Italia. Legge sulla fecondazione assistita, i rischi che una morale religiosa diventi norma civile
Un "no!" unanime alla nuova legge in discussione al Senato che regolamentera' il campo della fecondazione artificiale e della sterilita' in generale viene dal congresso della Societa' Italiana di Fertilita'-Sterilita' e Medicina della Riproduzione, presieduto da Carlo Flamigni e organizzato da Antonio Palagiano, ginecologo napoletano della seconda Universita' di Napoli. I ginecologi, a convegno a Sorrento, hanno spiegato che "la tecnologia deve restare al servizio dell'essere umano".
"Dopo i 25 anni -si legge in una nota diffusa dall'associazione- la fertilita' di una donna si riduce di giorno in giorno. Se si considera che l'eta' media dei matrimoni si fa sempre piu' alta, si avra' sempre piu' bisogno di procreazione medicalmente assistita". I ginecologi, ha detto Flamigni, ritengono che la tecnologia debba restare "al servizio dell'essere umano. Questa legge e' la trasformazione di una morale religiosa in una norma. E questa equiparazione di morale religiosa a norma civile ci equipara ai musulmani". La legge oggetto di numerose polemiche da parte del mondo dei ginecologi prevede la fecondazione assistita solo per le coppie sterili, supportate da certificato medico che attesti la infertilita'. Questo fara' si' -sottolineano i medici a convegno- che solo le coppie sterili potranno accedere ad una diagnosi sull'embrione.
"Attualmente -ha detto Palagiano- la Icsi (microiniezione di uno spermatozoo nella cellula uovo, ndr) rappresenta la tecnica di laboratorio piu' praticata nei centri di sterilita'. In Italia la metodica consente oggi la soluzione del problema della sterilita' nel 30% delle coppie che vi ricorre. Se si considerano anche i cicli che utilizzano gli embrioni crioconservati in esubero al primo tentativo la percentuale delle donne che ottiene una gravidanza non supera mai il 50%. Il restante 50% delle coppie che non ottiene la gravidanza puo' oggi ricorrere all'impiego della donazione dei gameti, ma tale possibilita' verra' vanificata dalla nuova legge. Poiche' non c'e' niente di piu' intimo di questo tema, trovo che sia davvero singolare il fatto che i politici legiferino su questioni cosi' delicate e personali".
Si e' unito al coro dei no anche il professor Ettore Cittadini, assessore alla Sanita' della Regione Sicilia, nonche' pioniere della fecondazione assistita in Italia. "Nessuna voce dell'assistenza sanitaria prevede -ha detto Cittadini- terapie della sterilita' perche' non salvano la vita, ma ci sono tantissimi farmaci che non salvano la vita e sono in fascia A". In Sicilia -ha spiegato Cittadini- e' stata istituita la seconda Banca al mondo di cordone ombelicale (con 9.760 cordoni) allo scopo di donare nei casi che lo richiedano cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale. Il professor Casper dell'Universita' di Toronto sta studiando proprio l'impiego di queste cellule con risultati che fanno ben sperare per il futuro. Attualmente l'unica certezza di un impiego terapeutico e' rappresentata da cellule staminali di origine embrionale, la cui sperimentazione potrebbe essere fatta su embrioni non piu' utilizzati dalle coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita.
"Dopo i 25 anni -si legge in una nota diffusa dall'associazione- la fertilita' di una donna si riduce di giorno in giorno. Se si considera che l'eta' media dei matrimoni si fa sempre piu' alta, si avra' sempre piu' bisogno di procreazione medicalmente assistita". I ginecologi, ha detto Flamigni, ritengono che la tecnologia debba restare "al servizio dell'essere umano. Questa legge e' la trasformazione di una morale religiosa in una norma. E questa equiparazione di morale religiosa a norma civile ci equipara ai musulmani". La legge oggetto di numerose polemiche da parte del mondo dei ginecologi prevede la fecondazione assistita solo per le coppie sterili, supportate da certificato medico che attesti la infertilita'. Questo fara' si' -sottolineano i medici a convegno- che solo le coppie sterili potranno accedere ad una diagnosi sull'embrione.
"Attualmente -ha detto Palagiano- la Icsi (microiniezione di uno spermatozoo nella cellula uovo, ndr) rappresenta la tecnica di laboratorio piu' praticata nei centri di sterilita'. In Italia la metodica consente oggi la soluzione del problema della sterilita' nel 30% delle coppie che vi ricorre. Se si considerano anche i cicli che utilizzano gli embrioni crioconservati in esubero al primo tentativo la percentuale delle donne che ottiene una gravidanza non supera mai il 50%. Il restante 50% delle coppie che non ottiene la gravidanza puo' oggi ricorrere all'impiego della donazione dei gameti, ma tale possibilita' verra' vanificata dalla nuova legge. Poiche' non c'e' niente di piu' intimo di questo tema, trovo che sia davvero singolare il fatto che i politici legiferino su questioni cosi' delicate e personali".
Si e' unito al coro dei no anche il professor Ettore Cittadini, assessore alla Sanita' della Regione Sicilia, nonche' pioniere della fecondazione assistita in Italia. "Nessuna voce dell'assistenza sanitaria prevede -ha detto Cittadini- terapie della sterilita' perche' non salvano la vita, ma ci sono tantissimi farmaci che non salvano la vita e sono in fascia A". In Sicilia -ha spiegato Cittadini- e' stata istituita la seconda Banca al mondo di cordone ombelicale (con 9.760 cordoni) allo scopo di donare nei casi che lo richiedano cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale. Il professor Casper dell'Universita' di Toronto sta studiando proprio l'impiego di queste cellule con risultati che fanno ben sperare per il futuro. Attualmente l'unica certezza di un impiego terapeutico e' rappresentata da cellule staminali di origine embrionale, la cui sperimentazione potrebbe essere fatta su embrioni non piu' utilizzati dalle coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita.
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