto in serata. Sono molto provati. Raccontano di essere stati in acqua per piu' di 24 ore, ma i soccorritori sollevano qualche perplessita'. "In questi casi - spiegano - si perde la cognizione del tempo".
I clandestini, a cui vengono prestate le prime cure, stremati, disidratati e infreddoliti, raccontano di essere partiti dalla Libia in 39. Tra loro ci sarebbero state anche cinque donne ed un bambino. A un certo punto si sarebbero spezzati i perni che tengono unito il paiolo del gommone, le tavole si sarebbero spostate e avrebbero bucato i tabulari che si sarebbero sgonfiati. Sempre secondo il racconto degli immigrati, il viaggio sarebbe durato tre giorni e il naufragio risalirebbe all' alba di sabato.
Le ricerche dei dispersi di entrambe le tragedie del mare sono continuate fino al tramonto. Col buio le unita' dela Finanza e della Guardia Costiera sono rientrate. Riprenderanno il mare all' alba di domattina.
E questa notte, al suo arrivo a Lampedusa, dovrebbe essere interrogato dal comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Michele Niosi, il capitano del peschereccio mazarese che ha salvato i naufraghi. Sara' lui a far luce sull' incidente.
Resta ancora tutto da chiarire invece cosa sia accaduto ai 120 clandestini coinvolti nel naufragio di venerdi' notte. I sopravvissuti parlano di urto tra il loro barcone e la nave "Minerva" della marina giunta in loro soccorso. Sulla vicenda indaga la Procura di Agrigento che oggi ha acquisito le foto della Corvetta, ormeggiata a Porto Empedocle. I superstiti, interrogati dalla polizia hanno consentito agli investigatori di identificare gli scafisti: sarebbero in cinque, tre marocchini, un tunisino e un algerino. Il loro fermo dovrebbe essere convalidato domani dal Pm di Agrigento e poi dal Gip.
Intanto Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, che segue da vicino gli sviluppi di quanto sta accadendo a Lampedusa, ricorda che a fine mese, probabilmente il 29, si svolgera' un incontro trilaterale tra Italia, Malta e la Libia per discutere dell'ipotesi di un pattugliamento congiunto anche con la collaborazione delle autorita' di Spagna e Cipro.

REAZIONI

"A fronte dell'emergenza immigrazione, il governo Prodi, al di la' degli slogan, non sa che pesci pigliare". Lo ha detto Isabella Bertolini, di Forza Italia, sottolineando che "oltre alle prese di posizioni ideologiche, la sinistra non e' in grado di assumere alcuna iniziativa che contrasti l'invasione che sta subendo il Paese, che, guarda caso, ha avuto un aumento esponenziale contestualmente ai proclami di Prodi, Amato e Ferrero sui ricongiungimenti senza limiti, sulla cittadinanza facile e sul tappeto rosso steso ai clandestini". "In Italia e' ancora vigente la legge Bossi-Fini che consentirebbe ad un esecutivo serio e pragmatico di assumere ferme iniziative di contrasto. Il problema e' che oggi l'Italia non ha un Governo capace. La maggioranza va avanti a forza di buonismo terzomondista tanto irragionevole, quanto irresponsabile nel momento in cui si rifiuta di guardare ai gravissimi problemi a cui sta andando incontro il Paese travolto dall'orda dei clandestini". "Ma la falsita' di questa maggioranza e' ancora piu' evidente quando chiude gli occhi di fronte al problema dell'immigrazione e di quella islamica in particolare, quando non vuole accettare la diversita' ed il fatto che, se non accolto sulla base di precise e ferree regole stabilite dal paese ospitante, certo radicalismo islamico conduce inevitabilmente agli episodi drammatici della ragazza sgozzata nel bresciano, ai maltrattamenti alle donne denunciati anche da Souad Sbai, presidente dell'Associazione donne marocchine d'Italia, ed alle aberranti dichiarazioni islamonaziste dell'Ucoii".

"L'Unione europea, dopo il fallimento della Costituzione, sta perseverando nel proprio disastro politico sia nella crisi mediorientale che sulla immigrazione". Lo afferma Alessandra Mussolini, segretario di AS, secondo cui "di fatto, l'Unione europea oggi e' morta".
"Come ampiamente previsto da chi come noi ha criticato sia la mancanza di coraggio nell'inviare nel teatro di guerra un esercito europeo armato invece dei 'caschi blu', noti per i loro colossali quanto esosi fiaschi, che la assoluta inefficacia degli accordi UE per frenare l'immigrazione clandestina sulle nostre coste, oggi registriamo la netta e totale sconfitta dell'UE su qualsivoglia aspetto politico".
"Siamo stati tacciati di euroscetticismo o, peggio, di intolleranza: di fronte a questi fatti, inequivocabili, avevamo o no ragione? Non esiste piu' uno spirito europeo - sottolinea Mussolini - perche' si e' privilegiato l'interesse delle banche e della finanza. Non esiste una politica europea perche' ogni Stato ha privilegiato gli interessi economici e localistici propri o dell'alleato di comodo. Non esistono valori e radici comuni. Di fatto, l'Unione europea oggi e' morta".

