Italia. LiberaUscita: un ringraziamento a Silvio Viale
L'associazione per la depenalizzazione dell'eutanasia LiberaUscita ha rilasciato il seguente comunicato a proposito della trasmissione "L'antipatico", andata in onda lo scorso 12 aprile su canale 4.
Ieri sera alle ore 23:30 su canale 4 è andata in onda una puntata de "L'antipatico" dedicata all'eutanasia. Conduttore Maurizio Belpietro, partecipanti Carlo Giovanardi e Silvio Viale.All'inizio della trasmissione è stato trasmessa l'intervista di un medico sul tema "Suicidio assistito o eutanasia?" L'intervistato riferiva il caso di una signora che ha fatto ricorso al suicidio assistito soltanto perchè "si era rotto un braccio" e concludeva assimilando questo caso alle pratiche eugenetiche di memoria nazista.Viale ha ricordato che l'interruzione della vita può avvenire per sospensione delle cure (accanimento terapeutico), incremento dei farmaci (cure palliative) e intervento del medico su decisione del malato terminale (eutanasia attiva), affermando che rientra nel dovere professionale del medico di prolungare la vita del malato e, se necessario, assisterlo nella sua decisione di porre termine alle proprie sofferenze. Giovanardi ha ribadito la sua contrarietà all'eutanasia attiva, che porta inevitabilmente a sopprimere persone non consenzienti oppure consenzienti che però hanno cambiato idea. Viale ha fatto presente che l'eutanasia attiva viene praticata non solo in Olanda ma anche in Italia: da alcune ricerche i casi italiani possono essere stimati in un migliaio l'anno. La pratica eugenetica nazista era cosa totalmente diversa, in quanto veniva praticata scientemente per eliminare individui non graditi, contro la loro volontà. La differenza fra cure palliative e eutanasia attiva è molto labile. Giovanardi ha paventato che l'eutanasia porti alla eliminazione di persone coscienti (come nel caso della signora che si era rotto il braccio) ed ha ricordato il caso di Terri Schiavo, morta dopo 15 giorni di digiuno in "modo crudele", per decisione del marito (che si era risposato) e malgrado la disponibilità dichiarata dai genitori di curarla a casa. E' stato quindi trasmesso un breve estratto del noto filmato di un suicidio assistito effettuato in una clinica svizzera di Dignitas. Il filmato, del costo di 25 euro, mostra il dr. Sobel che prepara un pozione e ammonisce una paziente sulle conseguenze mortali e irreversibili che ne derivano se sarà assunta. Nonostante ciò, la paziente beve di sua iniziativa la pozione. Viale ha precisato che l'autopsia condotta su Terri Schiavo ha dimostrato che non poteva assolutamente sentire nessun dolore o stimolo in quanto il suo cervello era completamente distrutto. Giovanardi ha ribadito che esiste il rischio dell'eutanasia di stampo nazista.Viale, infine, dopo aver ricordato che oltre 100.000 persone si sono iscritte alla Exit svizzera, ha dichiarato che ritiene suo dovere di medico assistere i pazienti anche quando chiedono di essere lasciati morire in pace. LiberaUscita ringrazia Silvio Viale per aver affrontato decisamente e chiaramente il confronto con due interlocutori pregiudizialmente contrari all'eutanasia, anche il conduttore Belpietro era infatti chiaramente d'accordo con Giovanardi. Da parte nostra, ci limitiamo a ricordare che lo stesso Papa Giovanni Paolo II, giunto stremato al termine della vita, ha invocato "lasciatemi andare dal Padre mio".
Ieri sera alle ore 23:30 su canale 4 è andata in onda una puntata de "L'antipatico" dedicata all'eutanasia. Conduttore Maurizio Belpietro, partecipanti Carlo Giovanardi e Silvio Viale.All'inizio della trasmissione è stato trasmessa l'intervista di un medico sul tema "Suicidio assistito o eutanasia?" L'intervistato riferiva il caso di una signora che ha fatto ricorso al suicidio assistito soltanto perchè "si era rotto un braccio" e concludeva assimilando questo caso alle pratiche eugenetiche di memoria nazista.Viale ha ricordato che l'interruzione della vita può avvenire per sospensione delle cure (accanimento terapeutico), incremento dei farmaci (cure palliative) e intervento del medico su decisione del malato terminale (eutanasia attiva), affermando che rientra nel dovere professionale del medico di prolungare la vita del malato e, se necessario, assisterlo nella sua decisione di porre termine alle proprie sofferenze. Giovanardi ha ribadito la sua contrarietà all'eutanasia attiva, che porta inevitabilmente a sopprimere persone non consenzienti oppure consenzienti che però hanno cambiato idea. Viale ha fatto presente che l'eutanasia attiva viene praticata non solo in Olanda ma anche in Italia: da alcune ricerche i casi italiani possono essere stimati in un migliaio l'anno. La pratica eugenetica nazista era cosa totalmente diversa, in quanto veniva praticata scientemente per eliminare individui non graditi, contro la loro volontà. La differenza fra cure palliative e eutanasia attiva è molto labile. Giovanardi ha paventato che l'eutanasia porti alla eliminazione di persone coscienti (come nel caso della signora che si era rotto il braccio) ed ha ricordato il caso di Terri Schiavo, morta dopo 15 giorni di digiuno in "modo crudele", per decisione del marito (che si era risposato) e malgrado la disponibilità dichiarata dai genitori di curarla a casa. E' stato quindi trasmesso un breve estratto del noto filmato di un suicidio assistito effettuato in una clinica svizzera di Dignitas. Il filmato, del costo di 25 euro, mostra il dr. Sobel che prepara un pozione e ammonisce una paziente sulle conseguenze mortali e irreversibili che ne derivano se sarà assunta. Nonostante ciò, la paziente beve di sua iniziativa la pozione. Viale ha precisato che l'autopsia condotta su Terri Schiavo ha dimostrato che non poteva assolutamente sentire nessun dolore o stimolo in quanto il suo cervello era completamente distrutto. Giovanardi ha ribadito che esiste il rischio dell'eutanasia di stampo nazista.Viale, infine, dopo aver ricordato che oltre 100.000 persone si sono iscritte alla Exit svizzera, ha dichiarato che ritiene suo dovere di medico assistere i pazienti anche quando chiedono di essere lasciati morire in pace. LiberaUscita ringrazia Silvio Viale per aver affrontato decisamente e chiaramente il confronto con due interlocutori pregiudizialmente contrari all'eutanasia, anche il conduttore Belpietro era infatti chiaramente d'accordo con Giovanardi. Da parte nostra, ci limitiamo a ricordare che lo stesso Papa Giovanni Paolo II, giunto stremato al termine della vita, ha invocato "lasciatemi andare dal Padre mio".
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