Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Per le malattie degenerative le frontiere sono le staminali, i vaccini biotech e la ricerca farmacologica

U.E. - ITALIA
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Secondo il prof. Carlo Caltagirone, docente di neurologia all'Universita' Tor Vergata e direttore scientifico dell'Irccs Santa Lucia di Roma, sentito dal quotidiano Il Sole 24Ore, un uso accurato dei farmaci, una stimolazione cerebrale profonda e una maggiore attenzione agli aspetti cognitivi saranno le direzioni in cui si dovra' muovere prossimamente la cura per il Parkinson.
"Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi avanti nella cura del morbo di Parkinson. Gli studiosi hanno dato maggiore attenzione ad aspetti finora trascurati, come le compromissioni del funzionamento mentale o i risvolti depressivi che colpiscono i parkinsoniani". "C'e' ancora un altro punto che lascia ben sperare: l'impianto delle cellule staminali", che pero' e' ancora in fase sperimentale. "Nel giro di una decina di anni potrebbe diventare una pratica di routine su circa il 20-30% dei casi, cioe' nei pazienti resistenti ai farmaci", aggiunge Caltagirone.
Per Nicola Biagio Mercuri direttore del Dipartimento di neurologia sperimentale presso la Fondazione Santa Lucia, una malattia degenerativa come l'Alzheimer potrebbe trovare una soluzione terapeutica con farmaci di ultima generazione e vaccini biotech. E se le terapie farmacologiche sono costose Mercuri precisa che "il costo sociale di un malato di Alzheimer non curato e' di gran lunga superiore alla spesa per i trattamenti terapeutici e medicinali".
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