Italia. Livello 57. Verdi, Prc e Mdma accusano clima persecutorio contro l'antiproibizionismo
Bologna banco di prova del reato di antiproibizionismo, "nuova aggravante di un nuovo crimine d'opinione: esprimere le proprie convinzioni ideologiche e politiche". Alla vigilia della decisione del tribunale del Riesame (la pronuncia e' attesa per il fine settimana) sulle sorti del Livello 57, il centro sociale posto sotto sequestro a meta' luglio, Movimento di Massa Antiproibizionista, Rifondazione Comunista e Verdi si danno appuntamento sabato per denunciare "l'allarmante situazione complessiva di Bologna", si legge in una nota di Mdma, "con le pratiche securitarie elette a unica risposta ai bisogni delle culture giovanili".Ad attaccare il "clima politico bolognese" ci penseranno al bar "La Linea" delegati di Mdma, i deputati Prc Francesco Caruso e Daniele Farina, i consiglieri dei Verdi Gianluca Borghi (Regione) e Roberto Panzacchi (Comune), l'indipendente Prc Valerio Monteventi, esponenti del Forum Droghe, oltre ai legali del Livello 57. Soprattutto, pero', in primo piano finira' il caso dei "livellini", che, l'ultima ordinanza giudiziaria "incrimina -prosegue la nota- facendone discendere la pericolosita' sociale dalle idee politiche". Nei confronti del centro sociale, insomma, si e' arrivati a "ledere la liberta' personale di frequentare un luogo aperto al pubblico, che negli anni e' stato centro di aggregazione sociale, ma anche di promozione di una cultura per la prevenzione e la riduzione dei rischi tra consumatori di sostanze". La speranza e' dunque che a Bologna si torni a parlare "di una legge repressiva e ideologica come la Fini-Giovanardi" e che "si riprenda a parlare il linguaggio del sociale che e' stato prepotentemente messo a tacere da quello del penale".
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