Italia. Mantovano a Vienna alla Commissione narcotici dell'Onu
Cresce il consumo di droga in Italia, che e' in profonda trasformazione. Nel 2004 sono stati sequestrati circa 26.000 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra cui 3.600 kg di cocaina e 2.500 di eroina. Il bilancio lo ha fatto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, intervenuto oggi a Vienna alla 48/a Commission on narcotic drugs dell'Onu.Mantovano ha sottolineato il boom dell'uso delle cosiddette "nuove droghe": sono stati sequestrati circa 380.000 dosi di anfetaminici (ecstasy e simili), con un aumento di oltre il 60% rispetto al 2003. Cio', ha spiegato, "mette in evidenza una preoccupante svolta nella tipologia di consumo e la necessita' di rivedere i parametri di valutazione dell'intero fenomeno in tutti i suoi risvolti, non ultimo quello della corretta individuazione delle cause di tanti incidenti stradali, altrimenti inspiegabili".
Gli anfetaminici, ha rilevato Mantovano, "sono soprattutto le droghe del fine settimana e delle discoteche, ma non solo. Uno dei problemi e' che non sempre e' facile catalogarle come droghe, perche' le molecole vengono modificate e non rientrano nelle tabelle apposite. Nella legge in discussione alla Camera e' previsto un meccanismo piu' snello che consente un aggiornamento veloce delle tabelle".
Nel 2004, ha proseguito il sottosegretario, "si e' intensificato lo scambio di informazioni con i servizi antidroga di altri Stati e sono stati incrementati gli incontri di cooperazione: se ne sono svolti complessivamente 44 in Italia e 27 in altri Paesi. In questo modo si sono determinate le condizioni favorevoli per lo sviluppo di indagini realizzate con strumenti evoluti, quali le consegne controllate e gli agenti sotto copertura". Un esempio e' l'operazione 'Decollo' del Ros dei carabinieri, che ha portato all'arresto di 110 persone in Italia e 46 in Colombia ed al sequestro di circa 5.850 kg di cocaina, di cui 850 in Italia.
Ma, a parte l'aspetto repressivo, ha sottolineato Mantovano, "la strategia di contrasto alla droga deve essere molto piu' articolata, a cominciare dalla prevenzione. Occorre evidenziare i danni ed i pericoli connessi all'uso di stupefacenti, facendo informazione nelle scuole e nelle famiglie. Sostanze come le pillole di ecstasy, dall'aspetto colorato ed innocuo, possono avere effetti piu' devastanti dell'eroina e della cocaina, provocando danni irreversibili al sistema cerebrale". Dunque, secondo il sottosegretario, "e' importante garantire una corretta comunicazione, che confuti in modo documentato e convincente teorie ricorrenti sulla sostanziale innocuita' di certe sostanze che con troppa leggerezza vengono ancora definite 'leggere"'.
Altro punto importante per una valida strategia antidroga, ha detto ancora Mantovano, "e' il recupero dei soggetti che ne fanno uso. Non si tratta semplicemente di ridurre il danno, fornendo siringhe disinfettate o sostanze di buona qualita', ma di tendere con decisione alla liberazione dei tossicomani dalla loro dipendenza, restituendo loro una condizione di salute vera. Questo esige un presupposto culturale purtroppo non ancora sufficientemente condiviso, ossia il chiaro riconoscimento che il consumo di droga e la disponibilita' di essa sul mercato non costituiscono liberta' da tutelare".
Passi avanti potrebbero arrivare con l'approvazione della legge attualmente all'esame delle commissioni congiunte Giustizia e Sanita' della Camera. L'intenzione del Governo, ha concluso il sottosegretario, "e' quella di riuscire ad approvarla entro la fine della legislatura: speriamo che ci siano i tempi tecnici per farlo".
Mantovano ha inoltre ricordato come il traffico internazionale di droga, oltre ad essere una delle attivita' criminali piu' lucrose, e' anche uno strumento di finanziamento del terrorismo. Un esempio, ha spiegato Mantovano, "lo abbiamo avuto nel teatro afghano: il governo dei Talebani, che dava supporto ed accoglienza ad Al Qaeda, si finanziava con il fiorente mercato dell'oppio, di cui l'Afghanistan deteneva circa il 70% delle produzione mondiale. Ancora oggi nelle parti non ancora sotto il controllo delle forze del nuovo Governo eletto democraticamente, parte del fiorente mercato continua ad alimentare aree legate al terrorismo islamico".
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