Italia. La legge sulla procreazione medicalmente assistita e' passata "dal" Senato: ne riparliamo dopo la Finanziaria?
Duemila scienziati sono con Luca Coscioni "contro una legge oscurantista": a sostenerlo e' Rita Bernardini, segretaria dell' associazione Luca Coscioni per la Liberta' di Ricerca Scientifica. Oggi -ha spiegato Rita Bernardini lo scorso 24 settembre- e' arrivata la duemillesima sottoscrizione all'appello di Luca Coscioni, quella della professoressa Rita Giordano, Associato presso la Facolta' di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, dell'Universita' di Messina. "L'appello -prosegue Bernardini- e' rivolto ai parlamentari affinche' non approvino leggi dal chiaro contenuto oscurantista e antiscientifico. Il ddl al Senato ha proprio quelle caratteristiche. Oltre a quanto denunciato dalle senatrici la legge in questione impedisce anche l'utilizzazione degli embrioni soprannumerari per ricavarne cellule staminali che in un futuro sempre piu' prossimo potrebbero curare malattie come quella di Luca Coscioni, la sclerosi laterale amiotrofica. Sono contenta che la duemillesima adesione -conclude Bernardini- sia quella di un'accademica donna che unisce il suo nome a quello di Luca e a quello dei piu' prestigiosi professori, ricercatori e scienziati delle universita' italiane".
E proprio le donne sono state le protagonista di una insolita protesta al Senato, dove il disegno di legge e' arrivato in aula, terminata con la sospensione della seduta per alcuni minuti.
Dalle tribune del pubblico e mostrando una maglietta con su scritto "nessuna legge contro il corpo delle donne" erano diverse le parlamentari donne di entrambi gli schieramenti, mentre la maggioranza e' schierata a favore della legge.
A farsi promotrici dell'iniziativa di protesta e' stato un gruppo di parlamentari di Ds, Rifondazione, Verdi, Pdci, piu' due esponenti della maggioranza che gia' alla Camera si sono battute contro il provvedimento e cioe' Alessandra Mussolini e Chiara Moroni. Quando il relatore del provvedimento, Flavio Tredese ha cominciato il suo intervento, le parlamentari si sono tolte le giacche mostrando a tutti il loro slogan scritto sulle magliette, mentre venivano lanciati volantini con le stesse parole. Grande bagarre in aula e nella confusione, come riferiscono le parlamentari, sono volati anche apprezzamenti da "trivio" e battute di natura sessuale.
Katia Zanotti (Ds) ha riferito ai giornalisti, successivamente, che qualcuno si e' rivolto alle senatrici dicendo: "Altro che da Camera, voi siete da camera da letto". Sempre la Zanotti ha riferito anche altre battute del tipo: "Siete contro la legge perche' volete continuare a farvi scopare". Molti senatori hanno gridato "vergognatevi". La senatrice Maria Grazia Pagano ha stigmatizzato in aula le battute usate dai senatori per contestare la manifestazione.
"Sono state usate delle battute da trivio", ha detto rivolgendosi alla presidenza alla ripresa della seduta. Il presidente di turno Lamberto Dini ha sottolineato che nella confusione queste battute non sono state afferrate.
Nel Transatlantico del Senato le parlamentari, a cui i commessi avevano strappato "rudemente' le magliette, sono state supportate da altre parlamentari delle opposizioni. In sala stampa le deputate hanno denunciato le pesanti reazioni e battute ricevute dai senatori. "Non si tratta di battute ma di offese alle istituzioni -ha detto Alessandra Mussolini. "Ci hanno trattato da puttane". "E' stato un comportamento -ha sottolineato- molto volgare ". Mentre le parlamentari illustravano la loro manifestazione e le reazioni avute in aula, erano presenti il vice presidente Domenico Contestabile (Fi), e Roberto Calderoli (Lega). Emtrambi, dopo che le parlamentari avevano manifestato la loro sorpresa per il tipo di reazione avuta da alcuni senatori, si sono scusati con le parlamentari per il comportamento. Le parlamentari si sono quindi dirette verso la Camera.