E' necessario un intervento "straordinario e immediato" di circa 10 milioni di euro per potenziare l'operativita' della Guardia costiera, in modo da poter dislocare a Lampedusa piu' uomini e mezzi e far fronte cosi' all'emergenza. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che a nome del governo ha partecipato oggi nell'isola a sud della Sicilia a un vertice sull'emergenza sbarchi, convocato per fare il punto sul sistema dell'accoglienza degli extracomunitari e sui controlli in mare.
Per Bianchi la situazione e' drammatica e, in merito ai rapporti con il governo libico, assicura che "cercheremo di convincerlo che il problema dei migranti non puo' essere messo in discussione". Insomma, "non c'e' terreno di trattativa, ma solo l'emergenza umanitaria da affrontare in maniera rapida".
Le squadre di soccorso hanno ripreso inoltre le ricerche dei corpi dei circa 70 immigrati dispersi nei due naufragi avvenuti negli ultimi giorni al largo di Lampedusa. Le autorita' marittime hanno fatto sapere che quattro fregate stanno setacciando una zona vicina al luogo dove ieri un'imbarcazione gonfiabile e' affondata. Dieci persone sono state recuperate, mentre altre dieci risultano disperse. Un aereo di pattuglia ieri sera ha avvistato sei corpi ma solo uno e' stato recuperato.
Secondo le cifre fornite alle autorita' dai sopravvissuti, i due naufragi avrebbero fatto circa 70 vittime. Nel corso della notte, 47 immigrati sono arrivati a Lampedusa e Pantelleria, in aggiunta alle 54 persone sbarcate a Lampedusa con due imbarcazioni sabato e domenica.

"Il governo ha imboccato una strada che ci porterà inesorabilmente a subire quotidianamente i crimini a cui stiamo assistendo in questi giorni. Chiediamo l'espulsione immediata di tutti i clandestini". Lo si legge in una nota congiunta del capodelegazione della Lega Nord nel consiglio regionale lombardo, Davide Boni e del capogruppo del Carroccio Stefano Galli, nella quale si fa riferimento alle recenti vicende di cronaca nera che hanno interessato le città lombarde di Brescia e Milano.
I due leghisti annunciano la presentazione, ai primi di settembre, di un progetto di legge in consiglio regionale per la regolamentazione delle procedure per l'ottenimento della cittadinanza italiana. "Sarà il parlamento lombardo - dicono - a dare uno scossone al governo sinistroide e sinistrorso di Roma. E' un dovere che gli eletti lombardi hanno nei confronti del loro popolo. Se a Roma c'è chi vuole farlo massacrare dagli extracomunitari noi abbiamo l'imperativo di salvaguardarlo."

"Non e' possibile considerare un cambiamento delle regole per l'immigrazione nel nostro paese senza tener conto del contesto comunitario di cui l'Italia e' parte integrante. Come hanno proposto Zapatero e Prodi, bisogna cercare una soluzione condivisa e comune con l'Ue per far fronte al problema dell'integrazione e fermare cosi' gli sbarchi di clandestini e tutto il fenomeno dell'immigrazione irregolare". Lo dichiara Nello Formisano, presidente del gruppo misto al Senato e capogruppo dell'Italia dei valori. "Ritengo poi del tutto inutili le critiche del centrodestra all'operato del governo Prodi, che in soli tre mesi non avrebbe potuto mai risolvere una situazione tanto delicata e complessa, e che anzi sta subendo gli effetti delle norme previste dalla precedente legislatura. Ritengo, anche per questo motivo - conclude Formisano - che la legge Bossi-Fini sia inadeguata per far fronte ai flussi migratori e dunque vada modificata al piu' presto".

