Italia. Lombardia. Immigrazione nello Statuto?
C'e' chi chiede quote rosa nella legge elettorale, come il consigliere Sveva Dalmasso (Per la Lombardia) e chi vorrebbe si pensasse anche al voto degli immigrati come il consigliere regionale Ds Franco Mirabelli: la discussione di oggi sul nuovo statuto della Lombardia ha mostrato una varieta' di vedute tutte diverse fra di loro. Unite pero' dalla convinzione che il nuovo statuto ora sia da preparare.
'Non possiamo piu' perdere tempo - ha detto il consigliere di Forza Italia Paolo Valentini - dobbiamo dare un segnale forte'. E si deve anche cercare 'il consenso possibile tra la maggioranza e l'opposizione e anche con la societa' lombarda'.
In fondo, quando sulle 'regole del gioco' (e scrivere il nuovo statuto e la nuova legge elettorale significa decidere queste regole) bisogna essere tutti d'accordo, come ha detto per An l'assessore all'Industria Massimo Corsaro . 'L'obiettivo - ha spiegato - deve essere quello di approvare un documento vero'. Per questo Corsaro ha invitato tutti 'con senso di responsabilita' a fare un passo indietro rispetto a quello che ha in mente per costruire uno statuto snello'.
'Breve' e' l'aggettivo che ha scelto il consigliere della Lega Nord Lorenzo De Martini che vorrebbe nel testo 'il rispetto delle pari opportunita', il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona e delle radici cristiane'. Un punto quest'ultimo, condiviso anche da Dalmasso e dal capogruppo dell'Udc Gianmarco Quadrini.
'Nessun preconcetto invece - ha aggiunto Quadrini - nella definizione dell'assetto della commissione Statuto e nessuna preclusione in linea di principio sulla presidenza' che quindi potrebbe andare anche all'opposizione.
Di questo si parla da tempo. Subito dopo le elezioni di aprile il centrosinistra aveva chiesto questo ruolo, ma i veti incrociati avevano bloccato tutto. Adesso la situazione sembra cambiata e gia' ieri il presidente della Regione Formigoni aveva spiegato che non ci sono 'pregiudizi'. Il nome che si fa piu' di frequente e' quello del consigliere della Margherita Giuseppe Adamoli, che oggi alla fine del suo intervento in aula ha incassato l'applauso di consiglieri di tutti i gruppi.
Adamoli ha parlato di uno 'statuto innovatore forte e suggestivo, che serva a dar vita a una nuova filosofia di valorizzazione delle autonomie locali e sociali'. Ma per scriverlo (e sciogliere nodi importanti come l'elezione diretta e la valorizzazione del ruolo del Consiglio) 'occorre - ha aggiunto - una commissione bipartisan con un presidente che sappia dialogare col presidente del Consiglio e col capo della maggioranza politica'.
'Non possiamo piu' perdere tempo - ha detto il consigliere di Forza Italia Paolo Valentini - dobbiamo dare un segnale forte'. E si deve anche cercare 'il consenso possibile tra la maggioranza e l'opposizione e anche con la societa' lombarda'.
In fondo, quando sulle 'regole del gioco' (e scrivere il nuovo statuto e la nuova legge elettorale significa decidere queste regole) bisogna essere tutti d'accordo, come ha detto per An l'assessore all'Industria Massimo Corsaro . 'L'obiettivo - ha spiegato - deve essere quello di approvare un documento vero'. Per questo Corsaro ha invitato tutti 'con senso di responsabilita' a fare un passo indietro rispetto a quello che ha in mente per costruire uno statuto snello'.
'Breve' e' l'aggettivo che ha scelto il consigliere della Lega Nord Lorenzo De Martini che vorrebbe nel testo 'il rispetto delle pari opportunita', il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona e delle radici cristiane'. Un punto quest'ultimo, condiviso anche da Dalmasso e dal capogruppo dell'Udc Gianmarco Quadrini.
'Nessun preconcetto invece - ha aggiunto Quadrini - nella definizione dell'assetto della commissione Statuto e nessuna preclusione in linea di principio sulla presidenza' che quindi potrebbe andare anche all'opposizione.
Di questo si parla da tempo. Subito dopo le elezioni di aprile il centrosinistra aveva chiesto questo ruolo, ma i veti incrociati avevano bloccato tutto. Adesso la situazione sembra cambiata e gia' ieri il presidente della Regione Formigoni aveva spiegato che non ci sono 'pregiudizi'. Il nome che si fa piu' di frequente e' quello del consigliere della Margherita Giuseppe Adamoli, che oggi alla fine del suo intervento in aula ha incassato l'applauso di consiglieri di tutti i gruppi.
Adamoli ha parlato di uno 'statuto innovatore forte e suggestivo, che serva a dar vita a una nuova filosofia di valorizzazione delle autonomie locali e sociali'. Ma per scriverlo (e sciogliere nodi importanti come l'elezione diretta e la valorizzazione del ruolo del Consiglio) 'occorre - ha aggiunto - una commissione bipartisan con un presidente che sappia dialogare col presidente del Consiglio e col capo della maggioranza politica'.
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