Italia. La lotta alle droghe dalla Comunita' Incontro con la voce di Pierferdinando Casini
Lotta senza quartiere alle droghe, comprese quelle dei ricchi, quella cocaina che in certi ambienti agiati circola con grande tolleranza: il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha colto l'occasione dell'incontro con i ragazzi della Comunita' Incontro di don Gelmini, nelle campagne di Amelia, per ribadire la sua posizione intransigente nei confronti di tutte le droghe, e per richiamare l'attenzione anche su quel tipo di consumo che piu' facilmente sfugge ai rigori della legge, e che rappresenta quasi uno status simbol. L'appello di Casini, neanche a dirlo, non e' piaciuto per nulla a chi invece si batte da anni per la depenalizzazione dell'uso delle cosiddette droghe leggere, e che vede nel ddl preparato dal vice premier Gianfranco Fini solo un modo per spingere tanti giovani verso l'illegalita', a tutto vantaggio della malavita che su certi traffici prospera. Pier Ferdinando Casini va spesso a trovare i ragazzi della Comunita' Incontro, e' una figura ormai familiare, e probabilmente e' l'affetto che ha fatto inciampare don Gelmini in un lapsus, salutando l'ospite come "presidente della Repubblica". In questo ambiente che ben conosce il problema della tossicodipendenza, Casini ha indicato due pericoli: da una parte - ha affermato - "e' da irresponsabili minimizzare gli effetti delle cosiddette droghe leggere", ma dall'altra "bisogna portare una battaglia senza quartiere anche nell'alta societa', in coloro che ritengono quasi normale fare uso di cocaina e stupefacenti". "La cocaina dei quartieri alti va combattuta come la droga di tanti ragazzi disperati che sono qui oggi". ha insistito il presidente della Camera, che trova assurda la distinzione tra siringhe, spinelli e strisce di polvere bianca. Con le droghe, tutte le droghe, "non si puo' mai venire a patti". Così come giudica "illusorio perseguire la strada delle minime quantita' e della legalizzazione". Non si puo' accettare il danno ad una persona umana perche' cosi' ci si libera della criminalita' organizzata. Il presidente della Camera accetta quindi una delle argomentazioni degli antiproibizionisti (la legalizzazione toglierebbe alla mafia un mercato ricchissimo), ma per sostenere che e' moralmente inaccettabile.Ed e' sulla questione degli spinelli che e' arrivata la prima replica al presidente della Camera. Il radicale Daniele Capezzone l'ha messa cosi': "Quello che vorrei sapere (e che vorrebbero sapere, credo, sia tanti ragazzi sia i loro genitori) e' se anche Casini sostiene (come sta scritto nel disegno di legge governativo) che debba subire una pena da 1 a 6 anni di carcere chiunque venga trovato con 6-7 spinelli...".
Non dissimile la confutazione del verde Paolo Cento: "Il presidente della Camera Casini farebbe bene ad escludere l'approvazione, nelle poche settimane che rimangono dallo scioglimento del Parlamento, del ddl Fini sulle droghe, perche' avrebbe l'effetto di portare alla criminalizzazione e al carcere migliaia di consumatori occasionali della cannabis e dei suo derivati".
Ma il volto della destra italiana, accusa il comunista Marco Rizzo, e' "quello illiberale e reazionario di sempre". "Loro, con demagogia - attacca Rizzo - mettono tutto assieme, droghe pesanti e droghe leggere, finanziamenti a comunita' terapeutiche private e affini, senza pensare al danno minore e all'interesse reale dei diretti interessati e ai loro problemi, o alla loro indigenza".
La posizione di Pier Ferdinando Casini sulle droghe leggere conferma che l'attuale presidente della Camera "non merita di essere confermato" nel suo attuale incarico. E' questo il commento di Marco Pannella alle parole di Casini, secondo il quale e' "irresponsabile" chi minimizza il problema delle droghe leggere. "Quella del Presidente della Camera e' una posizione singolare", ha detto Pannella nel corso di una conferenza stampa. Casini, ha aggiunto, "non merita di essere confermato, ne' di essere assecondato nelle sue ambizioni future".