Del gruppo che ha inscenato la manifestazione facevano parte, tra le altre, Katia Zanotti, Alberta De Simone, Roberta Pinotti e Margherita Coluccini (Ds), Titti De Simone, Elettra Deiana (Rifondazione), Maura Cossutta (Pdci), Chiara Moroni (Socialisti), Alessandra Mussolini (An), Laura Zanella (Verdi). Accanto a questo gruppo di deputate erano presenti anche alcune senatrici: Maria Grazia Pagano, Vittoria Franco, Monica Bettoni, Chiara Acciarini (Ds).
In una dichiarazione congiunta, diffusa successivamente, il gruppo di parlamentari ha cosi' motivato ai giornalisti il senso politico della loro protesta: "Siamo venute a protestare nell'aula del Senato perche' questa legge oscurantista contro le donne, e' stata blindata e non tornera' alla Camera. E' una legge che non rispetta la sofferenza delle donne, delle coppie sterili e non fertili, percorsa da una cultura oscurantista, portatrice di un'etica di parte che impone comportamenti e usa il corpo delle donne come fosse un contenitore. Questa maggioranza stabilisce per legge cio' che e' giusto e sbagliato, cio' che e' bene e male in comportamenti privati come la procreazione. Si vieta la crio-conservazione degli embrioni, la procreazione per le donne single ed eterologa, tutte cose gravissime che costringeranno le donne e le coppie ai viaggi della speranza all'estero". Le deputate e le senatrici hanno detto che chiederanno le scuse ufficiali a Pera e Casini per i motti gravissimi con cui la loro protesta e' stata accolta dai senatori.
"Con l'approvazione di questa legge tutte le donne saranno meno libere nelle loro scelte procreative": Titti De Simone e Tiziana Valpiana, capigruppo di Rifondazione Comunista nelle Commissioni Cultura e Affari Sociali alla Camera, ritengono la normativa all'esame del Senato "contro le donne". "All'unanimita' tutte le associazioni, le donne e gli uomini che sono stati ascoltati in questi mesi -ha spiegato Valpiana- hanno espresso un giudizio negativo sul testo, che e' stato definito impraticabile e dannoso". "Con questa legge non si regolamenta alcun far west procreativo mediaticamente indotto, ma si creano altresi', a causa della inomogeneita' con le leggi internazionali, una turismo procreativo ed un restringimento degli spazi di liberta' su basi classiste. Ci troviamo di fronte ad un ddl regressivo, dichiaratamente contro le donne: contro l'autodeterminazione, contro la liberta' di scelta, contro la responsabilita' e la salute". "E' la prima volta -ha aggiunto De Simone- che viene formulata una legge dello Stato apertamente discriminatoria, che fa esplicito riferimento nei suoi commi alla applicabilita' alle coppie di sesso diverso, sancendo un criterio discriminatorio sulla base dell'orientamento sessuale, ed e' la prima legge esistente nel panorama normativo internazionale che afferma una discriminazione procreativa sulla base dello stato di famiglia: secondo quanto presente nel testo solo le donne eterosessuali appartenenti ad una coppia possibilmente coniugata hanno il diritto di procreare". "Questa maggioranza -hanno proseguito le deputate- sta pagando una delle cambiali in bianco, insieme ai finanziamenti alle scuole private, al Vaticano ed alla Conferenza episcopale, ed esprime senza remore la cultura di una destra autoritaria, misogina e proibizionista, non mascherabile dalla protesta di qualche singola dello schieramento di governo. Rifondazione Comunista -hanno concluso De Simone e Valpiana- dara' battaglia contro questa legge scempio".
"La legge sulla fecondazione assistita e' una delle piu' tormentate e vergognose che la Camera dei deputati abbia mai licenziato e adesso la sua seconda lettura al Senato si prospetta altrettanto drammatica. Il testo e' stato letteralmente 'blindato', in omaggio alle inaccettabili pressioni che il clero italiano ha esercitato con successo sull'intero Parlamento: settori politici tra loro opposti si sono infatti premurati, oltre ogni decenza, di assecondare la visione clericale in una materia cosi' complessa e dolorosa per tanti italiani". Ad affermarlo e' il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, di Forza Italia. Sono, dice, "in aperto dissenso con il mio partito su questo argomento anche se ho apprezzato la liberta' di voto che e' stata assicurata da Silvio Berlusconi ai suoi parlamentari. Si tratta di una legge che contiene dei veri e propri horror normativi e che trascura i progressi scientifici, giuridici, sociali ma anche morali maturati negli ultimi decenni nel nostro Paese".
