Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Lezione sulle staminali di Angelo Vescovi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In occasione della giornata inaugurale della rassegna 'Vedere la Scienza', Spazio Oberdan della Provincia di Milano, lo scorso 7 aprile, si e' tenuta una magistrale lezione di Angelo Vescovi sulle cellule staminali, condirettore del Centro di Ricerca sulle Cellule staminali del San Raffaele. Per Vescovi "il ricercatore si muove in una societa' e deve lavorare rispettando le regole etiche che la societa' si e' data". Per lui non c'e' dubbio che prelevare cellule staminali da un embrione non e' possibile se non distruggendo l'embrione stesso, che se al contrario non fosse toccato si svilupperebbe fino a diventare un individuo adulto. "Se qualcuno mi avesse frullato quando ero allo stato di embrione per prendere le cellule staminali -ha detto- io oggi non sarei qui a spiegarvi queste cose". Resta il fatto che e' importantissimo poter lavorare sulle staminali, che "sono come i componenti dei mattoni che formano un muro", dove i mattoni sono i tessuti e il muro e' l'organismo. Le cellule mature del sangue, cosi' come quelle degli altri tessuti, muoiono di continuo e altrettanto di continuo vengono rimpiazzate da altre cellule mature formatesi attraverso un processo di differenziazione delle cellule staminali. "Queste costituiscono -ha spiegato il ricercatore- una riserva che dura tutta la vita. Se il processo fosse perfetto saremmo immortali". Si muore quando non c'e' piu' ricambio, perche' anche questa riserva di staminali viene intaccata.
Il dibattito e' cominciato quando si e' pensato di prelevare le staminali per far compiere il processo di formazione dei tessuti al di fuori dell'organismo. Ma invece che dagli embrioni esse, gia' differenziate, possono essere prelevate dai feti abortiti per causa naturali. "Questo e' eticamente concesso -ha detto Vescovi- perche' corrisponde esattamente al prelievo da cadavere in vista di un trapianto d'organo". Ma se per la ricostruzione alcuni tessuti, come il sangue o il tessuto cerebrale, questo e' possibile, per altri tessuti, come il pancreas, oggi e' ancora molto difficile. "Per questo -secondo il ricercatore- molti spingono sul prelievo dall'embrione. E per creare urgenze nell'opinione pubblica citano, a sproposito, malattie che colpiscono molto l'immaginario, come le malattie neurologiche (Alzheimer, Parkinson), quando al contrario se c'e' un tessuto che non ha bisogno di utilizzare le staminali dell'embrione e' proprio quello cerebrale. Ci sono addirittura banche di questo tipo di cellule e con i 40 aborti spontanei l'anno della provincia di Milano si potrebbe trapiantare tutto il pianeta!". Allora? La soluzione -alla quale Vescovi stesso sta lavorando- e' quella di sfruttare le cellule staminali che sono gia' nell'organismo, quelle che ogni giorno si differenziano per sostituire le cellule che muoiono. Non cercare di estrarre staminali, quindi, per farle crescere e farle differenziare, pensando di poter reimpiantare il tessuto cosi' formato, ma "stimolare la differenziazione direttamente nell'organismo", riparando cosi' i guasti provocati dalle malattie.
Poi, al termine, e' stato proiettato il film sulla scoperta del Dna nel 1953, ottenuta col fondamentale contributo della caparbia Rosalind Franklin, morta di tumore nel 1958 e che nel 1962 frutto' il Nobel a Maurice Wilkins, James Watson e Francis Crik. Un modo efficace per stimolare la cultura scientifica, utilizzato da 'Vedere la scienza' con la sua annuale rassegna di film e documenti scientifici preceduti dall'introduzione di scienziati. Una rassegna promossa dalla Provincia di Milano che quest'anno tocchera' anche le citta' di Genova, Ferrara, Bologna e Firenze.
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