Italia. Lazio. Cosa prevede proposta di legge della Regione sull'immigrazione
Garantire il godimento dei diritti di assistenza sanitaria e sociale a parita' con tutti gli altri cittadini del Lazio. Assicurare l'accesso ai pubblici servizi.
Agevolare l'assistenza abitativa e l'inserimento dei minori nell'ordinamento scolastico. Rimuovere, infine, ogni forma di discriminazione razziale.
Sono questi gli scopi principali della proposta di legge "Per la tutela dei diritti civili e sociali dei cittadini immigrati nel Lazio", la cui discussione e' iniziata oggi alla prima Conferenza regionale sull'immigrazione dove e' stata presentata dall'assessore alle Politiche sociali, Alessandra Mandarelli. La normativa regionale e' la prima, ma non l'unica, proposta di legge finalizzata a tutelare la popolazione immigrata nel Lazio.
Allo studio, infatti, c'e' anche un altro documento, quello di iniziativa della consigliera regionale Anna Pizzo. L'obiettivo dichiarato e' quello di arrivare ad un testo unico utilizzando come base quello della Mandarelli che si rivolge "a tutti i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti sul territorio regionale".
Per loro la proposta di legge prevede, da un lato, iniziative per favorire l'accesso alla casa attraverso l'attivazione di servizi di agenzia sociale per l'abitazione ed estendendo anche alla popolazione extracomunitaria l'accesso al credito. Dall'altro, invece, interventi riguardanti l'accesso alle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali garantendo parita' di diritti in merito alle cure ambulatoriali ed ospedaliere, sia di carattere urgente sia continuativo nonche' la tutela della gravidanza e della maternita' estesa anche alle donne non in regola con il permesso di soggiorno.
Ugualmente importante, poi, il capitolo di spesa relativo agli aiuti per i minori non accompagnati presenti sul territorio regionale. Per loro la legge prevede trasferimenti di fondi agli enti locali per prestare assistenza ed inserimento. Per evitare discriminazioni razziali, invece, la proposta sostiene iniziative di monitoraggio ed educazione oltre che di tutela legale.
La legge, infine, prevede l'istituzione di una Consulta regionale per l'immigrazione, ovvero un organo di consultazione e partecipazione dei cittadini stranieri a cui parteciperanno, tra gli altri, l'assessore competente in materia di immigrazione, tre consiglieri regionali e i rappresentanti di enti locali e associazioni.
Agevolare l'assistenza abitativa e l'inserimento dei minori nell'ordinamento scolastico. Rimuovere, infine, ogni forma di discriminazione razziale.
Sono questi gli scopi principali della proposta di legge "Per la tutela dei diritti civili e sociali dei cittadini immigrati nel Lazio", la cui discussione e' iniziata oggi alla prima Conferenza regionale sull'immigrazione dove e' stata presentata dall'assessore alle Politiche sociali, Alessandra Mandarelli. La normativa regionale e' la prima, ma non l'unica, proposta di legge finalizzata a tutelare la popolazione immigrata nel Lazio.
Allo studio, infatti, c'e' anche un altro documento, quello di iniziativa della consigliera regionale Anna Pizzo. L'obiettivo dichiarato e' quello di arrivare ad un testo unico utilizzando come base quello della Mandarelli che si rivolge "a tutti i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti sul territorio regionale".
Per loro la proposta di legge prevede, da un lato, iniziative per favorire l'accesso alla casa attraverso l'attivazione di servizi di agenzia sociale per l'abitazione ed estendendo anche alla popolazione extracomunitaria l'accesso al credito. Dall'altro, invece, interventi riguardanti l'accesso alle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali garantendo parita' di diritti in merito alle cure ambulatoriali ed ospedaliere, sia di carattere urgente sia continuativo nonche' la tutela della gravidanza e della maternita' estesa anche alle donne non in regola con il permesso di soggiorno.
Ugualmente importante, poi, il capitolo di spesa relativo agli aiuti per i minori non accompagnati presenti sul territorio regionale. Per loro la legge prevede trasferimenti di fondi agli enti locali per prestare assistenza ed inserimento. Per evitare discriminazioni razziali, invece, la proposta sostiene iniziative di monitoraggio ed educazione oltre che di tutela legale.
La legge, infine, prevede l'istituzione di una Consulta regionale per l'immigrazione, ovvero un organo di consultazione e partecipazione dei cittadini stranieri a cui parteciperanno, tra gli altri, l'assessore competente in materia di immigrazione, tre consiglieri regionali e i rappresentanti di enti locali e associazioni.
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