Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Legale solleva legittimita' costituzionale della Fini-Giovanardi

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La nuova legge sugli stupefacenti, conosciuta come Fini-Giovanardi, non rispetta la Costituzione perche' prevede pene troppo alte per chi viene condannato per spaccio di droghe 'leggere': e' il parere di un avvocato di Torino, Antonio Genovese, che nel corso di un processo ha sollevato una questione di legittimita'.
Il giudice, Simone Perelli, decidera' il 22 marzo se interpellare o meno la Consulta. Il processo in questione riguarda una nigeriana trovata in possesso di marijuana per un principio attivo di 195 grammi.
La legge mette sullo stesso piano le droghe cosiddette 'pesanti' e quelle 'leggere', il cui spaccio viene punito indifferentemente (a differenza di quanto avveniva in passato) con il carcere da sei a vent'anni. Il possesso di hashish e marijuana viene dunque equiparato a quello della cocaina e dell'eroina, con punizioni assai severe: con la concessione delle attenuanti, il minimo e' due anni e otto mesi. Il problema, secondo l'avvocato Genovese, e' che 'viene violato il principio della ragionevolezza della pena, visto che si infliggono condanne pesanti per condotte di minima offensivita'', e anche il principio secondo cui 'una pena deve tendere alla rieducazione del condannato'.
'La legislazione -scrive l'avvocato nella sua questione di legittimita'- e' un'espressione tipica della legislazione simbolica, volta a rasserenare la societa' civile rovesciando sul potere giudiziario il compito di infliggere sanzioni penali sempre piu' eclatanti anche per fatti di minima offensivita''.
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