Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Mantovano: la legge Fini funziona

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"I dati sui reati connessi agli stupefacenti pubblicati da il Sole 24 Ore di oggi costituiscono un contributo importante alla riflessione sul tema, se la riflessione vuole essere libera da condizionamenti ideologici. Da essi emerge infatti che da quando e' in vigore la legge Fini: i delitti di droga calano; vi e' maggiore chiarezza, derivante dalla piu' chiara formulazione delle norme; non vi e' alcuna criminalizzazione del mero assuntore; al contrario, vi e' un favore per il recupero e per la riabilitazione; e' piu' facile l'aggiornamento delle tabelle che permettono di classificare una sostanza come stupefacente. Tutto cio' non viene fuori da un manifesto di An, ma dalla comparazione statistica e dalla esposizione che ne fa un giornale come il Sole". E' quanto afferma Alfredo Mantovano, senatore di An. "Sarebbe interessante una valutazione da parte del ministro Ferrero: di quel ministro, cioe', che piu' di altri si e' data la mission di demolire la legge Fini, sul presupposto -rivelatosi falso- che avrebbe riempito le carceri di tossicodipendenti, di ripristinare l'errata distinzione fra droghe 'pesanti' e droghe 'leggere', di rendere queste ultime libere e legali, e di distribuire le prime in forma controllata. Se mostrera' indifferenza alle cifre de il Sole, vorra' dire che l'ideologia prevale su tutto, anche sul recupero del tossicodipendente. Se mai vi prestera' attenzione, non e' necessario che ammetta di aver sbagliato: e' sufficiente che non vada oltre".

Carlo Giovanardi, uno dei 'padri' della disciplina antidroga varata dal Governo Berlusconi, commenta positivamente i dati in materia di lotta alle tossicodipendenze: "quando si passa dai proclami ideologici alla realta' dei fatti -dice- la campagna di bugie e mistificazioni messe in campo dalla sinistra per contrastare la nuova legge sulla droga crolla miserevolmente. Oggi e' stato autorevolmente certificato che la saggia e ponderata normativa che discrimina il semplice consumo dallo spaccio di sostanze stupefacenti, ha avuto come effetto il calo e non l'aumento degli arresti, avendo le forze di polizia e la magistratura, elementi piu' chiari per distinguere le vittime dei mercanti di morte. Particolarmente innovativa appare poi la possibilita' di applicare al consumatore/spacciatore pene alternative al carcere come quella di svolgere lavori socialmente utili, possibilita' di cui, per fortuna, i magistrati si sono accorti, applicandola, mentre troppi disinformati polemisti ne ignorano ancora l'esistenza".

"Scientificamente infondato". Cosi' il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, replica in una nota all'esponente di An, Alfredo Mantovano. Scrive Ferrero: "i dati pubblicati oggi dal Sole 24 ore all'interno di un servizio significativamente intitolato: 'Droga: a sorpresa la Fini-Giovanardi ha tagliato i reati', non dimostrano in alcun modo la tesi sostenuta. Infatti il decreto legge Fini-Giovanardi del 30/12/2005, convertito con modificazioni in legge, la n.49 del 21/02/2006, demandava la definizione della quantita' di sostanza, al fine di definire il confine tra spaccio e consumo, ad un successivo decreto ministeriale, datato 11 aprile 2006 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 aprile 2006 e formalmente entrato in vigore quindici giorni dopo. Far discendere dall'applicazione della Fini-Giovanardi il fatto che tra il 1 luglio 2005 e il 30 giugno 2006 si sono ridotti del 4,3% i reati relativi agli stupefacenti e' quindi scientificamente infondato, perche' la legge e' stata formalmente applicabile, proprio nella parte sottolineata da Mantovano, per 2 mesi sui 12 presi a riferimento. Non occorre essere statistici di professione per rendersi conto che il dato non e' significativo e che probabilmente dipende proprio dal relativo vuoto normativo determinato dall'entrata in vigore 'a rate' della nuova legge e dalle difficolta' in sede di applicazione della medesima".
Conclude il ministro Ferrero: "dati scientificamente fondati sugli effetti penali della Fini-Giovanardi potremo averli quando verranno resi noti i dati sul periodo 1 luglio 2006-30 giugno 2007 e non prima. Per quanto mi riguarda -a differenza di quanto sostiene Mantovano- non ho proposto di rendere 'libere' le droghe leggere, ma sto cercando di individuare le forme piu' efficaci di prevenzione delle dipendenze, perche' il vero problema e' che negli anni in cui ha governato il centro destra e' raddoppiato il consumo di cocaina, sostanza quanto mai pericolosa e 'ben trattata' nelle tabelle varate dal governo Berlusconi".

"È incredibile come Ferrero pieghi la realta' dei fatti all'ideologia, arrivando perfino a negare l'evidenza e a trattare le cifre, i numeri, come fossero opinabili opinioni". Cosi' l'onorevole Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di Alleanza nazionale per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. "I dati riportati dal Sole 24 ore sono confermati sia da quelli del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria che da quelli del ministero dell'Interno, forniti in maniera distorta, a suo tempo, nell'aula della Camera, dal ministro Turco, che fece un clamoroso autogol. Sia i dati del Dap che quelli del Vicinale, infatti, dimostrano che dalla piena (e sottolineiamo piena) entrata in vigore della legge Fini gli arresti totali sono diminuiti di quasi il 10 per cento (Dap) e quelli mensili del 16 per cento (Viminale).
Insomma: con la legge Fini a pieno regime (cioe' a tabelle sulle quantita' vigenti), cosi' come era stata congegnata prima del decreto Turco, nessuno e' finito in galera per la detenzione di qualche spinello. E' avvenuto, anzi, il contrario: e' diminuito sia il numero degli arrestati che quello dei detenuti. Ora, la verita' puo' far male, ma non per questo va occultata dalla propaganda mistificatoria".
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