"Per quanto riguarda i fatti di questi giorni e' evidente che l'aumento degli sbarchi e le conseguenti tragedie sono conseguenza degli annunci demagogici del governo Prodi in materia di sanatorie e cittadinanza". Cosi' Maurizio Gasparri, membro dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, commenta in una nota gli ultimi tragici naufragi che hanno visto coinvolti immigrati clandestini a largo di Lampedusa.
"Ho presentato un disegno di legge - ricorda Gasparri - per correggere la Bossi-Fini con l'obiettivo di introdurre sanzioni piu' severe per gli ingressi clandestini da considerare un reato penalmente perseguibile".
"Per quanto riguarda la cittadinanza - sottolinea - fermo restando il termine si 10 anni di permanenza per uno straniero prima della presentazione della domanda, con la mia proposta di legge si introducono approfondite verifiche alle quali subordinare la concessione della cittadinanza".
Per il parlamentare di An, "non basta la conoscenza della lingua, delle leggi e della cultura italiana, ma vanno verificate le reali modalita' di comportamento dello straniero che vuole diventare italiano".
"Senza dimenticare - aggiunge - la gravita' dell'indulto che ha consentito non solo a molti clandestini di uscire dal carcere, ma ha portato perfino alla scarcerazione di una nota trafficante di persone".
Questi, sottolinea Gasparri, "sono tutti messaggi errati che alimentano il fenomeno della clandestinita' che va stroncato con atteggiamenti severi. Prodi ora dice che il problema e' bloccare le partenze: ma poteva pensarci prima quando il suo governo ha avviato una politica di resa all'immigrazione. Non solo deve difendere la FIni Bossi ma deve chiedere norme ancora piu' severe".
Per quanto riguarda il centrodestra, il deputato di An ammette tuttavia che il governo Berlusconi ha commesso errori in materia di immigrazione: "Chiedo infine ad Amato l'immediata cacciata dalla consulta islamica dell'Ucoii, la cui presenza e' frutto di un errore commesso a suo tempo da Pisanu e che molti nel centrodestra definimmo grave anche allora. Chi delira non deve avere accesso alle istituzioni, ma tutt'al piu' al carcere".

"E' stato Zapatero a decidere di inviare le navi militari a presidiare lo stretto di Gibilterra e ad alzare il filo spinato a Melilla e Ceuta". In una intervista al "Giornale" sui problemi dell'immigrazione clandestina, Roberto Maroni, capogruppo della Lega a Montecitorio, sfida l'Unione a dire "se Zapatero e' schiavista, razzista e xenofobo oppure se resta un leader da imitare".
La legge Bossi-Fini, sottolinea l'ex ministro del Lavoro, "e' gemella" a quella varata in Spagna. "Tant'e' - spiega - che quando nel 2004 incontrai il ministro del Lavoro spagnolo mi chiese consigli e delucidazioni".
"Lo stesso Amato dice che gli sbarchi verso l'Italia - aggiunge l'esponente del Carroccio - aumentano perche' ormai la Spagna e' inaccessibile".
Maroni bolla definendole "appelli scellerati" le affermazioni del ministro per la Solidarieta' sociale Ferrero: "Quando dice che ci sono 30 milioni di africani che premono sulle frontiere e invita il governo a facilitare gli ingressi le sue parole finiscono direttamente sui tg nazionali e quando arrivano nel Maghreb scatenano un tam tam che fa ripartire gli sbarchi".
Ma l'ex ministro mette sotto accusa anche la scelta di spezzettare le politiche per l'immigrazione tra cinque ministeri diversi (Interni, Lavoro, Solidarieta' sociale, Politiche per la Famiglia e Pari opportunita') "che fanno a gara per chi la dice piu' a sinistra". "Prima se ne occupavano Interni e Welfare".

"Visto che e' innegabile che l'attuale governo ha posto in essere tutte le condizioni favorevoli affinche' aumentassero gli sbarchi di clandestini attraverso la possibile sanatoria e la 'cittadinanza facile', chiedo alla Corte dei Conti di quantificare i danni prodotti dalle autorevoli dichiarazioni degli esponenti politici che con i loro comunicati stampa hanno scatenato questa vera e propria 'invasione' di poveri disperati con la speranza di poter cambiare vita in Italia". A formulare la richiesta e' il presidente dell'Osservatorio Sociale, Luigi Camilloni.
"Aumentano gli sbarchi di clandestini -incalza- che continuano a circolare liberamente sul nostro territorio nazionale, senza che il governo metta la parola fine a questa vera e propria emergenza sociale, che ha evidenti ripercussioni sulla sicurezza. E' triste ammetterlo -conclude Camilloni- ma l'Italia e' diventata il 'ventre molle' dell'Unione europea e siamo diventati la meta ideale per gli immigrati clandestini, tra cui molti criminali, che vogliono entrare in Europa dalla porta di servizio".

