Italia. Lazio. Commissione regionale: si' a conservazione autologa staminali cordonali
Approvazione unanime da parte della commissione regionale Sanita' al testo unificato per 'la promozione dell'impiego delle cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale e placentare per scopi terapeutici, clinici e di ricerca'. Il progetto di legge, promosso dal presidente della commissione Luigi Canali (Pd) e dal consigliere Alfredo Pallone (Fi) e che ora attende il passaggio in Consiglio regionale, intende creare a livello regionale le condizioni strutturali e funzionali in grado di garantire a tutte le partorienti residenti nel Lazio, la possibilita' di donare il sangue cordonale e placentare a fini terapeutici, clinici o di ricerca. 'Tali cellule che gia' oggi rivestono un ruolo assai rilevante nel campo della medicina terapeutica -ha detto Canali nella relazione introduttiva- hanno enormi ambiti di potenziale applicazione, soprattutto nella ricerca di base, molecolare e sperimentale, per non parlare dei trapianti cellulari. E' inoltre dimostrato che l'impiego di cellule staminali, rispetto ad altre, assicura minori problemi di rigetto e quindi maggiore efficacia in termini di risposta terapeutica'. 'Siamo la prima regione in Italia a regolamentare questo delicato settore -ha commentato Pallone- Si tratta di una legge fondamentale, che tende al bene comune e che adesso ha bisogno di una grande azione culturale di supporto. Speriamo si parta con il piede giusto, portandola in Consiglio il piú presto possibile per l'approvazione definitiva'.
Il testo unico disciplina l'utilizzo che le partorienti possono fare del proprio sangue cordonale e placentare, sia per uso autologo (personale), allogenico consanguineo (cioè favore di un individuo geneticamente correlato alla donna), o allogenico (ovvero verso individuo geneticamente non correlato alla donna). In particolare, si prevede che gli oneri della conservazione del sangue cordonale placentare per uso autologo, dedicato al neonato o a consanguineo, siano a carico del richiedente, salvo in presenza di patologia al momento della raccolta o di appartenenza a famiglie ad alto rischio di malattie geneticamente determinate.
In questi ultimi casi, gli oneri sono a carico del sistema sanitario regionale, cosi' come nel caso di donazione e conservazione per uso allogenico a fini solidaristici.
La proposta di legge impegna la Giunta regionale a emanare un provvedimento attuativo che disciplini una serie di aspetti tra i quali i requisiti minimi per l'esercizio dell'attivita' di conservazione e trapianto; le modalita' di donazione; la procedura di individuazione, autorizzazione e accreditamento dei centri trapianto e delle banche del sangue presso le strutture sanitarie private. Disciplina, inoltre, l'istituzione della banca regionale del sangue cordonale e placentare e prevede l'istituzione di un comitato tecnico scientifico con compiti di consulenza proposta e monitoraggio.
"Sulla legge per le staminali, approvata dalla Commissione sanita', serviva un po' piu' di coraggio e di apertura verso la ricerca su quelle embrionali". E' quanto afferma Donato Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti-Giovane Italia, che aggiunge: "Spero e mi auguro che durante la discussione in Consiglio regionale si possa trovare una soluzione condivisa". "Per questo faccio un appello a tutti i laici affinche' abbiano uno scatto d'orgoglio e pongano con forza in regione il problema di come scardinare la brutta legge 40 che impedisce di fare in Italia quello che si fa all'estero, Europa compresa- prosegue Robilotta- Proporro', durante la discussione in Aula, anche la ricerca sulle staminali embrionali, perche' credo che sia arrivata l'ora di eliminare questa cappa che soffoca la ricerca e la liberta'".
