Italia. Manifestazione Cgil-Cosl-Uil per i 'nuovi cittadini'
Da qui a 10 anni in Italia serviranno almeno 4 milioni di lavoratori extracomunitari in più rispetto al regolare flusso di immigrati già previsto. Una cifra che, però, potrebbe anche salire se la situazione economica dovesse migliorare. A sostenerlo è il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, secondo il quale "a fronte di un andamento normale dell'economia, senza particolari boom, e della situazione demografica italiana, attualmente a crescita zero, serviranno in 10 anni 4 milioni di lavoratori immigrati in più. Con questo la legislazione vigente deve confrontarsi".
I tre segretari confederali di Cgil Guglielmo Epifani, Cisl Raffaele Bonanni e Uil si sono dati appuntamento oggi a Milano dove hanno marciato in occasione della giornata nazionale del migrante. La manifestazione organizzata nel capoluogo lombardo ha visto sfilare per le vie del centro fino all'Arco della Pace in largo Sempione circa un migliaio di persone italiane e non. Folta la presenza, infatti, degli extracomunitari che chiedono a gran voce di fare finire "nel cestino" la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. I manifestanti non si sono fatti scoraggiare dal cielo gonfio di pioggia e dal freddo pungente di Milano, e hanno applaudito gli interventi dei leader sindacali dal palco allestito in piazza Sempione. Sventolando le bandiere rosse della Cgil, quelle azzurre della Uil e quelle a bianco-verdi della Cisl a ritmo di musica reggae, hanno espresso il proprio dissenso nei confronti delle attuali politiche in materia di immigrazione: a guidare il corteo uno striscione che recita "Immigrati, lavoratori e cittadini" tradotto in varie lingue.
Al corteo si è unito anche il segretario dei Ds Piero Fassino, che ha voluto portare il suo sostegno e contributo alla manifestazione facendosi portavoce delle istanze degli immigrati: in primis l'abolizione della Bossi-Fini. "Si tratta di cambiare la Bossi-Fini, una legge che ha dimostrato di non essere in grado di governare il problema dell'immigrazione e, anzi, ha aggravato alcune contraddizioni che si erano manifestate negli anni scorsi.
Cambiando la legge si deve affrontare il problema attraverso una sua ordinata e moderna gestione". Per Fassino l'Italia del futuro deve, infatti, essere "sempre di più una società multiculturale, multietnica e multireligiosa e per renderla tale bisogna realizzare una politica che garantisca la piena integrazione", dando ai cittadini extracomunitari gli stessi diritti dei lavoratori italiani in cambio degli stessi doveri.
Sulla stessa linea il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha chiesto per gli immigrati regolari "il diritto di voto alle amministrative" e una diversa politica per la casa anche a sostegno dei 'nuovi cittadini'. "Siamo di fronte a 20 anni di immigrazione - ha detto - a ragazzi che qui sono cresciuti", in sintonia con il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che ha voluto sottolineare come "i lavoratori immigrati contribuiscano alla prosperità e alla democrazia del nostro paese".
I tre segretari confederali di Cgil Guglielmo Epifani, Cisl Raffaele Bonanni e Uil si sono dati appuntamento oggi a Milano dove hanno marciato in occasione della giornata nazionale del migrante. La manifestazione organizzata nel capoluogo lombardo ha visto sfilare per le vie del centro fino all'Arco della Pace in largo Sempione circa un migliaio di persone italiane e non. Folta la presenza, infatti, degli extracomunitari che chiedono a gran voce di fare finire "nel cestino" la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. I manifestanti non si sono fatti scoraggiare dal cielo gonfio di pioggia e dal freddo pungente di Milano, e hanno applaudito gli interventi dei leader sindacali dal palco allestito in piazza Sempione. Sventolando le bandiere rosse della Cgil, quelle azzurre della Uil e quelle a bianco-verdi della Cisl a ritmo di musica reggae, hanno espresso il proprio dissenso nei confronti delle attuali politiche in materia di immigrazione: a guidare il corteo uno striscione che recita "Immigrati, lavoratori e cittadini" tradotto in varie lingue.
Al corteo si è unito anche il segretario dei Ds Piero Fassino, che ha voluto portare il suo sostegno e contributo alla manifestazione facendosi portavoce delle istanze degli immigrati: in primis l'abolizione della Bossi-Fini. "Si tratta di cambiare la Bossi-Fini, una legge che ha dimostrato di non essere in grado di governare il problema dell'immigrazione e, anzi, ha aggravato alcune contraddizioni che si erano manifestate negli anni scorsi.
Cambiando la legge si deve affrontare il problema attraverso una sua ordinata e moderna gestione". Per Fassino l'Italia del futuro deve, infatti, essere "sempre di più una società multiculturale, multietnica e multireligiosa e per renderla tale bisogna realizzare una politica che garantisca la piena integrazione", dando ai cittadini extracomunitari gli stessi diritti dei lavoratori italiani in cambio degli stessi doveri.
Sulla stessa linea il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha chiesto per gli immigrati regolari "il diritto di voto alle amministrative" e una diversa politica per la casa anche a sostegno dei 'nuovi cittadini'. "Siamo di fronte a 20 anni di immigrazione - ha detto - a ragazzi che qui sono cresciuti", in sintonia con il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che ha voluto sottolineare come "i lavoratori immigrati contribuiscano alla prosperità e alla democrazia del nostro paese".
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