"L'aumento esponenziale degli sbarchi e delle tragedie del mare impongono un immediato intervento, perché questi arrivi rappresentano l'innesco di una reazione a catena che produce come esito finale gli stupri, gli assassini e le violenze a cui purtroppo stiamo assistendo in questi giorni". Lo afferma il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli (Lega).
"Altro che tirare in ballo la legge Bossi-Fini, per sopprimerla o comunque modificarla. La legge Bossi-Fini - sottolinea Calderoli - va soltanto applicata fino in fondo e la legge parla chiaramente di respingimento alle frontiere e, nel caso, anche dell'utilizzo della forza: una salva davanti, una salva dietro al limite delle acque territoriali e vedrete che non solo le navi ritorneranno sui loro passi ma inizieranno a non partire nemmeno più sapendo ciò che li attende nelle acque intermedie".
"La pelosa politica del centrosinistra - conclude l'esponente del Carroccio - li porta sul fondo del mare, mentre una coraggiosa politica di respingimento li porterebbe a non partire e quindi a salvare la pelle e non venire a infestare i nostri territori".

"Prodi non puo' scoprire solo oggi che i flussi migratori vanno fermati a monte". Lo dice in una nota il deputato di Fi Antonio Martusciello, secondo il quale l'Unione in materia deve fare "autocritica".
"Quando Berlusconi da Presidente del Consiglio, fu tra i primi a farlo discutendone direttamente con il colonnello Gehddafi, in cambio ricevette dalla sinistra accuse di politica velleitaria".
"Il tema dell'immigrazione non puo' essere campo di demagogia sociale, alla Ferrero, va affrontato con razionali valutazioni - aggiunge - Le ecatombe del mare di questi giorni, diciamolo senza remore, dipendono anche dallo scollamento del governo Prodi colpevole di aver abrogato la legge Bossi-Fini che ha dimostrato la sua validita'".
"Purtroppo gli editti quotidiani del governo Prodi - continua l'esponente della Consulta del presidente di Fi - rivolti a portare a cinque anni il termine per ottenere la cittadinanza italiana che non e' un meccanismo automatico ma qualcosa da meritarsi, ha fatto saltare ogni segnaletica nella corsa agli sbarchi".
"Non aver ascoltato gli inviti del vicepresidente della Commissione europea Frattini non e' stato un bell'esempio di saggezza governativa - conclude Martusciello - Questa Unione, dal moralismo ad intermittenza faccia autocritica".

"Il superamento della legge Bossi-Fini e la chiusura dei CPT sono necessari per governare l'immigrazione clandestina". Ad affermarlo e' Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera, che definisce le politiche in materia di immigrazione della precedente maggioranza come "poliziesche e inutili". Il capogruppo del Pdci ha inoltre aggiunto che "la legge sulla cittadinanza agli immigrati, con il dimezzamento dei tempi per ottenerla e' un atto che va nella direzione di una societa' che fa dell'integrazione sociale e culturale uno dei suoi punti di forza".

"Le stragi di Lampedusa sono la conseguenza del fallimento delle leggi repressive che in Europa, e non solo in Italia hanno tentato di contrastare l'immigrazione. Per questo e' necessaria una svolta europea capace di superare le norme proibizioniste, che come accaduto in Italia con la legge Bossi-Fini, non solo non hanno impedito l'ingresso di immigrati clandestini, ma paradossalmente ne hanno addirittura incrementato gli arrivi aumentando i profitti criminali di chi organizza questa vera e propria tratta degli schiavi". Lo afferma Paolo Cento, sottosegretario all'Economia.
"Come spesso accade quando vi e' una legge repressiva - prosegue il parlamentare dei Verdi- e' proprio il mercato illegale clandestino quello che se ne avvantaggia. C'e' un'economia criminale che sul proibizionismo si arricchisce sia nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e anche nel nostro paese. E' ora di denunciare la vergogna di quella parte di economia nazionale che utilizza immigrati clandestini in attivita' lavorative per pagarli pochi soldi e non concedergli alcun diritto proprio in virtu' della loro condizione di inesistenza sul piano dei diritti e della legalita'".
"La legge Bossi-Fini - conclude Cento - va cancellata cosi' come di fronte all'emergenza degli arrivi di immigrati a Lampedusa e' necessario organizzare subito pattugliamenti civili e umanitari con il solo scopo di salvare le vite umani e consentire agli immigrati in transito nel Mediterraneo di raggiungere le coste italiane senza correre rischi per la propria vita".

