Italia. Lilt presenta Manifesto dei diritti dei malati di tumore
"Non si combatte contro una malattia astratta, ma per le donne e gli uomini, di tutte le eta', colpiti dal cancro. Sappiamo che oggi l'arma vincente contro il cancro e' la prevenzione e, per chi si ammala, la certezza di guarigione aumenta. La societa' allora deve trarne le conseguenze: piu' persone guariscono e piu' ci si deve preoccupare delle loro condizioni, prima, durante e dopo la malattia". E' questa la richiesta che giunge dagli Stati generali dei malati di tumori, organizzata dalla Lega italiana contro i tumori (Lilt) ad Agrigento. Il confronto vede come protagonisti gli ammalati, i loro familiari, gli operatori socio-sanitari e istituzionali si e' concentra sui problemi concreti che tutti i giorni vivono coloro che si ammalano e le famiglie che condividono questo vissuto. Un dialogo a piu' voci che si e' concretizzato in un vero e proprio Manifesto in cinque punti per i Diritti dei malati di tumore, che dovrebbe essere fatto proprio dal governo, dalle amministrazioni e dalle istituzioni tutte. Il primo punto del documento consiste in una maggior umanizzazione verso il cittadino-paziente perche' il cancro non deve essere considerato come un processo patologico isolato. Non ci si puo' limitare alle sole cure ma la presa in carico deve essere totale, affrontando la sofferenza globale, le paure, le tensioni che coinvolgono il paziente, la famiglia e la stessa societa'. Risultano necessarie quindi: la massima attenzione alla comunicazione della diagnosi al malato e della proposta di terapia, evitando annunci bruschi che non tengano conto della persona; la corretta informazione ai malati e ai familiari, con la creazione di spazi di incontro e di informazione all'interno delle strutture di cura, anche con il supporto di volontari formati; l'organizzazione di gruppi di ascolto e di sostegno per i familiari dei pazienti e possibilita' per gli stessi di poter stare accanto ai malati in ospedale, con eventuali riconoscimenti economici per le giornate lavorative perse.
Il secondo punto del Manifesto per i diritti dei malati di tumore e' costituito dal rispetto della dignita' umana durante la malattia, ma anche nella fase terminale, garantendo cure palliative, assistenza domiciliare e rete di hospice. Anche una minor burocrazia - terzo punto - e' un elemento imprescindibile per i malati di cancro perche' non si puo' pensare alla sanita' come a un'azienda ne' alla saluto come a un prodotto (soggetto alle leggi economiche di mercato), ne' al malato come a un cliente. In particolare, si chiede la riduzione dei tempi per il riconoscimento di "malattia cronica" e quindi la presa in carico globale da parte del Servizio sanitario nazionale; garanzie per i pazienti colpiti dal cancro sia al livello occupazione che di reinserimento sociale. Il quarto punto del Manifesto prevede uguali diritti ai malati e alle famiglie sul tutto il territorio, colmando il divario oggi esistente tra nord, centro e sud del Paese, garantendo gli stessi servizi e standard di cure, evitando cosi' che allo stress della malattia si aggiunga quello di "viaggi della speranza".
Infine, da ultimo, il censimento e la revisione dell'associazionismo, perche' oggi di fronte al continuo pullulare di associazioni che si occupano di oncologia, invece di avere piu' sostegno, i malati scontano una maggior dispersione sia economica sia umana, che impedisce un reale aiuto e vicinanza al malato e alla sua famiglia, secondo un lineare processo che possa garantire una sempre piu' lunga e migliore qualita' di vita.
Il secondo punto del Manifesto per i diritti dei malati di tumore e' costituito dal rispetto della dignita' umana durante la malattia, ma anche nella fase terminale, garantendo cure palliative, assistenza domiciliare e rete di hospice. Anche una minor burocrazia - terzo punto - e' un elemento imprescindibile per i malati di cancro perche' non si puo' pensare alla sanita' come a un'azienda ne' alla saluto come a un prodotto (soggetto alle leggi economiche di mercato), ne' al malato come a un cliente. In particolare, si chiede la riduzione dei tempi per il riconoscimento di "malattia cronica" e quindi la presa in carico globale da parte del Servizio sanitario nazionale; garanzie per i pazienti colpiti dal cancro sia al livello occupazione che di reinserimento sociale. Il quarto punto del Manifesto prevede uguali diritti ai malati e alle famiglie sul tutto il territorio, colmando il divario oggi esistente tra nord, centro e sud del Paese, garantendo gli stessi servizi e standard di cure, evitando cosi' che allo stress della malattia si aggiunga quello di "viaggi della speranza".
Infine, da ultimo, il censimento e la revisione dell'associazionismo, perche' oggi di fronte al continuo pullulare di associazioni che si occupano di oncologia, invece di avere piu' sostegno, i malati scontano una maggior dispersione sia economica sia umana, che impedisce un reale aiuto e vicinanza al malato e alla sua famiglia, secondo un lineare processo che possa garantire una sempre piu' lunga e migliore qualita' di vita.
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