"Altro che proibizionismo, che non ha fatto altro che rafforzare la malavita organizzata: contro il dramma della droga servono risposte in termini sociali, di prevenzione tra i piu' giovani e di rafforzamento delle investigazioni contro le bande criminali". Lo afferma il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. "Il proibizionismo e il carcere non sono un modo serio di affrontare questo tema. La destra, con la sua becera propaganda - aggiunge Pecoraro - tenta solo di nascondere cinque anni di completo fallimento sulla lotta alla droga e sulle politiche sociali". "Servono innanzitutto piu' fondi e iniziative innovative, non un'anacronistica criminalizzazione delle droghe leggere. Occorre inoltre contrastare fortemente la diffusione della cocaina nonche' delle nuove droghe sintetiche ad altissimo rischio".
E' un messaggio di speranza quello che il ministro Carlo Giovanardi ha portato oggi alla Comunita' Incontro. Ai ragazzi ha anche parlato della possibilita' che le indicazioni giunte dalla Conferenza di Palermo dagli operatori pubblici e privati sullo stralcio della legge Fini possano diventare leggi in questa legislatura. Giovanardi, ministro con la delega alle politiche antidroga, ha sottolineato che nel decreto legge gia' approvato in Consiglio dei ministri e' stata tolta dalla ex Cirielli la recidiva che riguarda i tossicodipendenti. A questo riguardo ha parlato delle polemiche fatte da chi ha sostenuto che le carceri sarebbero andate in crisi essendo i tossicodipendenti tra coloro che commettono piu' reati. "Abbiamo tolto la recidiva - ha detto Giovanardi - e questo e' un punto fermo". "Spero anche che gli altri tre punti dello stralcio approfonditi a Palermo e rielaborati insieme agli operatori del settore, possano diventare legge prima della fine della legislatura". Il ministro ha quindi sottolineato che il governo "sta operando attivamente proprio sulla base di cio' che avevamo voluto fare: un confronto serrato con gli operatori del pubblico e privato perche' potessero scaturire le indicazioni piu' giuste per una legislazione efficace di recupero e prevenzione ma anche di repressione nei confronti degli spacciatori". Riguardo alle indicazioni emerse nella Conferenza di Palermo il ministro ha sottolineato che e' stato recepito l'innalzamento da 4 a 6 anni del limite del reato che consente al tossicodipendente di rimanere in comunita' anche quando la pena e' passata in giudicato. "Abbiamo poi rielaborato il problema delle tabelle demandandole a un decreto ministeriale, mettendo insieme alla quantita' altre indicazioni per distinguere lo spaccio dal consumo, e rielaborato una dipartimentalizzazione efficace e di sintesi del lavoro pubblico e privato per dare pari dignita' a chi opera sul fronte della tossicodipendenza. Per rendere ancora piu' efficace l' opera di prevenzione ma anche di recupero dei tossicodipendenti".
Le droghe legge "non esistono" e tutte le droghe "vanno combattute": e' la posizione espressa dalla Societa' Italiana di Farmacologia (SIF), a commento delle dichiarazioni fatte oggi ad Amelia dal presidente della Camera. "Non esistono droghe leggere o pesanti", ha osservato il presidente della SIF, Giovanni Biggio. "Anche la cannabis per i piu' giovani puo' dimostrarsi dannosa, ancor piu' della cocaina e dell' eroina. Dipende dalle dosi e dai tempi di assunzione ed al contempo dalla struttura fisica e mentale di chi le assuma". Secondo Biggio il punto debole sta nelle cure farmacologiche. "Non esiste infatti un farmaco in grado di ottenere la disuassefazione completa del soggetto". Per il presidente della Societa' Italiana di Farmacologia, quindi, "tutte le droghe vanno combattute ed eliminate, pur se appare discutibile la severita' della pena prevista per l' assunzione di qualche spinello".