"Nelle tragedie che ancora una volta stanno caratterizzando il Mediterraneo, ferme restando le questioni di fondo sul grande tema dell'immigrazione, su cui mi pare saggia la direzione di marcia che il ministro Amato sembra avere scelto, credo che debba essere accertata la gravissima responsabilita' di Gheddafi". A parlare e' il segretario dei Radicali italiani e presidente della commissione Attivita' produttive della Camera, Daniele Capezzone.
"E' infatti il capo del regime libico -spiega- che con grande cinismo sembra 'aprire' e 'chiudere' i rubinetti, giocando sulla pelle di migliaia di disperati, e con l'obiettivo neanche troppo nascosto di utilizzare questo genere di 'pressione' per le sue interminabili rivendicazioni e trattative con l'Italia".
"Da una parte -aggiunge il segretario dei Radicali italiani- occorre quindi dare risposte lungimiranti e di apertura sul tema dell'immigrazione, ricordando che i maggiori paesi occidentali sanno farsi forti di questa grande risorsa; dall'altra -conclude Capezzone- non possiamo nasconderci la partita opaca e poco limpida che ancora una volta sembra giocata dai vertici libici".

Il dimezzamento dei tempi per la concessione della cittadinanza italiana, e' stato un incentivo all'immigrazione clandestina. Il vice presidente della Ue, Franco Frattini, presentato in un'intervista al "Messaggero" come il prossimo regista per gli accordi tra Europa e Africa per il controllo dei flussi clandestini, difende il ministro dell'Interno Giuliano Amato e critica quello della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero. Al primo riconosce il merito di applicare una "politica di equilibrio tra il rispetto della legalita' e la solidarieta'", al secondo attribuisce la responsabilita' di dichiarazioni incaute. "Il problema -dice Frattini riferendosi all'esponente del Prc al governo- e' di evitare di lanciare un invito indiretto a venire in Italia. Questo e' l'errore del ministro Ferrero".
"E' stato l'errore di chi ha fatto credere che in Italia si avviava un grande processo di regolarizzazione. Questo poi non e' stato pero' e' bastato il segnale in questa direzione. Perche' in Libia, Tunisia e Marocco la gente guarda la tv italiana Se c'e' un ministro italiano che dice 'noi vi regolarizzeremoe vi daremo pure la cittadinanza', poi la gente arriva". La proposta di dimezzare i tempi per la concessione dela cittadinanza, aggiunge Frattini, "ha influito molto perche' non e' stato chiarito che questo beneficio verra' concesso solo a condizioni determinate. Si e' fatto credere che dopo 5 anni chiunque sta in italiana diventa cittadino italiano. Non e' cosi'".
Secondo il vice presidente della Ue, abrogare la Bossi-Fini sarebbe un errore "senza aver ancora trovato un'alternativa seria" e spiega che anche il governo di centrosinistra sta continuando a rimpatriare i clandestini. "Sotto sotto lo hanno fatto -assicura Frattini- solo che i parlamentari del Prc e del Pdci non hanno gridato allo scandalo quando il Viminale ha rispedito in patria 52 clandestini".

"La legge Bossi-Fini va cambiata perche' sono i suoi cardini ad essere sbagliati. Ma non mi pare certo il momento di abrogarla senza pianificare modifiche serie che abbiano come obiettivo primario quello dell'integrazione degli immigrati regolari". Lo dichiara il presidente dei deputati dell'Unione, Dario Franceschini, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. "Il programma dell'Unione - continua - prevede il superamento dei centri e dunque e' chiaro che dovranno essere radicalmente modificati. Ma a chi si arrocca su posizioni drastiche chiedo: se avessimo chiuso i Cpt, dove andrebbero le centinaia di disperati che approdano sulle nostre coste?".
"Il ministro Pisanu - prosegue Franceschini - aveva fatto dei passi importanti pero', come dimostra cio' che sta accadendo in queste ore, non sufficienti. Gli accordi bilaterali sono importanti ma e' l'intera Europa a doversi muovere". "Bisogna prevedere pene piu' severe - conclude - per gli scafisti e per chi gestisce la tratta e cosi' distinguere tra vittime e carnefici. Ma soprattutto si deve pretendere l'impegno dell'Unione Europea affinche' venga pianificata una politica di sviluppo nei Paesi di origine di queste persone. Sbaglia chi pensa che questo portera' frutti tra vent'anni".

"L' ennesima tragedia dei clandestini morti a Lampedusa, definita dal ministro dell' Interno Giuliano Amato un crimine, in realta' e' riconducibile alla criminosa politica sull' immigrazione del governo Prodi". Lo ha dichiarato Margherita Boniver, dell' Ufficio di presidenza di Forza Italia.
"E' stata abolita la politica dei rimpatri voluta dal precedente governo, si vogliono chiudere i centri di accoglienza temporanea, si procede alle regolarizzazioni di centinaia di migliaia di clandestini. Inutile stupirsi - ha aggiunto l' ex sottosegretario agli Esteri - se queste tragedie si susseguono e invece che dimostrare tanto entusiasmo per la missione libanese, e' evidente che bisognerebbe trattare nuovamente accordi di riammissione con i Paesi rivieraschi, in primo luogo la Libia".

