Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Lettore a La Repubblica: sto diventando razzista, aiutatemi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Gentile Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballaro' e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell'importanza dell'istruzione, delle buone letture e dello studio, l'etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita. Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell'apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli. Ma questo e' un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto. A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo".

Comincia cosi' lo sfogo che un lettore, Claudio Poverini e' la sua firma, ha affidato oggi ad una lettera aperta a "La Repubblica" in cui scrive ancora: "Non c'e' stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunita', di moralita' calpestata, di identita' violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana. Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: 'Se sei malata devi scendere, vecchia!!'. Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: 'Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua', proprio cosi' tua, alla romana".
Altri episodi su questo tenore sono riportati nella lettera sfogo, in cui Caludio Poverini scrive ancora: "Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie citta' italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorita'? Perche' devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimita', quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?".

"Perche' -scrive ancora Claudio Poverini- se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann? Perche' lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli 'se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all'esecuzione'?".
"Perche' -aggiunge in un latro passaggio- quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo 'tutti i fascisti fuori dal raccordo' ed ora, a piu' di quindici anni di distanza, prevale l'idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo cosi', sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell'integrazione e dell'accoglienza solidale?".

"Sta crescendo ogni giorno di piu' l'intolleranza, sta montando l'odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci" dice ancora il lettore che, in un altro passaggio della sua lettera scrive: "non voglio lasciare piu' il monopolio della legalita' alla destra e quindi non capisco, perche' dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell'Europa Occidentale questo avviene".

"So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e piu' reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporro' con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalita', voglio la cultura della legalita' in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi" conclude Claudio Poverini.
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