Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Lampedusa. Ennesima tragedia sulla via della speranza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sarebbero morti e non dispersi i 13 clandestini che si trovavano a bordo del natante soccorso questa notte dalla nave militare 'Sibilla' a circa 130 miglia a sud di Lampedusa. Alcuni dei 7 migranti salvati (altri 7 si trovano ricoverati all'ospedale civico di Palermo, tra cui due in coma) hanno raccontato che hanno dovuto buttare in mare i cadaveri di 13 loro compagni di viaggio perché morti durante la traversata. Sarebbero stati quindi 27 i migranti partiti dalle coste libiche circa 20 giorni fa, finiti alla deriva per un guasto al motore dell'imbarcazione. Sempre secondo le dichiarazioni dei clandestini, negli ultimi tre giorni non avrebbero avuto più ne' cibo ne' acqua.

"L'ennesima tragedia del mare dimostra la necessita' di iniziative straordinarie, in sede europea, per contrastare le azioni criminali delle organizzazioni che sfruttano le migrazioni illegali nel Mediterraneo". Lo sottolinea il ministero dell'Interno che in una nota spiega come in questo senso il ministro Amato ha ribadito "l'importanza dell'intesa raggiunta con il commissario europeo, Franco Frattini, per una urgente missione di frontex a Lampedusa per il pattugliamento congiunto, gia' a partire da agosto, nel mediterraneo centrale, nonche' per le iniziative dirette a rafforzare il dialogo con la Libia".
Intanto, si aggiunge, il Viminale sta facendo fronte all'aumento degli sbarchi con uno sforzo eccezionale della struttura di prima accoglienza di Lampedusa e con i successivi voli per dislocare gli immigrati negli altri centri della penisola. Proseguono inoltre le operazioni di rimpatrio degli immigrati. Nelle giornate del 25 e 26 luglio sono stati rimpatriati 107 cittadini egiziani. Venti di loro, ospiti dei centri di accoglienza di Caltanissetta, trenta a Lampedusa e cinquantasette a Crotone .

"Ancora una tragedia del mare che avviene perche' i migranti che vogliono entrare in Italia non possono rivolgersi legalmente allo Stato italiano, ma devono rivolgersi ai trafficanti". Lo afferma il responsabile Immigrazione dell'Arci, Filippo Miraglia, che chiede l'introduzione del permesso per ricerca lavoro. "Questa - secondo Miraglia - e' l'unica decisone che puo' servire a contrastare i flussi clandestini, mentre il rafforzamento delle misure repressive e i pattugliamenti hanno prodotto piu' morti e piu' sbarchi. E sono aumentati anche i prezzi da pagare alle organizzazioni criminali che gestiscono i traffici". Per l'esponente dell'Arci "vanno bene le misure annunciate ieri dal ministro dell'Interno Giuliano Amato sui ricongiungimenti e sulla cittadinanza, ma sarebbe importante, anche sul piano culturale, prendere le distanze dal vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, che e' espressione della Bossi-Fini".
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