"Esiste solo la droga e bisogna combattere contro tutti gli stupefacenti, in particolare contro la cocaina dei quartieri alti": lo ha detto oggi il senatore dell'Udc Maurizio Ronconi, ad Amelia anche lui. "Ha ragione Pier Ferdinando Casini quando dice che non ci sono differenze tra droghe leggere e pesanti". Il senatore dell'Udc ha quindi invitato a guardare con grande attenzione a quello che avviene nei cosiddetti quartieri alti. "In particolare all'uso della cocaina che e' la droga di moda ma distruttiva quanto le altre. Questo e' l'impegno per domani: difendere non solo le classi disagiate ma anche quelle piu' elevate socialmente perche' la droga colpisce tutti i settori della societa'".
"Spiegate alle famiglie italiane che le cosidette droghe leggere provocano scompensi psicotici, crisi di orientamento, disturbi della personalita' gravi, disturbi cardiocircolatori: spiegatelo senza remore secondo quello che dice la Scienza". Lo afferma la parlamentare di Forza Italia Maria Burani Procaccini, schierandosi con il presidente della Camera Casini. "Quello che ha detto il presidente della Camera sulle 'droghe leggere' e' quanto mai opportuno ed ai Capezzone che si agitano ricordo che un milione di giovani in Italia consumano cannabis: si tratta di veri e propri tossicodipendenti. A Capezzone vorrei far chiarire questo pensiero dai genitori di quel bambino tredicenne giunto in pronto soccorso con una crisi psicotica derivante da assunzione di cannabis: tredici anni, e non aggiungo altro...".
Marco Contini e Andrea de Angelis, Segretario e Presidente di Antiproibizionisti.it, hanno dichiarato:
Anche quest'anno, come ogni anno, dobbiamo assistere all'abituale processione di politici verso le comunita' di recupero e, in particolare, verso quella di Don Gelmini.
Questa volta e' toccato al Presidente della Camera Casini, in compagnia del ministro Giovanardi e dell'ex-ministro Gasparri, che vista l'occasione natalizia, si son sentiti in dovere di farsi novelli Re Magi per portare il consueto carico di promesse e rassicurazioni al "Don" piu' corteggiato d'Italia.
Al Presidente Casini vogliamo pero' fare innanzitutto un ringraziamento: finalmente sentiamo da un importante esponente delle istituzioni quello che noi sosteniamo da anni, ovvero che la legalizzazione porterebbe a "una società piu' sicura, libera dalla minaccia del crimine organizzato".
Prendiamo atto di questa importante ammissione, ma sono le altre parole del Presidente Casini che non condiviamo e che ci preoccupano, perche' evidenziano una totale e assoluta disinformazione. Quando Casini parla di cocaina come "droga dei quartieri alti" commette un grave errore di valutazione. Casini non sa! Ed e' irresponsabile continuare a dipingere una societa' che non esiste più da quindici anni. Al Presidente della Camera vorremmo anche domandare se la "responsabilita'" che sempre più sovente va evocando (anche dai manifesti propagandistici raffiguranti il suo autorevole profilo, con cui ha tappezzato buona parte della Capitale) si dimostri, secondo lui, nell'affermazione di precetti ideologici (peraltro non supportati da alcun dato), seppure questi siano evidentemente - e per sua stessa ammissione - ostativi a un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dei cittadini italiani (tossicodipendenti e non). Davanti a noi c'e' un mese difficile, in cui probabilmente si tentera' di approvare lo stralcio del Ddl Fini. Non possiamo accettare che nel nome delle comunità di recupero, o anche solo di alcune di esse (con i voti che portano in dote) si compia uno scempio del genere. I Re Magi portavano tre doni. Quest'anno i doni sono l'irresponsabilita', l'ipocrisia e la demagogia. Speriamo che questi Re Magi un po' improvvisati, una volta tanto, i doni se li tengano...
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