Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Lombardia. La crisi investe anche il mercato della cocaina

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Neanche il mondo della droga e' al riparo dalla crisi economica. In tempi di recessione i consumatori riducono il budget da destinare ai beni di consumo, compreso quelli che acquistano sui mercati illegali. Si spiega in parte anche cosi' la battuta d'arresto che ha frenato la crescita dell'uso di cocaina.  A segnalare l'inversione di tendenza e' Prevolab, l'osservatorio nato da un accordo di programma fra la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lombardia per tenere sotto controllo l'evoluzione dei fenomeni d'abuso. Questo organismo, gestito dal dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl Citta' di Milano, rende pubblici periodici bollettini previsionali, l'ultimo dei quali e' stato presentato oggi a Milano, durante un convegno. Proprio secondo le previsioni del triennio 2008-2011, ci sarebbero segnali di frenata nel grande boom della cocaina.  I trend di crescita risultano stabili a prima vista, ma le ultime due rilevazioni hanno lanciato segnali di cambiamento. Si intravede un rallentamento del tasso di crescita. Fisiologico solo in parte. "L'uso di cocaina viene previsto in aumento - spiega Riccardo Gatti, direttore del dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl di Milano - ma, se confrontato con la previsione precedente, la curva inizia a flettersi e si osserva un tasso di crescita 'decrescente'". Risultato: nel 2011 il numero dei consumatori di cocaina potrebbe aumentare 'solo' del 5% circa rispetto al numero dei consumatori del 2008.    
Sulla base dei dati a disposizione, Prevolab stima che i consumatori nel 2011 saranno 700 mila (tra il 2,2% e il 2,8% della popolazione italiana fra i 15 e i 54 anni). "Questa battuta d'arresto potrebbe segnare la fine della 'new economy' della droga", ragiona Gatti. Starebbe per tramontare un periodo in cui la cocaina era la star delle sostanze, "perche' si abbinava ad altre droghe e perche' era adatta contemporaneamente a divertirsi, a lavorare, a fare sesso. La cocaina era immagine".
Fra i motivi del suo declino, osserva Gatti, "non si puo' non considerare anche la crisi che colpisce tutti i settori". La mannaia della recessione si abbatte non sui tossicodipendenti, ma su chi vive la droga come bene di consumo. "E' inevitabile che la diminuzione della capacita' di spesa portera' queste persone a contrarre anche i consumi di cocaina", ribadisce l'esperto.
"Poi pesera' anche la presa di coscienza dei danni da cocaina, segno che l'azione preventiva messa in campo ha sortito qualche effetto". Certo l'effetto crisi colpira' soprattutto la cocaina. In tempi di magra, conclude Gatti, "sono le sostanze piu' costose (una dose di coca costa minimo 50 euro) a farne le spese".
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