Per il presidente del Senato, Franco Marini, "l'apporto degli extracomunitari è essenziale per la nostra vita organizzata e per la nostra economia". "Le risposte che abbiamo dato fin qui sono tutte solo in termini di preoccupazione per la sicurezza o di difesa della nostra identità culturale che da questi afflussi sarebbe minacciata". Invece, ha detto ancora il presidente del Senato, "non si tratta tanto di fare generica azione sociale, ma di sviluppare politiche capaci di assicurare il pieno inserimento sociale, civile ed economico di queste persone".

"Attraversare il Mediterraneo ormai sta diventando sempre piu' rischioso, come dimostrano queste ultime due tragedie. Dobbiamo spiegare a queste persone che i 'viaggi della speranza' verso Lampedusa sono ormai diventati una roulette russa che ha come posta la vita o la morte dei migranti".
Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Unhcr, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati politici, si occupa da anni di emergenze umanitarie. E' abituata purtroppo ad avere a che fare con la disperazione di chi fugge dalle guerre o dalle persecuzioni. Ma quanto sta accadendo in questi giorni nel Canale di Sicilia suscita in lei rabbia ed amarezza: "Dobbiamo fermare - spiega - questa strage infinita. Il cordoglio non basta piu'. Questa e' una nuova emergenza umanitaria. Le ultime sciagure confermano che e' necessaria una capillare campagna d'informazione, sia nei paesi d'origine sia in quelli di transito, per rendere consapevoli queste persone sui terribili rischi a cui vanno incontro quando affrontano la traversata tra l'Africa e la Sicilia".
A confermare questa tesi non sono solo le statistiche, che parlano di un aumento del numero di sbarchi, ma anche le modalita' utilizzate dai trafficanti di esseri umani: "Accanto ai vecchi pescherecci stracarichi di immigrati - spiega la portavoce dell'Unhcr - sempre piu' spesso si avventurano nel Mediterraneo piccole barchette in vetroresina o fatiscenti gommoni, come quello sul quale viaggiavano i 39 immigrati che hanno fatto naufragio sabato scorso".
Ma c'e' anche un'altra circostanza che, secondo Laura Boldrini, favorisce il ripetersi di queste sciagure: "I cosiddetti scafisti che vengono subito arrestati dopo gli sbarchi - osserva - a volte sono l'anello piu' debole della catena. Spesso si tratta non di ricchi criminali, ma di poveracci che non hanno il denaro sufficiente per tentare la traversata e che per questo motivo accettano di mettersi al timone delle carrette. Sono persone che non hanno alcuna esperienza in mare ne' cognizione delle rotte. Ecco perche' questi viaggi stanno diventando sempre piu' un azzardo".
La portavoce dell'organizzazione, che a Lampedusa ha un rappresentante per fornire assistenza e informazioni ai richiedenti asilo, sottolinea infine la necessita' di offrire "un sostegno psicologico ai superstiti che hanno vissuto il trauma del naufragio, vedendo morire accanto a loro familiari e amici" e richiama l'attenzione su un aspetto umanitario che e' stato fino ad ora ignorato dai media: "Sarebbe auspicabile dare una degna sepoltura ai morti di queste sciagure, che spesso sono le persone piu' deboli come donne e bambini. Dobbiamo fare di tutto per facilitare il riconoscimento delle vittime, in modo da informare le loro famiglie. Chi ha perso i proprio cari ha diritto ad avere una tomba su cui piangerli".