Boniver afferma di non essere affatto sorpresa delle offese che molti parlamentari hanno rivolto in aula alle colleghe che manifestavano contro la legge. "In Parlamento le battute da caserma, che in genere vengono solo sussurrate, sono ormai all'ordine del giorno nei confronti di una categoria, le donne, decimata dalla legge elettorale maggioritaria. Nel nostro Paese, che ha un tasso di rappresentanza femminile tra i piu' bassi al mondo, e' ormai scomparsa del tutto quella cultura del reciproco rispetto tra generi che la politica era riuscita a secernere in decenni di battaglie e conquiste sociali e politiche. Per questo mi auguro che la manifestazione bipartisan di ieri abbia segnato l'inizio di una nuova stagione di impegno e di riscatto".
E se questo Parlamento decidesse di rimettere mano alla legge che disciplina l'aborto, le viene chiesto dal quotidiano l'Opinione? "Rabbrividisco soltanto all'idea di quello che potrebbe succedere. Il dibattito che porto' alla legalizzazione dell'aborto e' durato un decennio ed e' stato sostenuto nelle piazze, nei partiti, nelle aule universitarie da un confronto alto, colto, complesso e soprattutto laico. Bisogna dare atto alla Democrazia Cristiana di allora di non aver trasformato questa legge in una questione dirimente, preferendo invece affidarsi al voto di coscienza. Sono le coscienze di oggi che mi sembrano indebolite e imbarbarite dal punto di vista culturale".
Ma c'e' anche un uomo che si e' battuto spesso in solitudine in Commissione Sanita' del Senato contro questa legge, il senatore repubblicano -eletto nelle fila di Forza Italia- Antonio Del Pennino, relatore di minoranza del disegno di legge e che dopo la decisione presa dalla conferenza dei capigruppo di rinviare a dopo la sessione di bilancio l'esame degli articoli e degli emendamenti alla legge sulla procreazione medicalmente assistita', si e' dichiarato soddisfatto dalla decisione da lui giudicata "assolutamente corretta". ''Si tratta -spiega Del Pennino- di una legge complessa, difficile, che pone problemi scientifici, morali e giuridici, e che non puo' essere affrontata nei ritagli di tempo''.
A non essere felice delle decisione e' stato invece il gruppo parlamentare dell'Udc che contesta il calendario uscito dalla conferenza dei capigruppo, accusa il Presidente del Senato, Marcello Pera, di far slittare alle "calende greche" e "sine die" l'approvazione della legge sulla procreazione, e minaccia di non votare il ddl Gasparri sulle telecomunicazioni. Il calendario prevede l'arrivo della legge finanziaria al Senato dal primo ottobre. Cosa che ha mandato su tutte le furie il capogruppo centrista al Senato, Francesco D'Onofrio: "Cio' impedira' il voto in Aula sulla fecondazione". "Ieri (mercoledi' 24 settembre 2003, ndr) all'Ufficio politico dell'Udc ho chiesto al gruppo della Camera di votare la legge Gasparri perche' al Senato si votera' la legge sulla procreazione. Noi siamo in questa maggioranza perche' il si' alla procreazione e' uno dei motivi decisivi". "La decisione di Pera -prosegue D'Onofrio- impedisce il voto in Aula sulla fecondazione, lo fa slittare 'sine die' per una legge che si trascina da oltre un anno. Il comportamento di Pera puo' concorrere anche a bloccare la legge Gasparri". Il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani ha invitato l'Udc ad un "ripensamento costruttivo" (?!). "Ci spiace -ha spiegato Schifani- che l'Udc abbia assunto al Senato questa posizione e invitiamo il Gruppo presieduto dal senatore D'Onofrio ad un ripensamento costruttivo". "Soprattutto alla luce del fatto che il testo e' gia' all'ordine del giorno dell'Aula, ha gia' superato il voto sulle pregiudiziali e che, per norma regolamentare, soltanto l'unanimita' di tutti i capigruppo potrebbe autorizzare la deroga alla norma procedurale secondo cui, in sessione di bilancio, l'Aula non puo' approvare leggi di spesa. Noi siamo pronti a fare la nostra parte".
