Italia. Manfredi: nessun accenno al problema del narcotraffico nel programma di Prodi
Intervento di Giulio Manfredi del Comitato Nazionale Radicali Italiani sul sondaggio portato avanti da La Fabbrica del Programma di Romano Prodi: "Dite la vostra sul programma". Obbiettivo del sondaggio: "interrogare gli italiani sui provvedimenti che il futuro Governo dovrebbe prendere per risolvere i problemi e le questioni piu' urgenti nel Paese", peccato rileva Mafredi che non "contiene alcun accenno al problema del narcotraffico e del proibizionismo"."Al punto "C.12.Sicurezza", la prima domanda e' la seguente: "In molte citta' italiane, gli abitanti si lamentano del rischio di divenire vittime di atti di delinquenza come furti, scippi, aggressioni. Secondo lei, quali sono le due piu' importanti ragioni di queste lamentele?". Fra le nove risposte proposte, c'e' persino "Queste cose succedono in tutte le citta' del mondo, ma agli italiani piace lamentarsi" ma non c'e', per esempio, "Molti furti, scippi e rapine sono dovuti alla necessita' di procurarsi i soldi per acquistare la droga".
E alla seconda domanda ("L'Italia vive da sempre il problema del crimine organizzato. Secondo lei, quali sono le due ragioni piu' importanti per la diffusione del crimine organizzato?"), fra le otto risposte proposte, non c'e', per esempio: "Il traffico di droga".
Semplicemente, le parole "droga, narcotraffico, proibizionismo" non compaiono nel documento. Non si poteva pretendere da Prodi di seguire l'esempio del leader di sinistra tedesco Lafontaine, che, pur di prendere un po' di voti fra i giovani alle elezioni di settembre, propaganda il libero commercio di tutte le droghe (e non la regolamentazione di tale commercio, per sottrarlo al monopolio criminale, come hanno sempre chiesto i radicali). Prodi poteva, pero', utilizzare il suo sondaggio per iniziare a discutere del problema "droga/sicurezza" non escludendo a priori la chiave di lettura antiproibizionista.
In fondo, la coalizione che lo sostiene e' composta non solo dalla sinistra cosiddetta "radicale", dichiaratamente antiproibizionista; non solo da larghi settori dei DS dichiaratamente antiproibizionisti; ma gli stessi compagni dello SDI hanno fatto propria (Atto Camera n. 4336, Buemi-Boselli-Intini e altri) la proposta di legge d'iniziativa popolare presentata dai Radicali Italiani nel 2002, volta a regolamentare l'uso e il consumo delle droghe ora proibite".
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