Italia. La maglietta di Vasco: fine della storia, finalmente?
Un'intervista di Vasco Rossi al quotidiano "La Repubblica, si spera che metta fine alla vicenda della T-shirt con la foglia di marijuana, che ha scomodato un ministro, una decina di parlamentari, tra i quali l'immancabile Pedrizzi di An, e una quantita' indefinita di assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali lombardi.
Rossi, nell'intervista, li bolla come "fascisti", e li accusa di usare l'argomento droga per campagna elettorale. "Ciurlano nel manico aizzando gli animi della gente -dice- per coprire le loro magagne. Il discorso della proibizione, della tolleranza zero, ha facile presa. Con la mia maglietta ho solo cercato di dare un messaggio di buon senso".
"La marijuana -prosegue Vasco Rossi- e' una pianta, non da' dipendenza, ha gli stessi effetti del vino. . E sostenere che dalle droghe leggere si passa all'eroina e' fuorviante: e' come dire che dalle uova si arriva alla vodka, passando per la mozzarella di bufala. Non ha senso, ed e' fuorviante per i ragazzi".
A Vasco Rossi le autorita' comunali avevano anche offerto la possibilita' di fare una quarta data allo stadio di San Siro, ma a condizione "che si fosse cambiato la maglietta" (dopo lo Stato-mamma, il Comune-nonna). Il cantante si limita a definire questa proposta, "una proposta ingenua".
Comunque, in questa smania da "arte etica" che ha toccato prima il "satanista" Manson e poi l'"istigatore alla droga" Rossi, e' strano come la combriccola di cui sopra si sia scordata che nel frattempo a Milano hanno suonato i Rolling Stones, che, prima di avere i problemi tipici della terza eta' non predicavano (e praticavano) esattamente l'astinenza dall'uso di droga.
Rossi, nell'intervista, li bolla come "fascisti", e li accusa di usare l'argomento droga per campagna elettorale. "Ciurlano nel manico aizzando gli animi della gente -dice- per coprire le loro magagne. Il discorso della proibizione, della tolleranza zero, ha facile presa. Con la mia maglietta ho solo cercato di dare un messaggio di buon senso".
"La marijuana -prosegue Vasco Rossi- e' una pianta, non da' dipendenza, ha gli stessi effetti del vino. . E sostenere che dalle droghe leggere si passa all'eroina e' fuorviante: e' come dire che dalle uova si arriva alla vodka, passando per la mozzarella di bufala. Non ha senso, ed e' fuorviante per i ragazzi".
A Vasco Rossi le autorita' comunali avevano anche offerto la possibilita' di fare una quarta data allo stadio di San Siro, ma a condizione "che si fosse cambiato la maglietta" (dopo lo Stato-mamma, il Comune-nonna). Il cantante si limita a definire questa proposta, "una proposta ingenua".
Comunque, in questa smania da "arte etica" che ha toccato prima il "satanista" Manson e poi l'"istigatore alla droga" Rossi, e' strano come la combriccola di cui sopra si sia scordata che nel frattempo a Milano hanno suonato i Rolling Stones, che, prima di avere i problemi tipici della terza eta' non predicavano (e praticavano) esattamente l'astinenza dall'uso di droga.
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