Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Lettera di Welby ai direttori: "Vi scrivo dalla mia prigione infame, come Aldo Moro"

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Signor Direttore,

sono Piergiorgio Welby, che ha preso il posto di Luca Coscioni quale Presidente dell'Associazione radicale che porta il suo nome, e come esponente della costellazione di soggetti politici Radicali, nazionali e internazionali, che operano con e attorno al Partito Radicale.

Ormai, 77 "giorni" fa, mi sono rivolto pubblicamente, personalmente, politicamente, al Presidente della Repubblica, quale supremo Garante del rispetto della Costituzione, della legalità repubblicana; per ottenere finalmente l'esercizio del mio diritto naturale civile politico personale ad una mia morte - naturale -. Solo modo possibile per conquistare (anche in Diritto) pace per questo "mio" corpo altrimenti sempre più straziato e torturato. Sequestratomi, per una kafkiana imposizione "etica" dall'ordinamento e del potere burocratico, o anche a esso imposto. Dobbiamo tutti - credo- gratitudine per la qualità, l?importanza, della Sua risposta e delle Sue esortazioni che hanno indubbiamente consentito il grave e grande dibattito che unisce, anzichè dividere, coloro che vi partecipano, che non sono indifferenti.

Signor Direttore,

Come già Luca Coscioni, a mio turno sono oggi oggetto di offese e insulti, di pensieri, parole, aggressioni alla mia identità ed alla mia immagine, quasi non bastassero quelle perpetrate al corpo che fu mio e che, invece, vorrei, per un attimo almeno, mi fosse reso come forma - qual è il corpo - necessaria del mio spirito, del mio pensiero, della mia vita, della mia morte; in una parola del mio "essere".

Sono accusato, insomma, di "strumentalizzare" io stesso, la mia condizione per muovere a compassione, per mendicare o estorcere in tal modo, slealmente, quel che proponiamo e perseguiamo con i miei compagni Radicali e della Associazione Luca Coscioni, che ha ragione ormai antica e sempre più antropologicamente, culturalmente, politicamente forte; "dal corpo del malato al cuore della politica". O, ancora, non sarei, come già Luca Coscioni, che io stesso strumentalizzato dai "miei", così infamandoci come meri oggetti o come soggetti plagiati. (O indemoniati, vero... Signori?). Strumenti? Sono, invece, limpidi obiettivi ideali, umani, civili, politici.

Dalla mia prigione infame, da questo corpo che - per etica, s'intende - mi sequestrano, mi tornano alla memoria le lettere inviate alla... "politica" da un suo illustre, altro, "prigioniero": Aldo Moro. Pagine nobili e tragiche contro gli uomini di un potere che aveva deciso di condannarlo (anche lui per etica, naturalmente) a morte certa, anche lui ad una forma di tortura di Stato, feroce ed ottusa. Quelle pagine non potrei farle mie. Anche perché furono perfette, e lo restano.

Un pensiero, ancora, un interrogativo, un dubbio: dove sono mai finiti per tanti "credenti" Corpo mistico e Comunione dei Santi?

Comunque Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori! Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi.

Io auguro a voi ogni bene. Spero davvero (ma temo fortemente che così non sia), spero davvero che questo augurio vi raggiunga, si realizzi, perché questo "voi" oggi manca anche a me, anche a noi altri.

Per finire, grazie Signor Direttore per la sua tollerante attenzione. A questo mio estremo, ultimo tentativo di trasmettere parola. Grazie sincero,

Suo
Piero Welby

p.s. Chiedo - ringraziandoli fraternamente - alle oltre 700 mie compagne e compagni, antiche e nuovi, che sono in sciopero della fame, alcuni al sedicesimo giorno, di sospendere questa loro forma di lotta, che ha contribuito in modo determinante al radicamento di un nuovo grande momento di dialogo e di conoscenza a tutto il Paese.


