Italia. Manca sistema registrazione per lavoratori immigrati e infortuni
Per quando riguarda il fenomeno infortunistico, non esiste a tutt'oggi, un sistema di registrazione degli infortuni dal quale abbia rilievo statistico il fatto che l'infortunato sia un lavoratore extracomunitario con occupazione piu' o meno regolare operante in qualsiasi comparto produttivo. Da una ricerca svolta dall'Istituto Italiano di Medicina Sociale e dal Dossier Caritas-Migrantes nel 2003, su dati del 2001, emerge che la lettura e l'interpretazione dei dati infortunistici impone alcune cautele. I dati infatti riguardano indistintamente sia i lavoratori stranieri immigrati che quelli nati all'estero; emerge inoltre una difficolta' a fare una estrapolazione degli infortuni accaduti a lavoratori immigrati da breve tempo in Italia rispetto ad altri lavoratori occupati gia' da molti anni e perfettamente integrati nella cultura del nostro mondo del lavoro. Inoltre le statistiche infortunistiche sono relative alla forza lavoro assicurata e, quindi, regolarizzata, mentre molti lavoratori stranieri provenienti da Paesi extracomunitari lavorano in situazione di assoluta irregolarita' e sono costretti a comunicare i casi di infortunio, almeno quelli di piccola entita', come casi di malattia per evitare complicazioni nei rapporti con i datori di lavoro. In altre situazioni ancora, come ci e' stato riferito da alcuni lavoratori in attesa di riconoscimento dello stato di profughi per motivi politici, le pressioni sono molto forti, con rischi di ritorsioni anche pesanti. I dati disponibili (2001) fanno emergere che su 641.106 infortuni indennizzati, ben 58.494 riguardano lavoratori nati all'estero e che, a fronte di un'incidenza sull'occupazione del 3,4%, ne corrisponde una preoccupante del 9,1% sugli infortuni indennizzati. La stessa ricerca mette in luce la correlazione tra rischio infortunistico e i diversi gruppi nazionali: vi sono gruppi per i quali non sussistono differenze sostanziali fra la quota di soggiornati e la quota di infortuni, mentre per i lavoratori provenienti dal Marocco si ha una differenza di addirittura 7 punti percentuali (13,4% di soggiorni e 20,2% di infortuni) e per i lavoratori provenienti dalla Tunisia si registra una differenza di due punti (4,2% di soggiorni e 6% di infortuni).
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