In concomitanza con gli sbarchi odierni di immigrati e dopo i naufragi al largo della Sicilia che hanno provocato la morte, tra gli altri, di minorenni, Save the Children Italia chiede che si agisca alla radice del problema: si intervenga cioe' nei paesi di origine e di transito dei flussi migratori.
"Siamo molto turbati per la morte di tante persone e anche di bambini, vittime di trafficanti che speculano sui sogni di chi, alle spalle, si lascia poverta', guerre, sofferenze", commenta Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia. "Queste morti possono e debbono essere impedite intervenendo sia sui paesi di provenienza che su quelli di transito dell'immigrazione". Per quanto riguarda i Paesi di origine dei flussi migratori, spiega il Direttore dei Programmi di Save the Children Italia, "va rinforzata la cooperazione internazionale, con adeguati aiuti allo sviluppo e un forte impegno politico-diplomatico in quegli stati, come per esempio il Sudan e la Somalia, teatro di guerre e conflitti. Per quanto riguarda invece i paesi di transito", prosegue, "e' necessario che essi garantiscano il rispetto dei diritti dei migranti, con particolare attenzione ai minori, e che reprimano e contrastino con efficacia il traffico di migranti".
Tutto cio' deve procedere di pari passo con "una concertazione europea in materia di immigrazione. E' l'Unione Europea e non i singoli paesi direttamente coinvolti dagli sbarchi", dice ancora Carlotta Sami", che deve farsi carico della questione in un'ottica di tutela e promozione dell'immigrazione sicura e con particolare attenzione e cura ai diritti dei minori e dei richiedenti asilo".
Speciali tutele e protezione vanno quindi garantite ai bambini e agli adolescenti che migrano, in particolare se non accompagnati. "Sono diverse migliaia quelli sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno. Arrivano soli e segnati da terribili esperienze. Se sopravvivono a viaggi a volte, purtroppo, mortali, debbono poter contare su un'adeguata protezione e accoglienza. Nessun minore straniero non accompagnato", conclude Carlotta Sami, "puo' essere respinto ne' trattenuto nei centri di permanenza temporanea, destinati agli adulti".

"Mi appello alle componenti piu' responsabili della maggioranza di Governo perche' sconfessino gli esponenti della sinistra antagonista, che con le loro dichiarazioni buttano benzina sul fuoco del tragico problema dell'immigrazione clandestina". Lo ha detto in una dichiarazione l' ex ministro Carlo Giovanardi (Udc). "Piu' sbarchi e piu' vittime in mare - ha aggiunto - sono proprio il risultato di un messaggio distorto su un'Italia rappresentata come un Paese dove non debbano esistere regole e legalita' da rispettare".

"Ormai di fronte al continuo aumento dell'arrivo sul nostro territorio di immigrati clandestini è evidente che l'Italia viene considerata il ventre molle dell'Europa". Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia.
"Ciò si sta verificando per delle pesanti responsabilità del governo e dei suoi disastrosi effetti di annuncio: quello di una revisione in chiave lassista della legge Bossi-Fini, quello del tutto aberrante della concessione automatica della cittadinanza italiana dopo soli cinque anni di permanenza. Su questo terreno - sottolinea Cicchitto - dovrebbero far riflettere anche alcune esperienze internazionali: dalla 'Londonistan' alla rivolta delle 'banlieue' alla linea durissima scelta sull'immigrazione dal più significativo beniamino della sinistra italiana, vale a dire il presidente del Consiglio spagnolo Zapatero, che sul terreno dell'immigrazione clandestina non scherza".
"Anche l'episodio dell'assassinio della giovane pachistana Hina dovrebbe far riflettere - aggiunge il vicecoordinatore azzurro - perché non ci troviamo di fronte, assassinio a parte, ad una eccezione per quello che riguarda il trattamento prevaricatorio delle famiglie nei confronti delle giovani donne: in Inghilterra è uscito il libro di una scrittrice pachistana su una via di Londra quasi totalmente abitata dalla comunità della quale si narrano proprio le amare e drammatiche vicende delle ragazze pachistane private di ogni autonomia e costrette a sposarsi con uomini scelti dalle famiglie".
"L'assegnazione accelerata della cittadinanza a migliaia di persone molto lontane dalle nostre libertà, individuali e collettive - conclude Cicchitto - si risolverebbe solo in un ulteriore imbarbarimento della nostra società".

"Sulla tragedia dei clandestini è giusto mettere in risalto le gravi responsabilità della Libia ma, senza cedere ai ricatti, occorre continuare a perseguire i tentativi in atto di cooperazione". Lo afferma in una nota Roberto Villetti, capogruppo della Rosa Nel Pugno alla Camera.
"Comunque - aggiunge - a parte qualche esponente della Lega che contro ogni sentimento di umanità vorrebbero addirittura sparare sulle baracche del mare, tutti riconoscono che ci si trova di fronte a un vero e proprio dramma. Per questo motivo a coloro che riescono a rischio della propria vita a sbarcare nel nostro Paese va dato non solo il soccorso immediato, ma una piena assistenza".
Secondo Villetti "non si può però concedere a loro il premio di un'accoglienza stabile e definitiva, poiché in questo modo si incentiverebbero i più loschi e orrendi traffici. Per questo fondamentale motivo - conclude - mentre va profondamente cambiata la Bossi-Fini che è una vera e propria fabbrica di clandestini, non bisogna chiudere ma migliorarne e di molto le condizioni. Non è, infatti, sufficiente il solo rispetto dei diritti umani'.

