Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Lucca. Convegno su cure palliative e hospice in Toscana

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Affrontare la complessita' delle cure nella fase terminale della malattia, partendo dall'attuale sistema di cure domiciliari, nel tentativo di delineare nuovi e piu' efficaci modelli organizzativi strettamente legati alla novita' costituita dagli hospice. E' questo lo scopo del convegno regionale sulle cure palliative in Toscana, promosso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato in collaborazione con l'Asl di Lucca, che si svolgera' sabato prossimo a Lucca.
Tra gli altri argomenti che verranno affrontati: la dignita' del vivere e del morire, le cure palliative nella programmazione regionale, il trattamento del dolore e degli altri sintomi, le peculiarita' assistenziali.
In una nota degli organizzatori del convegno si ricorda che in Italia si registra in generale un notevole ritardo nella cultura delle cure palliative e che gli stessi modelli organizzativi della sanita' fanno di frequente affidamento alle associazioni di volontariato che svolgono, sia pure con gravi difficolta', un'azione lodevole ed insostituibile nell'assistenza ai malati oncologici nella fase terminale.
In Toscana - dove ogni anno, si spiega, si registrano circa 11.800 decessi per tumore, pari a 33,62 morti ogni 10.000 abitanti - si ricorda inoltre che saranno realizzati 16 hospice, cioe' centri di cure palliative, per un totale di 156 posti letto pari a 0,47 posti letto per 10.000 abitanti, che saranno dedicati ai malati oncologici bisognosi di cure e assistenza nelle fasi terminali della vita, quando la famiglia non c'e' o non e' in grado di assisterli. La realizzazione di queste strutture, si rileva, e' in ritardo rispetto alla programmazione regionale e laddove sono state terminate si registrano difficolta' per la loro attivazione. Queste strutture, si sottolinea, non devono inoltre diventare luoghi di abbandono dei pazienti in attesa della fine. Il pericolo 'puo' essere scongiurato se il sistema sanita' sara' in grado di erogare gli stessi servizi a domicilio, dove oltre l'80% dei malati desidera finire i propri giorni.
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