Italia. Libro bianco: Cpt sono "terra di nessuno" del diritto
I centri di permanenza temporanea e assistenza somigliano ad una vera e propria "terra di nessuno" del diritto, dove sono stati sistematicamente violati i diritti sanciti dalla nostra Costituzione (uguaglianza, liberta' personale, difesa, asilo, salute) e norme internazionali, a cominciare dal divieto di procedere ad espulsioni collettive. E' un atto d'accusa durissimo quello che il Libro bianco realizzato da un gruppo misto di parlamentari ed esponenti della societa' civile affida a poco meno di trecento pagine dense di dati, analisi e testimonianze raccolte in oltre trenta visite in quindici strutture sparse in tutta Italia.
Nel documento - presentato stamani nella sede dell'Associazione stampa estera da Tana de Zulueta, vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Maria Chiara Acciarini, sottosegretario alla Famiglia, Grazia Naletto, dell'associazione Lunaria e Nicoletta Dentico, coordinatrice del gruppo di lavoro - si mettono in evidenza "inequivocabili elementi di criticita'", come la totale assenza di un effettivo controllo giurisdizionale sull'istituto della detenzione amministrativa; un "grossolano arbitrio" nell'applicazione delle norme in materia di trattenimento ed espulsione; la negazione sistematica del diritto di asilo nel nostro Paese; "l'inaccettabile chiusura al mondo esterno" dei Cpt; l'utilizzo di questi ultimi come "un indebito prolungamento di detenzione" ai fini del riconoscimento di stranieri che sono stati in carcere anche per diversi anni e che hanno gia' saldato il loro debito con la giustizia in Italia".
Il dossier lamenta anche la violazione dei "piu' basilari principi di trasparenza della pubblica amministrazione, sanciti per legge, nella gestione de Centri", il lievitare dei costi dell'"industria della detenzione", l'utilizzo "geopolitico" della detenzione amministrativa per gestire l'immigrazione.
"Mi piace pensare - ha ammesso Tana De Zulueta - che la realta' documentata nel nostro rapporto sia il frutto di una situazione emergenziale, destinata ad essere superata: del resto ci sono tutte le premesse perche' la politica dell'immigrazione viva presto un profondo cambiamento". La vicepresidente della commissione Esteri ha ricordato il caso-limite di Lampedusa (che ha avuto il solo "merito" di attirare l'attenzione della Corte di giustizia europea, "tuttora in attesa di risposte sull'accaduto"), ha denunciato la pratica illegale delle espulsioni collettive ("l'Italia ne ha effettuate piu' di mille") e ha chiesto una legge organica per l'asilo: in media - ha ricordato - l'80% dei richiedenti sono trattenuti nei Centri, "in aperta violazione del diritto internazionale".
"Lavoreremo perche' la svolta ci sia, e sia drastica", ha sottolineato Maria Grazia Acciarini, "convinta come sono che la chiusura dei Cpt non possa non inserirsi in una nuova politica dell'immigrazione". A Lampedusa, ha aggiunto, "ci sono state ripetute violazioni dei diritti umani fondamentali, e non basta fare in modo che cio' non accada mai piu': e' giusto che chi ne e' stato responsabile, sia sanzionato in modo adeguato". Anche il sottosegretario considera quello delle espulsioni un capitolo dolorosissimo: "non e' retorica, credetemi, penso davvero di aver visto da vicino tante persone per le quali l'espulsione sarebbe stata l'anticamera della condanna a morte. E che un pezzo di questa condanna sia stato scritto nel nostro Paese".
Grazia Naletto ha fatto il punto sui costi di gestione dei Cpta, parlando senza mezzi termini di un vero "spreco di risorse": fra il '99 e il 2005, lo Stato per finanziare il sistema "ha stanziato qualcosa come 529,1 milioni di euro", ma a fronte di costi economici cosi' elevati e di un impatto sociale tanto forte, gli stranieri effettivamente espulsi sono stati meno della meta' di quelli trattenuti. "Un motivo in piu' - ha concluso - per dire che i Centri di permanenza temporanea possono e devono essere chiusi".
Nel documento - presentato stamani nella sede dell'Associazione stampa estera da Tana de Zulueta, vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Maria Chiara Acciarini, sottosegretario alla Famiglia, Grazia Naletto, dell'associazione Lunaria e Nicoletta Dentico, coordinatrice del gruppo di lavoro - si mettono in evidenza "inequivocabili elementi di criticita'", come la totale assenza di un effettivo controllo giurisdizionale sull'istituto della detenzione amministrativa; un "grossolano arbitrio" nell'applicazione delle norme in materia di trattenimento ed espulsione; la negazione sistematica del diritto di asilo nel nostro Paese; "l'inaccettabile chiusura al mondo esterno" dei Cpt; l'utilizzo di questi ultimi come "un indebito prolungamento di detenzione" ai fini del riconoscimento di stranieri che sono stati in carcere anche per diversi anni e che hanno gia' saldato il loro debito con la giustizia in Italia".
Il dossier lamenta anche la violazione dei "piu' basilari principi di trasparenza della pubblica amministrazione, sanciti per legge, nella gestione de Centri", il lievitare dei costi dell'"industria della detenzione", l'utilizzo "geopolitico" della detenzione amministrativa per gestire l'immigrazione.
"Mi piace pensare - ha ammesso Tana De Zulueta - che la realta' documentata nel nostro rapporto sia il frutto di una situazione emergenziale, destinata ad essere superata: del resto ci sono tutte le premesse perche' la politica dell'immigrazione viva presto un profondo cambiamento". La vicepresidente della commissione Esteri ha ricordato il caso-limite di Lampedusa (che ha avuto il solo "merito" di attirare l'attenzione della Corte di giustizia europea, "tuttora in attesa di risposte sull'accaduto"), ha denunciato la pratica illegale delle espulsioni collettive ("l'Italia ne ha effettuate piu' di mille") e ha chiesto una legge organica per l'asilo: in media - ha ricordato - l'80% dei richiedenti sono trattenuti nei Centri, "in aperta violazione del diritto internazionale".
"Lavoreremo perche' la svolta ci sia, e sia drastica", ha sottolineato Maria Grazia Acciarini, "convinta come sono che la chiusura dei Cpt non possa non inserirsi in una nuova politica dell'immigrazione". A Lampedusa, ha aggiunto, "ci sono state ripetute violazioni dei diritti umani fondamentali, e non basta fare in modo che cio' non accada mai piu': e' giusto che chi ne e' stato responsabile, sia sanzionato in modo adeguato". Anche il sottosegretario considera quello delle espulsioni un capitolo dolorosissimo: "non e' retorica, credetemi, penso davvero di aver visto da vicino tante persone per le quali l'espulsione sarebbe stata l'anticamera della condanna a morte. E che un pezzo di questa condanna sia stato scritto nel nostro Paese".
Grazia Naletto ha fatto il punto sui costi di gestione dei Cpta, parlando senza mezzi termini di un vero "spreco di risorse": fra il '99 e il 2005, lo Stato per finanziare il sistema "ha stanziato qualcosa come 529,1 milioni di euro", ma a fronte di costi economici cosi' elevati e di un impatto sociale tanto forte, gli stranieri effettivamente espulsi sono stati meno della meta' di quelli trattenuti. "Un motivo in piu' - ha concluso - per dire che i Centri di permanenza temporanea possono e devono essere chiusi".
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