PANNELLA: E' INFAME ACCANIMENTO TERAPEUTICO

Il caso Welby "e' un caso clamoroso ed infame di accanimento terapeutico". E' quanto dichiara Marco Pannella, che aggiunge "l'eutanasia qui non c'entra, c'entra, invece, una realta' italiana difficilmente immaginabile altrove, anche a Teheran". La realta' del "caso Welby" per Pannella si riduce a questa semplice scelta impostagli "morire in queste ore o nei giorni, se non settimane, prossimi, ucciso per soffocamento, con una agonia atroce; o morire, se possibile, alcune ore o giorni prima, serenamente, sedato".
"Mi sembra- chiude- che nella vicenda che colpisce e ferisce l'immagine stessa della politica e dello Stato italiani vi sia una semplicissima realta' che si cela dietro la solita cortina di nebbie ideologiche e cala sull'Italia e tutti noi soffocandoci".


ALTRI COMMENTI

'Chiedo alla comunita' scientifica a professionale di aiutarci a decidere su cosa sia accanimento terapeutico, dandoci una definizione piu' puntuale'. E' quanto ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, nel corso della trasmissione 'Invasioni barbariche', in onda su La 7. In un secondo momento, ha spiegato Turco, 'occorrera' tradurre questo contributo in uno strumento legislativo, una norma che orienti i medici'. Oggi, ha precisato il ministro, nel codice dentologico dei medici si parla di accanimento terapeutico e si intendono quegli interventi vitali sproporzionati rispetto ai risultati che conseguono per la qualita' della vita ed il miglioramento delle condizioni del paziente. 'Occorre - ha detto Turco - che la comunita' scientifica definisca meglio tutto questo'.
Il ministro ha confermato l' intenzione di andare a trovare Piergiorgio Welby: 'Voglio andarlo a trovare per condividere la sua sofferenza, qualcosa della sua malattia'.

"L'eutanasia e' di certo una questione che scuote le coscienze, ed e' una questione di diritto positivo, non religiosa: l'ora della morte non e' nella disponibilita' dell'individuo, secondo la tradizione occidentale". Lo ha detto il segretario della Democrazia Cristiana, senatore Gianfranco Rotondi, che ha aggiunto: "Rispetto Welby, ma nessuno puo' arrogarsi il diritto di porre fine a una vita data da Dio per chi crede in Dio, e dalla natura per chi non e' credente. Aprendo e avviando un dibattito su un tema del genere apriremmo solo ferite ulteriori in una comunita' occidentale che abbisogna di altro, di una piu' profonda unita' di civilta'. La nostra morale ci impone che la vita va difesa, tutelata e vissuta anche nelle situazioni pi estreme, come ci ha insegnato con il suo 'calvario' Papa Giovanni Paolo II. Piuttosto la politica pensi ad organizzare al meglio l'assistenza sanitaria e a non farla pesare solo sulle famiglie".

"Si deve impedire l'accanimento terapeutico. Io sono favorevole alla eutanasia". Lo ha detto il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, a Gela per l'inaugurazione di un centro sociale, rispondendo ai giornalisti sul caso Welby.

'In Italia bisogna riuscire a dire i nomi giusti delle cose. Welby e' accanimento terapeutico, non eutanasia'. Cosi' il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, a margine del congresso regionale dei Verdi, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto di commentare l'appello lanciato da Piergiorgio Welby.
'Qui bisogna capire se e' giusto o meno che, sapendo che non lo possono guarire, debbano tenerlo in vita a forza per torturarlo e farlo soffrire. Questa secondo me non e' una cosa giusta. Qui non stiamo affatto parlando dell'eutanasia, che e' un'altra cosa, e sulla quale c'e' un dibattito molto ampio in tutta Europa'.
'Qui stiamo parlando di accanimento terapeutico - ha concluso l'esponente dei Verdi - e credo che nessuno di noi vorrebbe un proprio congiunto costretto dai medici, senza nessuna possibilita' di guarire, ad essere torturato e a soffrire magari per anni. Questo a mio avviso e' immorale'.