Il senatore Del Pennino ha commentato: "Vedo che al grido di dolore del senatore D'Onofrio non sono rimasti insensibili i post-democristiani della Margherita, guidati dalla senatrice Toia, che si sono uniti ai "fratelli separati" dell'Udc nella critica alla decisione del Presidente del Senato, "reo" di aver impedito la possibilita' di licenziare il testo sulla procreazione assistita prima della Finanziaria. Mi auguro che di fronte "all'arco voltaico" dell'integralismo post-democristiano, Forza Italia, che rivendica l'eredita' anche della tradizione laica e riformista, non voglia piegarsi ad intimidazioni e ricatti".
"L'impianto della legge sulla procreazione medicalmente assistita non e' negoziabile". E' questa la risposta definitiva del presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani alle dichiarazioni del segretario dei Ds. "I segnali di disponibilita' di Fassino -ha affermato Schifani- in merito alla legge sulla fecondazione sono politicamente comprensibili. Occorre pero' sottolineare che l'impegno di Forza Italia, come partito da sempre vicino ai principi cattolici, e' quello di difendere alcuni valori irrinunciabili". "La formazione del nostro partito -ha aggiunto- e i valori etici di riferimento ci portano a rendere non negoziabile l'intero impianto della legge, che dietro un'apparente rigidita' presenta un grande equilibrio. Del resto -ha concluso Schifani- arrivare attraverso mediazioni politiche, ad un provvedimento privo di una propria vera identita' non ci sembra la migliore risposta".
"Votiamo la festa per la celebrazione della liberta' e ci ritroviamo a discutere un provvedimento che la nega alle donne". Cosi' la sen. Maria Rosaria Manieri (Sdi) replica allo stesso Schifani. "Come laici non ci lasceremo trascinare -aggiunge Manieri- sul terreno di una pretestuosa guerra di religione, anche perche' la disciplina che viene proposta in questo ddl e' proclamatoria, ideologica, repressiva e illiberale. La materia invece e' molto delicata e meriterebbe di essere trattata con attenzione". L'esponente dello Sdi critica il capogruppo di Forza Italia, secondo il quale la legge sulla procreazione sarebbe non modificabile perche' ispirata a principi irrinunciabili della fede cattolica. "Evidentemente -commenta Manieri- Forza Italia si considera unico ed esclusivo depositario della fede". La sen. Manieri cita, tra le norme del ddl da modificare, quella che rende irrevocabile il consenso della donna e parla a questo proposito di "offesa alla dignita' e alla capacita' di autodeterminazione delle donne".
(to be continued.)
E proprio le donne sono state le protagonista di una insolita protesta al Senato, dove il disegno di legge e' arrivato in aula, terminata con la sospensione della seduta per alcuni minuti.
Dalle tribune del pubblico e mostrando una maglietta con su scritto "nessuna legge contro il corpo delle donne" erano diverse le parlamentari donne di entrambi gli schieramenti, mentre la maggioranza e' schierata a favore della legge.
A farsi promotrici dell'iniziativa di protesta e' stato un gruppo di parlamentari di Ds, Rifondazione, Verdi, Pdci, piu' due esponenti della maggioranza che gia' alla Camera si sono battute contro il provvedimento e cioe' Alessandra Mussolini e Chiara Moroni. Quando il relatore del provvedimento, Flavio Tredese ha cominciato il suo intervento, le parlamentari si sono tolte le giacche mostrando a tutti il loro slogan scritto sulle magliette, mentre venivano lanciati volantini con le stesse parole. Grande bagarre in aula e nella confusione, come riferiscono le parlamentari, sono volati anche apprezzamenti da "trivio" e battute di natura sessuale.
Katia Zanotti (Ds) ha riferito ai giornalisti, successivamente, che qualcuno si e' rivolto alle senatrici dicendo: "Altro che da Camera, voi siete da camera da letto". Sempre la Zanotti ha riferito anche altre battute del tipo: "Siete contro la legge perche' volete continuare a farvi scopare". Molti senatori hanno gridato "vergognatevi". La senatrice Maria Grazia Pagano ha stigmatizzato in aula le battute usate dai senatori per contestare la manifestazione.