"La legge per la promozione dell'uso terapeutico delle cellule staminali emopoietiche rappresenta un provvedimento legislativo di grande importanza per la cura e la ricerca sulle malattie del sangue, che auspico sia portato quanto prima in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva". Lo ha dichiarato il capogruppo regionale Sdi, Giuseppe Celli, augurandosi che: "Seguendo l'esempio del Lazio, anche le altre regioni possano dotarsi di una normativa per la regolamentazione, la diffusione e l'incentivazione della donazione del sangue del cordone ombelicale e della placenta, un procedimento semplice, non invasivo e che non comporta alcun rischio per i donatori". "Un gesto di per se' semplice ma che racchiude un atto di solidarieta' nei confronti del malato, e fornisce un utile contributo nel campo della lotta alle malattie ematiche". Pertanto Celli reputa necessario "aprire una seria discussione che conduca all'approvazione di una legge che regolamenti la ricerca sulle cellule embrionali- conclude- cosi' come gia' avviene in altri Paesi europei".
Il testo unico disciplina l'utilizzo che le partorienti possono fare del proprio sangue cordonale e placentare, sia per uso autologo (personale), allogenico consanguineo (cioè favore di un individuo geneticamente correlato alla donna), o allogenico (ovvero verso individuo geneticamente non correlato alla donna). In particolare, si prevede che gli oneri della conservazione del sangue cordonale placentare per uso autologo, dedicato al neonato o a consanguineo, siano a carico del richiedente, salvo in presenza di patologia al momento della raccolta o di appartenenza a famiglie ad alto rischio di malattie geneticamente determinate.
In questi ultimi casi, gli oneri sono a carico del sistema sanitario regionale, cosi' come nel caso di donazione e conservazione per uso allogenico a fini solidaristici.
La proposta di legge impegna la Giunta regionale a emanare un provvedimento attuativo che disciplini una serie di aspetti tra i quali i requisiti minimi per l'esercizio dell'attivita' di conservazione e trapianto; le modalita' di donazione; la procedura di individuazione, autorizzazione e accreditamento dei centri trapianto e delle banche del sangue presso le strutture sanitarie private. Disciplina, inoltre, l'istituzione della banca regionale del sangue cordonale e placentare e prevede l'istituzione di un comitato tecnico scientifico con compiti di consulenza proposta e monitoraggio.
"Sulla legge per le staminali, approvata dalla Commissione sanita', serviva un po' piu' di coraggio e di apertura verso la ricerca su quelle embrionali". E' quanto afferma Donato Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti-Giovane Italia, che aggiunge: "Spero e mi auguro che durante la discussione in Consiglio regionale si possa trovare una soluzione condivisa". "Per questo faccio un appello a tutti i laici affinche' abbiano uno scatto d'orgoglio e pongano con forza in regione il problema di come scardinare la brutta legge 40 che impedisce di fare in Italia quello che si fa all'estero, Europa compresa- prosegue Robilotta- Proporro', durante la discussione in Aula, anche la ricerca sulle staminali embrionali, perche' credo che sia arrivata l'ora di eliminare questa cappa che soffoca la ricerca e la liberta'".
"La legge per la promozione dell'uso terapeutico delle cellule staminali emopoietiche rappresenta un provvedimento legislativo di grande importanza per la cura e la ricerca sulle malattie del sangue, che auspico sia portato quanto prima in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva". Lo ha dichiarato il capogruppo regionale Sdi, Giuseppe Celli, augurandosi che: "Seguendo l'esempio del Lazio, anche le altre regioni possano dotarsi di una normativa per la regolamentazione, la diffusione e l'incentivazione della donazione del sangue del cordone ombelicale e della placenta, un procedimento semplice, non invasivo e che non comporta alcun rischio per i donatori". "Un gesto di per se' semplice ma che racchiude un atto di solidarieta' nei confronti del malato, e fornisce un utile contributo nel campo della lotta alle malattie ematiche". Pertanto Celli reputa necessario "aprire una seria discussione che conduca all'approvazione di una legge che regolamenti la ricerca sulle cellule embrionali- conclude- cosi' come gia' avviene in altri Paesi europei".
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