Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Con la legge 40 i centri rischiano la chiusura

U.E. - ITALIA
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"In Italia partiamo da basi molto forti con centri di eccellenza all'avanguardia che però rischiano di essere annientati dal blocco dell'attivita' di ricerca causato dalla legge e allora saremo spettatori passivi della nuova frontiera della medicina, come i ricercatori algerini e tunisini". Lo ha detto il presidente della societa' italiana della riproduzione, Luca Gianaroli, nel corso del convegno internazionale su "Cellule staminali: promesse e realta'" organizzato dall'Universita' dell'Aquila. Gli esperti italiani hanno puntato il dito contro la legge 40 del 2004 "che impedisce l'utilizzo dell'embrione e della cellule staminali embrionali". Secondo Gianaroli, "in Italia si avranno due scenari: nel primo la concorrenza dei paesi limitrofi ci portera' via, nella migliore delle ipotesi, i pazienti, nella peggiore, i tecnici che qui non possono fare il proprio lavoro; nel secondo, altrettanto pericoloso, ci sara' l'assuefazione, l'adattamento della classe medica, completamente prona alla politica, che non avra' più autonomia di trattare i pazienti". Gli esperti intervenuti al convegno hanno costituito un gruppo di lavoro permanente che avra' il compito di chiedere maggiori attenzioni e fondi da parte delle istituzioni e la riforma della legge 40. In tal senso il professor Ettore Cittadini, dell'universita' di Palermo, ha sottolineato "che non si vuole cambiare la legge che vieta la riproduzione di cellule staminali, questo sia a livello di centrodestra sia di centrosinistra, per non inimicarsi la Chiesa, ma non si capisce come in nazioni più cattoliche, come Spagna e Polonia, ci sia una completa liberta'".
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