Italia. Una legge "inefficace e pericolosa"
Rappresentanti di Rifondazione Comunista, dei Ds e di Forum Droghe, intervenuti ad un'iniziativa antiproibizionista organizzata dal Prc, hanno espresso una netta critica alla legge Fini sulle droghe."Siamo nettamente contrari alla legge -ha detto Giovanni Russo Spena (Prc)- perche' e' un manifesto ideologico proibizionista, tra l'altro del tutto inefficace a risolvere i problemi e che si inserisce all'interno di un quadro di democrazia autoritaria e repressiva. Si tratta inoltre di uno strumento pericoloso per il suo impianto punitivo, che finira' per riempire le carceri: gia' ora il 42% della popolazione carceraria sconta pene legate alla droga e cio' e' un'aberrazione. Poi occorre considerare i danni sociali causati dalla non corretta informazione sulle sostanze stupefacenti, considerate tutte uguali e la conseguente criminalizzazione dei consumatori, specie i piu' giovani, che usano canne saltuariamente e si trovano immediatamente definiti devianti e criminali".
Al tavolo programmatico dell'Ulivo, ha poi osservato il parlamentare del Prc, "porteremo proposte di depenalizzazione del consumo di droghe leggere e di legalizzazione. Inoltre, in tutte le Regioni dove e' possibile presenteremo disegni di legge simili a quello che abbiamo presentato a livello nazionale, in modo da aprire vertenze locali".
La legge Fini, ha rilevato la diessina Gloria Buffo, "promette ordine, ma procurera' soltanto piu' detenuti, piu' malati e piu' soldi per qualche comunita'. La destra nasconde il fallimento delle politiche proibizioniste gia' in vigore e invece di rivederle come si fa nel resto d'Europa, si impegna a mettere in carcere anche chi fuma uno spinello. Per capire la follia del provvedimento basta aggiungere che le pene previste per il consumo, non lo spaccio, di qualsiasi sostanza stupefacente, spinello compreso, vanno da 6 a 20 anni di carcere, ovvero pene piu' alte che per i reati associazione mafiosa, stupro e rapina".
La proposta del vicepremier, ha poi affermato Franco Corleone, presidente del Forum Droghe, "rappresenta un'estrema contraddizione con i principi che vengono sempre sventolati dal Governo, come federalismo e garantismo. Infatti, e' una legge centralista che affida ad uno zar antidroga la gestione del problema delle tossicodipendenze, togliendo ogni competenza alle Regioni. Proprio per questo tutte le Regioni, anche quelle del centrodestra, sono contrarie al provvedimento e lo hanno bloccato".
Critico anche il Coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza (Cnca), che accusa: "da marzo 2001 le organizzazioni del terzo settore impegnate sul fronte delle tossicodipendenze nel delicato settore del reinserimento lavorativo non ricevono piu' i pagamenti dallo Stato per i servizi gia' resi. Cio' dimostra che il Governo solo a parole sostiene di volere combattere una guerra senza compromessi alla diffusione della droga. A tale retorica bellicosa non corrisponde poi un effettivo stanziamento di risorse".
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