'Molto soddisfatti' si dicono gli organizzatori della manifestazione a favore di Piero Werlby per la libera scelta in materia di eutanasia. Promossa dall' associazione radicale 'Andrea Tamburi', la manifestazione ha visto il lancio di alcuni palloncini gialli con il messaggio di Pietro Welby al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L' iniziativa, cui ha aderito la Rosa nel Pugno, comprendeva anche la raccolta di firme a supporto dela petizione al Parlamento promossa dall' associazione radicale 'Luca Coscioni'.
'In poche ore -ha detto Antonio Bacchi (Rnp), che ha preso parte al presidio in via Alamanni, vicino alla stazione di Santa Maria Novela- abbiamo raccolto solo a Firenze e nonostante il maltempo circa duecento firme'. L' associazione 'Andrea Tamburi' ha organizzato anche un gazebo informativo su eutanasia e testamento biologico.

'Il co-presidente della Associazione Luca Coscioni e' sottoposto da tempo a una vera 'tortura infinita'. E' moralmente e politicamente inaccettabile continuare a negare a Welby diritti fondamentali, espressamente riconosciuti dalla nostra Costituzione, come quello della scelta del trattamento terapeutico e della terapia antidolore, in ossequio a mere ideologie. Buon senso e liberalismo ci impongono di dare a Welby una chiara risposta positiva'. Lo afferma Cesare Salvi, esponente della sinistra Ds, che inoltre ricorda 'a tutti i valori della dignita' della persona, figli delle grandi tradizioni liberale, socialista e cattolico-democratica, esplicitamente scritti nella nostra Carta fondamentale'.

Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, interviene nel dibattito sul caso Welby replicando al professor Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' del Senato. "Al sedicente cattolico Marino che, per cercare di convincerci che e' lecito staccare la spina a Welby, cita scorrettamente il catechismo della Chiesa cattolica (perche' nel caso di Welby non si tratta di accanimento terapeutico), -dice Pedrizzi- ricordiamo cosa e' scritto, nello stesso catechismo della Chiesa cattolica, a proposito dell'eutanasia: "Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l'eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa e' moralmente inaccettabile.
Cosi' un'azione oppure un'omissione che, da se' o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un'uccisione gravemente contraria alla dignita' della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L'errore di giudizio, nel quale si puo' essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere'.
"Ricordiamo a Marino, poi, -continua Pedrizzi- come Giovanni Paolo II, nell'"Evangelium Vitae", definisce l'eutanasia: "Un'azione o un'omissione che di natura sua e nelle intenzioni procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. L'eutanasia, dunque, si situa al livello delle intenzioni e dei metodi usati". Come si vede, -sottolinea l'esponente di AN- si tratta di definizioni che si attagliano perfettamente al caso di Welby, dove l'azione di staccare la spina, di natura sua e nelle intenzioni, procurerebbe la morte.
Ricordiamo infine a Marino cosa ha scritto Sant'Agostino, padre e dottore della Chiesa, con sorprendente attualita', nell'Epistula: "Non e' mai lecito uccidere un altro: anche se lui lo volesse, anzi se lo chiedesse perche', sospeso tra la vita e la morte, supplica di essere aiutato a liberare l'anima che lotta contro i legami del corpo e desidera distaccarsene; non e' lecito neppure quando il malato non fosse piu' in grado di vivere". Piu' chiaro di cosi'...", conclude Pedrizzi.

'Gli integralisti cattolici vogliono bloccare - afferma Roberto Villetti capogruppo della Rosa nel Pugno a Montecitorio - qualsiasi riconoscimento delle Unioni di fatto, sollevano un fuoco di sbarramento non solo sull' eutanasia ma anche sul testamento biologico, non vogliono neppure ascoltare le parole drammatiche di Welby e, se ne avessero il potere, censurerebbero anche un giornale laico com'e' il Manifesto'.
Secondo l'esponente socialista, 'siamo in presenza di una vera e propria offensiva culturale e filosofica con la guida autorevole del Papa che vuole imporre all'Italia una sorta di tutela da parte della Chiesa sulla vita civile e politica, sconosciuta alle altre grandi democrazie europee'.
'Quando si fa una crociata per esaltare la presenza dei simboli religiosi negli edifici pubblici - sostiene Villetti - si vuole riproporre sotto un'altra forma il cattolicesimo come religione di Stato, pienamente superato con la revisione del Concordato. Questo clima si riverbera su tutti i temi eticamente sensibili. Bisogna che tutti i liberali e i libertari, credenti e non credenti - conclude Villetti - si oppongano a questa ondata controriformista che vorrebbe fare dell'Italia una sorta di protettorato speciale del Vaticano'.