"Dice bene il ministro Bianchi: siamo di fronte a un'emergenza umanitaria e a un flusso continuo di immigrati che impone maggiore attenzione". Lo dice all'ADNKRONOS Rita Borsellino, leader dell'Unione all'Assemblea regionale siciliana, commentando le recenti tragedie del mare, che hanno visto naufragare nel Canale di Sicilia due barconi negli ultimi giorni.
"Sono d'accordo sia con Prodi che con Zapatero -prosegue la sorella del magistrato ucciso dalla mafia- : c'e' bisogno di una forte coesione europea e di interventi che non siano solo di assistenza, ma anche di cooperazione con i Paesi dai quali fuggono queste persone. Fa bene l'Italia ad adoprarsi sia sul fronte umanitario che su quello della pace, con l'ipotesi di direzione delle forze d'intervento in Libano".
"Credo sia chiaro a tutti -aggiunge la Borsellino- che la questione dell'immigrazione e quella della stabilita' e della convivenza pacifica tra Isdraele e i Paesi arabi siano i punti forti si cui basare la nostra politica nel Mediterraneo. Alla ripresa dell'attivita' della'Assemblea regionale siciliana -conclude la leader dell'Unione- credo sia giusto avviare una seria riflessione per capire quale puo' essere il ruolo propositivo della Sicilia, avamposto dell'Ue, su questi due fronti".

"L'atteggiamento del governo Prodi sull'immigrazione sta facendo apparire l'Italia permissiva e pronta ad accogliere decine di migliaia di clandestini. C'e' una responsabilita' evidente di chi sta attentando con dichiarazioni dissennate ad un'ottima legge sull'immigrazione qual e' la Fini-Bossi". Lo ha ha dichiarato Italo Bocchino, capogruppo di Alleanza Nazionale in commissione Affari Costituzionali alla Camera, aggiungendo che ôoccorre un atto di coraggio da parte del ministro dell'Interno Giuliano Amato, che certamente e' consapevole del danno che alcuni ministri stanno provocando e dell'utilita' dell'attuale normativa, alla quale serve soltanto qualche ritocco".

"La Bossi-Fini ha fallito e dunque serve una nuova legge in materia. Inoltre, per una corretta assimilazione di quanti arrivano in Italia, l'Udeur proporra' sui provvedimenti riguardanti la cittadinanza di innalzare il limite dei cinque anni a sette". Lo afferma Mauro Fabris, capogruppo dell'Udeur alla Camera.
"Di fronte all'ondata di nuovi arrivi clandestini sulle nostre coste, ai drammi umani che ogni giorno vediamo sugli schermi tv, al ripetersi di fenomeni di cronaca nera che vedono immigrati quali protagonisti in senso negativo- sottolinea- si impone nella maggioranza, ma anche nel governo e in tutto il Parlamento, una seria e radicale riflessione sulle politiche che il nostro Paese vuole portare avanti. Senza speculazioni di parte- insiste Fabris- e' evidente come la Bossi-Fini abbia fallito. Si tratta di punire chi commercia con vite umane, cosi' come di garantire un equilibrato inserimento di nuovi stranieri nel nostro Paese".
Il problema, prosegue l'esponente dell'Udeur, "non e' quello di aumentare in modo incontrollato la legalizzazione di nuovi immigrati, come sembra chiedere il ministro Ferrero, ma di garantire una corretta assimilazione di quanti vengono qui in cerca di lavoro". Per questo, con conclude Fabris, l'Udeur "proporra' sui provvedimenti riguardanti la cittadinanza di innalzare il limite dei cinque anni a sette, cosi' come una riflessione sull'opportunita' che l'immigrato che vuole diventare italiano rinunci alla propria cittadinanza d'origine".

"Di fronte al dramma dell'immigrazione non ci si puo' comportare da apprendisti stregoni che ogni giorno alimentano speranze ed illusioni e quindi purtroppo anche le tragedie". E' quanto dichiarato in una nota da Adolfo Urso, membro dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale, secondo cui "e' un gravissimo errore annunciare l'abrogazione della legge Bossi-Fini, unico vero argine contro l'immigrazione selvaggia, semmai occorre applicarla fino in fondo e integrarla con una efficacia azione politica internazionale nei confronti della Libia cosa finora e' assolutamente mancata".
"La sinistra faccia un serio esame di coscienza su quanto sta accedendo - continua Urso - sull'aumento degli sbarchi e quindi delle tragedie, invece di annunciare in modo scomposto e contraddittorio la caduta di ogni barriera che di fatto alimenta il mito della facile accoglienza".
"Occorre dare segnali diversi, con responsabilita', colpendo i trafficanti di uomini e reprimendo la clandestinita' - conclude l'esponente di An -, come fa perfino Zapatero e come fa il resto dell'Europa".
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