Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Italia. Lazio al terzo posto per numero di nascite, grazie agli immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Si nasce piu' a Roma e meno a Viterbo. Ci sono 9,6 nati ogni mille abitanti e a far salire il Lazio al terzo posto per numero di nati contribuiscono le immigrate. E' quanto hanno sostenuto i ginecologi italiani riuniti al Congresso della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), sottolineando che anche nel Lazio c'e' un'emergenza cesarei, come nel resto d'Italia.
Lo scorso anno nel Lazio, la cicogna ha portato 50.833 bambini, soprattutto maschi. E' al terzo posto in Italia per numero assoluto di nati e al quinto posto per tasso di natalita' e cioe' il rapporto tra nati e abitanti. Ed e' proprio grazie alla presenza degli stranieri se nel centro, e quindi compreso il Lazio, il tasso di fecondita' e' aumentato del 19 per cento. Dal 1994 la quota di nati da donne nate all'estero, nel Lazio, e' aumentata dal 6% al 18% del 2003.
Nel Lazio il tasso di natalita', e cioe' il numero dei nati ogni mille abitanti, e' pari a 9,6 leggermente al di sopra della media nazionale (9,5): se si esclude il Lazio, tutte le regioni del Centro sono sotto la media italiana. La provincia del Lazio dove il tasso di natalita' e' piu' alto e' quella di Roma (10 nati ogni mille abitanti). All'estremo opposto Viterbo con 7,7 nati ogni mille abitanti.
Nel Lazio un primogenito su due ha la mamma trentenne. A Roma ogni cento partorienti 32 hanno un'eta' superiore ai 34 anni; sono il 23% le mamme over 34 della provincia di Roma e il 21% quelle delle altre province.
Anche nel Lazio il numero medio di figli per ogni donna e' di poco superiore ad 1 ed esattamente si attesa su 1,27. Le donne del Centro, e quindi del Lazio, vivono una gravidanza informata ma anche medicalizzata. Al Centro c'e' piu' informazione che nel resto d'Italia: su 100 donne in gravidanza in 91 conoscono la possibilita' di ricorrere alla diagnosi prenatale (contro, per esempio, l'80 per cento delle 'colleghe' del Sud). Nel Lazio: l'amniocentesi resta l'accertamento prenatale preferito dalle donne del Lazio: e' eseguita dal 44,1% di tutte le madri con piu' di 34 anni (soprattutto da quelle oltre i 40) ed e' effettuata in misura lievemente maggiore dalle donne con un bambino riconosciuto da entrambi i genitori, o con madre con un titolo di studio piu' elevato o con cittadinanza italiana. Il 71,1% delle nascite nel Lazio ha avuto luogo in maternita' pubbliche, l'11,5% in maternita' universitarie, il 13,3% in strutture private accreditate ed il 4,1% in case di cura private non accreditate, queste ultime tutte concentrare nella citta' di Roma.
Nel Lazio - il dato si riferisce al 2003, ultimo disponibile- 12 maternita' su 57 effettuano meno di 300 parti l'anno ed in queste ha avuto luogo il 4,8% delle nascite; al contrario, solo 9 maternita' pubbliche ed universitarie, collocate tutte a Roma citta', hanno effettuato piu' di 1500 parti l'anno ed in queste ha avuto luogo il 41,3% delle nascite. Rispetto agli anni precedenti si osserva un incremento delle nascite nelle maternita' con piu' di 1500 parti ed una diminuzione nel tempo dell'attivita' dei piccoli reparti che hanno assistito meno del 5% delle nascite.
I nati da parto vaginale nascono tutti i giorni della settimana, meno di domenica. Nelle maternita' private non accreditate il giorno in cui si effettuano piu' parti e' il sabato (17,2%) mentre per le altre strutture i giorni in cui ci sono piu' nascite e' il martedi' e il venerdi'. E, ancor piu' per i cesarei, le cicogne guardano al calendario: il sabato e la domenica si osserva una diminuzione consistente delle nascite con cesareo soprattutto nelle strutture pubbliche. Nel privato pochissimi i cesarei la domenica, concentrati principalmente proprio nella giornata di sabato.
Nel Lazio ci sono meno nascite in inverno rispetto agli altri mesi dell'anno. I valori piu' bassi si registrano in particolare a novembre e a marzo mentre il picco si ha a maggio e settembre. Per i parti con il taglio cesareo la situazione e' definita allarmante anche nel Lazio (l'ultimo dato disponibile e' quello del 2003): ogni cento parti 38,6 avvengono con il cesareo. Molto al di sopra rispetto al valore consigliato dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' (15%). Tra il 2000-2002 il Lazio ha incrementato la percentuale dei cesarei del 4,7%. Un aumento che si registra sia nelle strutture pubbliche che private. Nelle strutture private non accreditate si osservano i valori piu' elevati di cesarei (68,6%).
In un'indagine dell'Agenzia di Sanita' Pubblica della Regione Lazio mirata proprio ai cesarei nella regione emerge una notevole diversita' nel ricorso al taglio cesareo anche fra centri di pari livello di complessita'. Fra gli ospedali pubblici i tassi piu' bassi si osservano nelle maternita' di Viterbo (23,8%), Gaeta (26,5%) e Priverno (27,2%) ed i piu' alti in quelle di Colleferro (55,8%), Civitavecchia (53,8%) e Bracciano (53,4%). Fra gli ospedali universitari, il Policlinico Umberto I ha un tasso del 53,9%, il S.Eugenio del 52,6% ed il Policlinico Gemelli del 40,5%.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →