Italia. Lega presenta pdl su terapia del dolore
Fermarsi a riflettere sulla vita, sull'aiuto ai malati terminali e le loro famiglie. Questo il senso della proposta di legge presentata dal sen. Massimo Polledri, della Lega Nord e oggetto di discussione nel convegno "Vivere senza dolore, vivere con i malati", a palazzo Giustiniani. "A livello nazionale e' utile avere una norma quadro su questa tematica", ha detto Flavio Tosi, assessore alla sanita' della Regione Veneto sottolineando che la proposta deve servire come "freno a certe tendenze che cercano di passare il confine dell'eutanasia".
La regione Veneto ha gia' istituito molti hospice, con cure palliative e terapie antalgiche per aiutare i pazienti affetti da dolore severo. "Non e' il caso di inventarsi qualcosa di diverso e pericoloso. Ecco perche' serve un monitoraggio affinche' tutte le regioni arrivino in questa direzione di aiuto alla vita".
In Italia ci sono circa 300 mila persone malate terminali.
In Italia l'utilizzo di farmaci oppiacei contro il dolore e' dodici volte inferiore rispetto agli altri paesi europei, in particolare alla Germania.
Il dibattito di questi giorni sul testamento biologico, eutanasia ed altro non piace all'assessore alla sanita' della Lombardia Alessandro Ce'. "E' un dibattito assolutamente fuorviante, legato alla delicatezza dell'argomento ma anche interessi forti di alcune societa' particolarmente evolute che hanno sempre piu' difficolta' a sostenere i costi dell'assistenza di persone con problemi. E' una direzione di marcia in qualche modo, quindi, evocata perche' i costi della societa' occidentale per gli anziani e persone sofferenti sono elevati. La civilta' dell'uomo va,invece, verso la difesa e l'aiuto alla vita, debellare la sofferenza e non aiutare chi sta morendo", ha aggiunto Ce' ricordando che molte regioni hanno esercitato solo in parte il compito rispetto alla legge del 1999. "Servono piu' risorse. La Lombardia ha fatto molto e molto c'e' da fare. Ci sono 350 posti letto di degenza per i malati che soffrono e cure palliative, ambulatoriali e domiciliari e anche interventi a carattere socio sanitario con hospice e con assistenza domiciliare integrata e infine l'ospedalizzazione domiciliare", ha concluso Ce' ricordando che "da troppo tempo si sta parlando di accanimento contro la vita e si parla troppo poco di accanimento a favore della vita. Le regioni devono fare la loro parte in questa direzione, rifinanziando la legge, rimodulando i lea (livelli essenziali di assistenza) per un'assistenza adeguata a tutti i livelli. "Oggi si parla di morire e non di vivere senza dolore. Sono pochi gli ospedali senza dolore e il consumo di farmaci oppiacei e' 12 volte inferiore di cio' che avviene in Germania", ha detto il presentatore della proposta di legge sen. Massimo Polledri della Lega Nord. "Quando uno Stato decide di intervenire su una persona siamo preoccupati di una deriva totalitaria".
Secondo stime, in Italia nella fase terminale della malattia l'82.3% dei pazienti ha dolore. Il 61% ha un dolore molto o moltissimo disturbante, circa 130.000 pazienti ogni anno soffrono di dolore, circa 100.000 pazienti ogni anno hanno un dolore severo. Oltre 46 mila pazienti con patologia neoplastica sono morti in ospedale probabilmente senza il supporto di cure palliative e ogni anno nel mondo 5 milioni di persone muoiono di cancro e 7 milioni sono i nuovi casi diagnosticati. Infine ogni anno almeno 4 milioni di persone soffrono per dolori oncologici, con o senza trattamento efficace.
La regione Veneto ha gia' istituito molti hospice, con cure palliative e terapie antalgiche per aiutare i pazienti affetti da dolore severo. "Non e' il caso di inventarsi qualcosa di diverso e pericoloso. Ecco perche' serve un monitoraggio affinche' tutte le regioni arrivino in questa direzione di aiuto alla vita".
In Italia ci sono circa 300 mila persone malate terminali.
In Italia l'utilizzo di farmaci oppiacei contro il dolore e' dodici volte inferiore rispetto agli altri paesi europei, in particolare alla Germania.
Il dibattito di questi giorni sul testamento biologico, eutanasia ed altro non piace all'assessore alla sanita' della Lombardia Alessandro Ce'. "E' un dibattito assolutamente fuorviante, legato alla delicatezza dell'argomento ma anche interessi forti di alcune societa' particolarmente evolute che hanno sempre piu' difficolta' a sostenere i costi dell'assistenza di persone con problemi. E' una direzione di marcia in qualche modo, quindi, evocata perche' i costi della societa' occidentale per gli anziani e persone sofferenti sono elevati. La civilta' dell'uomo va,invece, verso la difesa e l'aiuto alla vita, debellare la sofferenza e non aiutare chi sta morendo", ha aggiunto Ce' ricordando che molte regioni hanno esercitato solo in parte il compito rispetto alla legge del 1999. "Servono piu' risorse. La Lombardia ha fatto molto e molto c'e' da fare. Ci sono 350 posti letto di degenza per i malati che soffrono e cure palliative, ambulatoriali e domiciliari e anche interventi a carattere socio sanitario con hospice e con assistenza domiciliare integrata e infine l'ospedalizzazione domiciliare", ha concluso Ce' ricordando che "da troppo tempo si sta parlando di accanimento contro la vita e si parla troppo poco di accanimento a favore della vita. Le regioni devono fare la loro parte in questa direzione, rifinanziando la legge, rimodulando i lea (livelli essenziali di assistenza) per un'assistenza adeguata a tutti i livelli. "Oggi si parla di morire e non di vivere senza dolore. Sono pochi gli ospedali senza dolore e il consumo di farmaci oppiacei e' 12 volte inferiore di cio' che avviene in Germania", ha detto il presentatore della proposta di legge sen. Massimo Polledri della Lega Nord. "Quando uno Stato decide di intervenire su una persona siamo preoccupati di una deriva totalitaria".
Secondo stime, in Italia nella fase terminale della malattia l'82.3% dei pazienti ha dolore. Il 61% ha un dolore molto o moltissimo disturbante, circa 130.000 pazienti ogni anno soffrono di dolore, circa 100.000 pazienti ogni anno hanno un dolore severo. Oltre 46 mila pazienti con patologia neoplastica sono morti in ospedale probabilmente senza il supporto di cure palliative e ogni anno nel mondo 5 milioni di persone muoiono di cancro e 7 milioni sono i nuovi casi diagnosticati. Infine ogni anno almeno 4 milioni di persone soffrono per dolori oncologici, con o senza trattamento efficace.
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