Italia. Lega Epilessia: studiare la cannabis "senza pregiudizi"
Cannabis, solo uno stupefacente o anche un medicinale? Sulla possibilita' di studiare l'impiego in medicina di questa sostanza si sono trovati d'accordo, pur partendo da convinzioni opposte due ricercatori, Giovanni Ambrosetto, associato del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Universita' di Bologna e Franco Lodi dell'Universita' di Milano, che ne hanno parlato ieri a Bari nel corso del 28/o Congresso nazionale della Lega italiana contro l'epilessia.Dal dibattito e' emersa la necessita', "di studiare in maniera scientifica e legale i componenti della marijuana che hanno molto in comune con tre o quattro sostanze, gli endocanabinoidi, prodotti dall'organismo" e che possono avere impieghi terapeutici, tra l'altro, nel trattamento di alcune malattie neurologiche, quali l'epilessia.
"Naturalmente -ha sostenuto Ambrosetto- come nel caso delle endorfine per il dolore anche gli endocanabinoidi sono prodotti dall'organismo su domanda, cioe' nel momento in cui sono necessari per una qualche cosa". "In America - ha detto - esistono farmaci a base di componenti della marijuana che vengono usati per combattere la nausea da chemioterapia e il deperimento organico in alcuni casi di Aids". In Italia, pero', quando si parla di marijuana e medicina la "linea di confine che separa l'uso medico della cannabis dal suo abuso (uso ricreazionale) diventa spesso estremamente sottile ed e' per questo che a volte, nelle riunioni di questo tipo, ci si trova involontariamente a parlare piu' di liberalizzazione o decriminalizzazione della marijuana che della sua possibile efficacia terapeutica, data, a torto o a ragione, per scontata". "In altri termini -ha detto Ambrosetto- si discute piu' di legge che di medicina e questo e' un errore nel quale non bisogna incorrere perche' credo che soltanto tenendo nettamente separati questi due aspetti si possa arrivare ad un corretto uso della cannabis in campo medico".
L'uso medico della marijuana, al pari degli altri farmaci deve soddisfare il criterio di efficacia terapeutica e non pericolosita'".
Poiche' ci sono rischi legati alle modalita' di assunzione e alla composizione della pianta, Ambrosetto ritiene che bisognera' studiare a fondo la questione e ha auspicato che "anche in Italia sia data la possibilita' di occuparsi di marijuana e medicina in maniera seria, senza falsi pregiudizi o facili ottimismi, evitando la commistione tra cannabis terapeutica e cannabis libera".
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