"Sono state usate delle battute da trivio", ha detto rivolgendosi alla presidenza alla ripresa della seduta. Il presidente di turno Lamberto Dini ha sottolineato che nella confusione queste battute non sono state afferrate.
Nel Transatlantico del Senato le parlamentari, a cui i commessi avevano strappato "rudemente' le magliette, sono state supportate da altre parlamentari delle opposizioni. In sala stampa le deputate hanno denunciato le pesanti reazioni e battute ricevute dai senatori. "Non si tratta di battute ma di offese alle istituzioni -ha detto Alessandra Mussolini. "Ci hanno trattato da puttane". "E' stato un comportamento -ha sottolineato- molto volgare ". Mentre le parlamentari illustravano la loro manifestazione e le reazioni avute in aula, erano presenti il vice presidente Domenico Contestabile (Fi), e Roberto Calderoli (Lega). Emtrambi, dopo che le parlamentari avevano manifestato la loro sorpresa per il tipo di reazione avuta da alcuni senatori, si sono scusati con le parlamentari per il comportamento. Le parlamentari si sono quindi dirette verso la Camera.
Del gruppo che ha inscenato la manifestazione facevano parte, tra le altre, Katia Zanotti, Alberta De Simone, Roberta Pinotti e Margherita Coluccini (Ds), Titti De Simone, Elettra Deiana (Rifondazione), Maura Cossutta (Pdci), Chiara Moroni (Socialisti), Alessandra Mussolini (An), Laura Zanella (Verdi). Accanto a questo gruppo di deputate erano presenti anche alcune senatrici: Maria Grazia Pagano, Vittoria Franco, Monica Bettoni, Chiara Acciarini (Ds).
In una dichiarazione congiunta, diffusa successivamente, il gruppo di parlamentari ha cosi' motivato ai giornalisti il senso politico della loro protesta: "Siamo venute a protestare nell'aula del Senato perche' questa legge oscurantista contro le donne, e' stata blindata e non tornera' alla Camera. E' una legge che non rispetta la sofferenza delle donne, delle coppie sterili e non fertili, percorsa da una cultura oscurantista, portatrice di un'etica di parte che impone comportamenti e usa il corpo delle donne come fosse un contenitore. Questa maggioranza stabilisce per legge cio' che e' giusto e sbagliato, cio' che e' bene e male in comportamenti privati come la procreazione. Si vieta la crio-conservazione degli embrioni, la procreazione per le donne single ed eterologa, tutte cose gravissime che costringeranno le donne e le coppie ai viaggi della speranza all'estero". Le deputate e le senatrici hanno detto che chiederanno le scuse ufficiali a Pera e Casini per i motti gravissimi con cui la loro protesta e' stata accolta dai senatori.
"Con l'approvazione di questa legge tutte le donne saranno meno libere nelle loro scelte procreative": Titti De Simone e Tiziana Valpiana, capigruppo di Rifondazione Comunista nelle Commissioni Cultura e Affari Sociali alla Camera, ritengono la normativa all'esame del Senato "contro le donne". "All'unanimita' tutte le associazioni, le donne e gli uomini che sono stati ascoltati in questi mesi -ha spiegato Valpiana- hanno espresso un giudizio negativo sul testo, che e' stato definito impraticabile e dannoso". "Con questa legge non si regolamenta alcun far west procreativo mediaticamente indotto, ma si creano altresi', a causa della inomogeneita' con le leggi internazionali, una turismo procreativo ed un restringimento degli spazi di liberta' su basi classiste. Ci troviamo di fronte ad un ddl regressivo, dichiaratamente contro le donne: contro l'autodeterminazione, contro la liberta' di scelta, contro la responsabilita' e la salute". "E' la prima volta -ha aggiunto De Simone- che viene formulata una legge dello Stato apertamente discriminatoria, che fa esplicito riferimento nei suoi commi alla applicabilita' alle coppie di sesso diverso, sancendo un criterio discriminatorio sulla base dell'orientamento sessuale, ed e' la prima legge esistente nel panorama normativo internazionale che afferma una discriminazione procreativa sulla base dello stato di famiglia: secondo quanto presente nel testo solo le donne eterosessuali appartenenti ad una coppia possibilmente coniugata hanno il diritto di procreare". "Questa maggioranza -hanno proseguito le deputate- sta pagando una delle cambiali in bianco, insieme ai finanziamenti alle scuole private, al Vaticano ed alla Conferenza episcopale, ed esprime senza remore la cultura di una destra autoritaria, misogina e proibizionista, non mascherabile dalla protesta di qualche singola dello schieramento di governo. Rifondazione Comunista -hanno concluso De Simone e Valpiana- dara' battaglia contro questa legge scempio".
