Italia. Lecce: indagine sulla distruzione di embrioni
Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, Piergiorgio Bucarella, ha aperto un'inchiesta per abuso d'ufficio nei confronti di un ginecologo e del rappresentante legale di un centro di fecondazione assistita di Galatina (Lecce), dopo la denuncia di una coppia di aspiranti genitori secondo i quali nel centro sono stati distrutti nove embrioni da loro fecondati.
I denuncianti sono due impiegati leccesi residenti in un Comune della provincia di Potenza, lei di 37 anni, lui di 40, sposati da dieci anni ma senza figli. Nel settembre scorso la coppia, su consiglio di alcuni amici, si rivolge al centro di fecondazione assistita di Galatina. Con il seme del marito vengono fecondati e conservati 12 ovuli.
Tre embrioni vengono impiantati al primo tentativo che, dopo un mese, fallisce. La coppia, quindi, telefona al centro chiedendo un secondo impianto, ma si sente rispondere che non era possibile perche' gli embrioni erano stati distrutti, cio' -secondo la denuncia- senza l'autorizzazione della coppia. Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura leccese.
I denuncianti sono due impiegati leccesi residenti in un Comune della provincia di Potenza, lei di 37 anni, lui di 40, sposati da dieci anni ma senza figli. Nel settembre scorso la coppia, su consiglio di alcuni amici, si rivolge al centro di fecondazione assistita di Galatina. Con il seme del marito vengono fecondati e conservati 12 ovuli.
Tre embrioni vengono impiantati al primo tentativo che, dopo un mese, fallisce. La coppia, quindi, telefona al centro chiedendo un secondo impianto, ma si sente rispondere che non era possibile perche' gli embrioni erano stati distrutti, cio' -secondo la denuncia- senza l'autorizzazione della coppia. Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura leccese.
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