Il deputato dei Verdi, Paolo Cento, sottosegretario del Ministero dell'Economia,ritiene che 'l'appello di Welby deve essere rispettato ed e' auspicabile che l'autorita' giudiziaria chiamata a pronunciarsi sulla sua vicenda la prossima settimana ponga fine ad un'inaccettabile accanimento sanitario nei confronti della sua persona'.
'Non vi e' alcuna ragione di Stato che possa obbligare in nome di un'etica presunta ed astratta Welby a continuare a subire un accanimento terapeutico che lui per primo dichiara di non voler piu' accettare -aggiunge- E' compito invece del Parlamento affrontare senza pregiudizi e rigidita' ideologiche le questioni poste dal caso Welby individuando almeno nel testamento ideologico una base comune per una nuova legge'.

 'Piergiorgio Welby e' il co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica, ma e' innanzitutto un grande uomo, che sta lottando da leader politico con il suo corpo e la sua intelligenza per il riconoscimento di un diritto. E' un uomo che ama la vita piu' della sua stessa vita'. Maria Antonietta Farina, presidente dell'Associazione Luca Coscioni e ora, dal congresso del novembre scorso, anche Presidente dei Radicali Italiani interviene sul caso Welby in un'intervista rilasciata a Stefano Corradino sul sito www.articolo21.info.
La moglie di Luca Coscioni parla anche del ruolo dei media: 'gli spazi televisivi di discussione politica su temi 'eticamente sensibili' - afferma Maria Antonietta - sono sempre troppo ristretti e la televisione e' spesso mal condotta: non e' garantito quel pluralismo sociale ed anche politico sui temi delle liberta' individuali, dei diritti civili,della ricerca scientifica, della vita e del morire, solo per richiamarne alcuni'.
Maria Antonietta Coscioni invita a 'non dimenticare quanto e' accaduto durante l'ultima campagna referendaria sulla legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, che ha visto troppo spesso un'informazione e comunicazione politica televisiva di parte, con violazioni di leggi e norme della deontologia giornalistica, che ha costretto i radicali ad intraprendere, nei casi piu' gravi, iniziative politiche e giudiziarie'.
'Il caso Welby e il tema dell'eutanasia sono materie delicatissime - afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti - e ciascuno deve strutturare liberamente il suo giudizio': 'E' per questa ragione che, raccogliendo l'appello di Maria Antonietta Farina, l'informazione deve fornire ai cittadini tutti gli strumenti di comprensione per formarsi su questo argomento un'opinione libera.
Articolo21 - conclude Giulietti - invita tutti i propri lettori ad intervenire sul sito con commenti, domande, riflessioni'.

'Nonostante il parere sul caso Welby della Consulta di Bioetica, resta ferma la nostra contrarieta' alla eutanasia'. Lo afferma il vice presidente della commissione Sanita' del Senato Cesare Cursi.
'Nessuno, ritengo - ha affermato Cursi - si possa illudere di trovare nel parere espresso dalla Consulta sul caso Welby una errata giustificazione delle proprie posizioni. Tale parere infatti, resta di carattere tecnico-scientifico, che non incide in alcun modo sulle posizioni etiche relative alla vicenda Welby'.
'Siamo e restiamo contrari a qualsiasi surrettizia ipotesi che possa furbescamente giustificare l'eutanasia, verso la quale siamo nettamente contrari e mi auguro - ha concluso Cursi - che le posizioni espresse in questi giorni anche da alcuni esponenti della maggioranza siano determinate nel confermare la loro contrarieta' all'eutanasia'.

"Io sono contrario all'eutanasia. La vita ce l'ha data il Padreterno e lasciamo a lui la scelta su quando si deve vivere e quando si deve morire. Lasciamo quindi a lui almeno un piccolo spazio". Lo ha detto il leader del Carroccio Umberto Bossi rispondendo ai cronisti a margine della cena dei giovani padani a Parma sul caso di Piergiorgio Welby, vicepresidente dell'associazione Luca Coscioni, che ha chiesto ancora una volta il distacco delle macchine che lo tengono in vita.
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