"La legge sulla fecondazione assistita e' una delle piu' tormentate e vergognose che la Camera dei deputati abbia mai licenziato e adesso la sua seconda lettura al Senato si prospetta altrettanto drammatica. Il testo e' stato letteralmente 'blindato', in omaggio alle inaccettabili pressioni che il clero italiano ha esercitato con successo sull'intero Parlamento: settori politici tra loro opposti si sono infatti premurati, oltre ogni decenza, di assecondare la visione clericale in una materia cosi' complessa e dolorosa per tanti italiani". Ad affermarlo e' il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, di Forza Italia. Sono, dice, "in aperto dissenso con il mio partito su questo argomento anche se ho apprezzato la liberta' di voto che e' stata assicurata da Silvio Berlusconi ai suoi parlamentari. Si tratta di una legge che contiene dei veri e propri horror normativi e che trascura i progressi scientifici, giuridici, sociali ma anche morali maturati negli ultimi decenni nel nostro Paese".
Boniver afferma di non essere affatto sorpresa delle offese che molti parlamentari hanno rivolto in aula alle colleghe che manifestavano contro la legge. "In Parlamento le battute da caserma, che in genere vengono solo sussurrate, sono ormai all'ordine del giorno nei confronti di una categoria, le donne, decimata dalla legge elettorale maggioritaria. Nel nostro Paese, che ha un tasso di rappresentanza femminile tra i piu' bassi al mondo, e' ormai scomparsa del tutto quella cultura del reciproco rispetto tra generi che la politica era riuscita a secernere in decenni di battaglie e conquiste sociali e politiche. Per questo mi auguro che la manifestazione bipartisan di ieri abbia segnato l'inizio di una nuova stagione di impegno e di riscatto".
E se questo Parlamento decidesse di rimettere mano alla legge che disciplina l'aborto, le viene chiesto dal quotidiano l'Opinione? "Rabbrividisco soltanto all'idea di quello che potrebbe succedere. Il dibattito che porto' alla legalizzazione dell'aborto e' durato un decennio ed e' stato sostenuto nelle piazze, nei partiti, nelle aule universitarie da un confronto alto, colto, complesso e soprattutto laico. Bisogna dare atto alla Democrazia Cristiana di allora di non aver trasformato questa legge in una questione dirimente, preferendo invece affidarsi al voto di coscienza. Sono le coscienze di oggi che mi sembrano indebolite e imbarbarite dal punto di vista culturale".
Ma c'e' anche un uomo che si e' battuto spesso in solitudine in Commissione Sanita' del Senato contro questa legge, il senatore repubblicano -eletto nelle fila di Forza Italia- Antonio Del Pennino, relatore di minoranza del disegno di legge e che dopo la decisione presa dalla conferenza dei capigruppo di rinviare a dopo la sessione di bilancio l'esame degli articoli e degli emendamenti alla legge sulla procreazione medicalmente assistita', si e' dichiarato soddisfatto dalla decisione da lui giudicata "assolutamente corretta". ''Si tratta -spiega Del Pennino- di una legge complessa, difficile, che pone problemi scientifici, morali e giuridici, e che non puo' essere affrontata nei ritagli di tempo''.
A non essere felice delle decisione e' stato invece il gruppo parlamentare dell'Udc che contesta il calendario uscito dalla conferenza dei capigruppo, accusa il Presidente del Senato, Marcello Pera, di far slittare alle "calende greche" e "sine die" l'approvazione della legge sulla procreazione, e minaccia di non votare il ddl Gasparri sulle telecomunicazioni. Il calendario prevede l'arrivo della legge finanziaria al Senato dal primo ottobre. Cosa che ha mandato su tutte le furie il capogruppo centrista al Senato, Francesco D'Onofrio: "Cio' impedira' il voto in Aula sulla fecondazione". "Ieri (mercoledi' 24 settembre 2003, ndr) all'Ufficio politico dell'Udc ho chiesto al gruppo della Camera di votare la legge Gasparri perche' al Senato si votera' la legge sulla procreazione. Noi siamo in questa maggioranza perche' il si' alla procreazione e' uno dei motivi decisivi". "La decisione di Pera -prosegue D'Onofrio- impedisce il voto in Aula sulla fecondazione, lo fa slittare 'sine die' per una legge che si trascina da oltre un anno. Il comportamento di Pera puo' concorrere anche a bloccare la legge Gasparri". Il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani ha invitato l'Udc ad un "ripensamento costruttivo" (?!). "Ci spiace -ha spiegato Schifani- che l'Udc abbia assunto al Senato questa posizione e invitiamo il Gruppo presieduto dal senatore D'Onofrio ad un ripensamento costruttivo". "Soprattutto alla luce del fatto che il testo e' gia' all'ordine del giorno dell'Aula, ha gia' superato il voto sulle pregiudiziali e che, per norma regolamentare, soltanto l'unanimita' di tutti i capigruppo potrebbe autorizzare la deroga alla norma procedurale secondo cui, in sessione di bilancio, l'Aula non puo' approvare leggi di spesa. Noi siamo pronti a fare la nostra parte".
Il senatore Del Pennino ha commentato: "Vedo che al grido di dolore del senatore D'Onofrio non sono rimasti insensibili i post-democristiani della Margherita, guidati dalla senatrice Toia, che si sono uniti ai "fratelli separati" dell'Udc nella critica alla decisione del Presidente del Senato, "reo" di aver impedito la possibilita' di licenziare il testo sulla procreazione assistita prima della Finanziaria. Mi auguro che di fronte "all'arco voltaico" dell'integralismo post-democristiano, Forza Italia, che rivendica l'eredita' anche della tradizione laica e riformista, non voglia piegarsi ad intimidazioni e ricatti".
"L'impianto della legge sulla procreazione medicalmente assistita non e' negoziabile". E' questa la risposta definitiva del presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani alle dichiarazioni del segretario dei Ds. "I segnali di disponibilita' di Fassino -ha affermato Schifani- in merito alla legge sulla fecondazione sono politicamente comprensibili. Occorre pero' sottolineare che l'impegno di Forza Italia, come partito da sempre vicino ai principi cattolici, e' quello di difendere alcuni valori irrinunciabili". "La formazione del nostro partito -ha aggiunto- e i valori etici di riferimento ci portano a rendere non negoziabile l'intero impianto della legge, che dietro un'apparente rigidita' presenta un grande equilibrio. Del resto -ha concluso Schifani- arrivare attraverso mediazioni politiche, ad un provvedimento privo di una propria vera identita' non ci sembra la migliore risposta".
"Votiamo la festa per la celebrazione della liberta' e ci ritroviamo a discutere un provvedimento che la nega alle donne". Cosi' la sen. Maria Rosaria Manieri (Sdi) replica allo stesso Schifani. "Come laici non ci lasceremo trascinare -aggiunge Manieri- sul terreno di una pretestuosa guerra di religione, anche perche' la disciplina che viene proposta in questo ddl e' proclamatoria, ideologica, repressiva e illiberale. La materia invece e' molto delicata e meriterebbe di essere trattata con attenzione". L'esponente dello Sdi critica il capogruppo di Forza Italia, secondo il quale la legge sulla procreazione sarebbe non modificabile perche' ispirata a principi irrinunciabili della fede cattolica. "Evidentemente -commenta Manieri- Forza Italia si considera unico ed esclusivo depositario della fede". La sen. Manieri cita, tra le norme del ddl da modificare, quella che rende irrevocabile il consenso della donna e parla a questo proposito di "offesa alla dignita' e alla capacita' di autodeterminazione delle donne".
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